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Sabato, 11 Luglio 2020

Rischio sismico in Sicilia: prevenire costa meno che intervenire

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Terremoto in Sicilia? Le profezie catastrofiche che si sono riversate sull’isola, soprattutto nella parte orientale, dopo le tristi immagini dell’Emilia, creano allarmismo ma l’unico risultato a cui sembrano portare è l’ansiosa speranza che la terra non tremi. La conseguenza più naturale invece, l’azione concreta più logica, dovrebbe essere quella della prevenzione antisismica, che paradossalmente però stenta a decollare. Perché? I benefici della messa in sicurezza non sono immediatamente visibili e ciò porta i cittadini e le amministrazioni a considerare questi lavori edilizi una spesa rimandabile piuttosto che un impellente investimento, quale invece essi sono.

Eppure «prevenire costa appena un terzo della spesa necessaria che occorrerebbe per gli interventi dopo i disastri» ha sottolineato Carmelo Maria Grasso, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, nella cui sede, ieri pomeriggio si è svolto un convegno sulle operazioni antisismiche per fabbricati esistenti residenziali e industriali.

L’Ordine, da sempre sensibile alla tematica, si impegna attivamente per sensibilizzare la società civile alla cultura della sicurezza. «Noi professionisti e tecnici delle costruzioni – ha continuato Grasso – abbiamo chiaramente una visione più nitida e completa della vulnerabilità degli edifici, dunque sentiamo la responsabilità sociale, lontana da demagogie politiche, di formare e informare la società». Questi i numeri attorno a cui ruota la prevenzione sismica che Grasso ha citato all’inizio dell’incontro: «12milioni sono gli edifici che compongono il patrimonio immobiliare italiano, di cui 11,2 milioni appartengono alle costruzioni civili, mentre 800 mila ad altre destinazioni, quali i capannoni. Il 30 per cento è stato costruito dopo il 1981, e il 10 per cento dopo il 1993, ciò significa che la maggior parte è stato edificato prima dell’entrata in vigore delle norme sismiche. Negli ultimi 40 anni per ricostruire zone terremotate sono stati necessari 145miliardi di euro, invece per mettere in sicurezza il territorio nazionale, secondo una recente stima della Protezione Civile, occorrono 40 miliardi di euro. Una differenza tra prevenire e curare che si commenta da sé».

«Non esiste una ricetta unica per tutti i fabbricati – ha spiegato Luigi Bosco, alla guida della Commissione dell’Ordine “Strutture e Rischio Sismico” che ha organizzato il convegno – un’efficace azione di prevenzione è costituita da tre momenti: conoscenza, miglioramento, ed emergenza. Per ciò che riguarda la prima fase oggi è possibile, con il costo di circa 3-4 euro al metro cubo, vuoto per pieno, individuare il livello del sisma sopportabile da ogni edificio. Uno screening a tappeto di tutti gli immobili, cominciando ovviamente da quelli edificati prima del 1981 - e tra questi dando priorità a scuole e ospedali - consentirà di stabilire una graduatoria di resistenza degli edifici. Oggi le risorse disponibili forse non sono sufficienti, però bisogna programmare e cominciare. Gli interventi di miglioramento invece – ha continuato - potranno essere eseguiti a partire dagli elementi più deboli e dosati in funzione delle risorse disponibili. Professionisti esperti, con l’utilizzo di modeste risorse economiche, riescono ad eliminare difetti gravi di progettazione originaria, conseguendo un elevato grado di miglioramento sismico. In riferimento alla terza fase, infine, si punterà alla progettazione preventiva per la gestione dell’emergenza». Al convegno sono inoltre intervenuti: il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il presidente della Fondazione dell’Ordine Santi Maria Cascone, il quale ha fatto notare come le emergenze sismica, ambientale ed energetica convergono nell’emergenza generale della riqualificazione della città esistente; il presidente dell’Ordine etneo degli Architetti Luigi Longhitano, il docente dell’Università di Catania Ivo Caliò, il governatore del Distretto Lions Sicilia Antonio Pogliese, i liberi professionisti Nino Russo e Marco Muratore, il segretario della Commissione organizzatrice Filadelfo Tornabene, e il segretario della Fondazione Alfio Grassi.

 

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