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Domenica, 29 Novembre 2020

Nel ventre dell'Etna

Settimana del Pianeta Terra  Musei aperti, attività didattiche , geoescursioni e geoeventi di straordinaria intensità. La Sicilia accoglierà nei migliori dei modi La Settimana del Pianeta Terra organizzata dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra in tutta Italia dal 14 al 21 Ottobre . Saranno ben 130 gli eventi in 83 città italiane, in tutte le regioni . L’isola che detiene un grande patrimonio geologico e non solo , sarà una delle location predilette con ben 15 eventi.  In primo luogo si scenderà nel ventre dell’Etna . Accompagnati dagli esperti , i cittadini , potranno visitare il basso versante sudoccidentale del vulcano, tra i territori di Belpasso e Nicolosi. Lungo il percorso a piedi si avrà la possibilità di osservare tre tunnel lavici e alcuni speleotemi tipici delle grotte vulcaniche (rotoli di lava, mensole, skylight, ecc.). Un agevole sentiero tra le lave del 1669 ed un’occasione unica per osservare un vulcano dall'interno.Sempre l’Etna sarà protagonista di un’altra geoescursione, quella che condurrà i visitatori lungo i sentieri della natura dei Monti Sartorius con bombe vulcaniche di notevoli dimensioni e formazioni boschive dominate dalla Betulla . Di notevole interesse sarà l’imponente colata del 1865 che ha dato vita ai Monti Sartorius  (in onore e a memoria dello studioso Sartorius von Waltershausen che fu tra i primi a riportare cartograficamente le più importanti eruzioni dell’Etna) caratterizzati dall’allineamento di sette conetti eruttivi (“bottoniera”).Ma  tutta la Sicilia sarà parte integrante della Settimana del Pianeta Terra . Ad esempio a Catania si potranno osservare alcune morfologie vulcaniche etnee, gli effetti del terremoto del 1863 ma anche le absidi normanne , l’affresco che ritrae l’eruzione del 1669 o ancora visitare il Castello Ursino, il Monastero dei Benedettini , i canali sepolti dalla lava  dell’Etna, mentre l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia aprirà le porte della sua sala operativa di monitoraggio sismico e  Federazione Italiana di Scienze della Terra, Onlus vulcanico , offrendo l’occasione di conoscere strumenti e personale impegnati quotidianamente nel controllo e nello studio del più attivo vulcano d’Europa : l’Etna. Oppure sarà possibile spostarsi per andare lì dove acqua e fuoco si sono uniti nel tempo ed accarezzare il fiume Alcantara,  osservare l’affascinante fenomeno de “Le Gurne” , laghetti creati dall’incessante azione erosiva operata per millenni dallo stesso fiume sulle colate laviche ed allo stesso tempo capirne il suo ecosistema ma anche studiare gli aspetti geologici dei Monti Peloritani e restare incantati dinanzi alla bellezza del Castello di Francavilla . La Sicilia è mare , è fuoco ed è anche l’insieme di colori tra cielo e terra che sarà possibile apprezzare grazie ad un ciclo di incontri serali. Non c’è solo natura ma anche storia . Al Museo regionale  interdisciplinare di Storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano di Palazzo d'Aumale, Terrasini (PA), sarà possibile seguire  l'onda del mare, sempre presente nella storia geologica della Sicilia. Il percorso inizierà con la rappresentazione di antichi ambienti marini; si snoderà passando in rassegna gli eventi geologici verificatisi nelle diverse Ere geologiche e i principali fossili del nostro territorio.  La maggior parte dei reperti esposti provengono dalla collezione di un grande naturalista siciliano del '900, Teodosio De Stefani jr. Il Museo di Palazzo d'Aumale, in occasione della Settimana del Pianeta Terra e per approfondire la conoscenza di questo illustre ed eclettico personaggio, amplierà il percorso espositivo con l'allestimento di una mostra temporanea riguardante l'ostensione di reperti provenienti dalla collezione De Stefani e documenti originali (manoscritti, pubblicazioni, etc.) fino ad ora mai esposti al pubblico.In Sicilia ad un passo dal mare a pochi dal cielo . Al Museo di Mineralogia di Palermo sarà possibile vedere le preziose collezioni storiche  originariamente parte dell’antico Museo di Storia Naturale della Reale Università di Palermo che, nel corso dell’Ottocento e del Novecento, sono state incrementate grazie al contributo di studiosi e collezionisti. Gli splendidi esemplari di minerali della serie gessoso-solfifera siciliana, i preziosi cristalli provenienti da tutti i continenti, la pregiata ambra siciliana, le rocce, gli antichi strumenti di ricerca, costituiscono un repertorio di materia e storia che traccia un percorso attraverso suggestioni che riconducono alla vita e alla geologia del pianeta Terra. Si entrerà all’interno della materia dal macroscopio al microscopio . Una speciale occasione per presentare il nuovo allestimento dedicato alla collezione di meteoriti . Visite  al museo, ai laboratori di  Federazione Italiana di Scienze della Terra, Onlus petrografia e mineralogia, daranno la possibilità di capire , di vedere quali sono i metodi  per lo studio di rocce e minerali e di incontrare i ricercatori che lavorano nel campo delle geoscienze.Una novità importante arriverà dal Museo Geologico G.G. Gemellaro che  amplierà i suoi spazi espositivi inaugurando una nuova mostra permanente dedicata ai fossili ad agli ambienti del Paleozoico e Mesozoico in Sicilia. Si tratterà di un’area espositiva, di oltre 250  metri quadrati, ubicata al primo piano dell’edificio che ospita il museo,  articolato in 3 sale intercomunicanti, dove viene ricostruita la storia geologica della Sicilia dal Permiano sino al Cretaceo. Il circuito espositivo sarà arricchito di diorami che ricostruiranno l’evoluzione degli habitat marini e dei principali gruppi sistematici marini. Pannelli tridimensionali, ubicati nelle sale, illustreranno l’ampiezza e la disposizione dei mari e delle terre emerse e le modificazioni avvenute nell’arco di 200 milioni di anni. Ma in Sicilia saranno i fossili a raccontarci la storia del Mediterraneo . Visite guidate al Museo di Scienze della Terra di Catania , la visione di documenti che illustreranno la ricerca paleontologica e geobiologica a mare e di campioni di sedimenti marini attuali (prelevati sugli odierni fondali marini) e fossili (provenienti da località fossilifere siciliane) daranno la possibilità agli italiani di capire le variazioni che ha subito il clima nell’area mediterranea nel recente passato. Un vero viaggio nella storia geologica della Sicilia con i gessi di Rocca di Entella  pronti a raccontare quanto accadde ben 6 milioni di anni fa a cominciare  con la “chiusura del Mediterraneo” .
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