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Motta Sant’Anastasia, il presidente Castiglione: «finalmente si ripristina la strada consortile terre nere»

«Grazie all’impegno del presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione, sono stati recuperati i fondi Ministeriali per potere finalmente intervenire sulla ex Strada Consortile “Terre Nere”, tra i Comuni di Motta Sant’Anastasia e di Belpasso». A dichiararlo è stato l’ingegnere capo della Provincia di Catania, Giuseppe Galizia, a seguito della stipula del contratto d’appalto con il Consorzio aggiudicatario dei lavori.

L’intervento, dell’importo complessivo di € 1.5000.000,00 è inserito nel “Piano provinciale per la riqualificazione funzionale della viabilità secondaria”. I lavori permetteranno di ripristinare il normale transito veicolare lungo l’arteria, attraverso interventi di tipo strutturale per la sistemazione del corpo stradale, soprattutto in corrispondenza della frana che, di fatto, interessa l’intera carreggiata stradale impedendo il collegamento viario tra i due Comuni.

L’ex consortile, nello specifico, è un’arteria che si sviluppa dall’incrocio con la strada comunale “Via di Fuga Ovest” - ed ha funzioni strategiche per l’abitato di Motta Sant’Anastasia in caso di calamità naturali - fino alla strada di bonifica 29 del Comune di Belpasso.

«La Provincia di Catania si è impegnata a realizzare questa opera infrastrutturale per rendere più celere e sicuro il collegamento tra la strada statale 192, l’autostrada A 19 (CT-PA) e la rete viabile secondaria della zona produttiva interessata – ha dichiarato il presidente Giuseppe Castiglione –. Ancora una volta interveniamo per mettere in sicurezza una strada di fondamentale importanza per la mobilità della zona, ma l’attenzione di questa Amministrazione resta alta per quanto riguarda la sicurezza dell’intero territorio provinciale. Nonostante le risorse siano sempre più esigue – ha sottolineato, infatti, il presidente – stiamo riuscendo comunque a garantire ai nostri concittadini investimenti in settori strategici come quello della viabilità».

Nella fattispecie le previsioni del progetto, redatto dall’Ufficio Tecnico dell’Ente, mirano a ripristinare e/o pulire le cunette, i fossi di guardia, le bocche di lupo per l’allontanamento delle acque superficiali causa principale dei fenomeni d’instabilità del corpo stradale sull’intera strada. Saranno realizzate le nuove opere d’arte in sostituzione di quelle crollate (muro di sostegno del tipo a gravità in calcestruzzo ordinario non armato) in corrispondenza della frana al km 0+750, mediante la realizzazione di un cordolo in conglomerato cementizio armato con pali di fondazione in corrispondenza del piede delle terre rinforzate (tipo Terramesh System modulare) usate per stabilizzare il pendio e realizzate con rete metallica a doppia torsione con maglia esagonale opportunamente rivestita che garantiscono, con un minor impatto ambientale, la stabilità dell’intero corpo stradale.

Saranno realizzati i muri di controripa e riparato il sottopasso pedonale esistente per proteggere il margine stradale con idonea barriera di sicurezza stradale.

Sono, altresì, previsti degli interventi di risagomatura delle ripe mediante l’inserimento di rivestimenti flessibili con materassi metallici in rete metallica a doppia torsione, la ripresa del piano viabile nei tratti ammalorati e la collocazione di idonea segnaletica verticale e orizzontale.

Inoltre, sempre per risolvere problemi di stabilizzazione di un tratto di pendio sono stati collocati, dietro la sommità dei muretti in conglomerato cementizio esistenti, prima, un canale in calcestruzzo prefabbricato per la raccolta delle acque meteoriche e, poi, una fila di gabbioni in rete metallica a doppia torsione, incassati nel terreno esistente, per creare una struttura flessibile resistente ma al contempo stabilizzante.

 

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