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Le leggende dell’arrivo della Madonna Annunziata a Bronte

La devozione dei brontesi verso Maria Ss Annunziata affonda le proprie radici nella storia. Si racconta, infatti, che senza l’intervento della Madonna, Bronte nel 1763, nel 1832 e nel 1843 sarebbe stato sepolto dalla lava che ha minacciato da vicino l’abitato.

Tanto è bastato per convincere la religiosissima gente ad eleggerla Partona della città e festeggiarla ogni 3 anni nel mese di agosto, quando si ripete l’arrivo a Bronte della meravigliosa statua opera della scuola del Gaggini, con il primo cittadino del tempo che consegna le chiavi d’oro della Città alla Madonna proprio sotto l’arco di trionfo.

Sono due le leggende che narrano l’arrivo della statua. La prima, tramandata da Benedetto Radice in “Chiese, Conventi, Edifici pubblici di Bronte”, racconta che la statua fu scambiata da alcuni pastori brontesi con alcuni pirati greci che in cambio della statua vollero l’albagio (caratteristico drappo di Bronte). L’altra leggenda narra che la nave che trasportava la statua solcando le onde dello ionio naufragò, ma mentre tutto andò disperso, la pesante cassa che proteggeva la statua cominciò a galleggiare fino ad essere raccolta da alcuni pirati saraceni che la scambiarono con i prodotti fatti con il latte del gregge di alcuni pastori brontesi.

Questi condussero la bella statua a Bronte servendosi di due grossi buoi aggressivi ed indomabili che un furbo possidente della Piana di Catania aveva consegnato loro come attimi buoi da soma. I buoi però alla vista della Madonna furono miracolosamente aggiogati, trainando con forza e volontà fra i boschi etnei il carro fino allo spiazzale dell’Annunziata a Bronte dove non vollero più avanzare.

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