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Giovedì, 16 Luglio 2020

«Dalla Sicilia un esempio positivo di business per le nostre pmi»

pst-giappone

 

In Sicilia è possibile creare sinergie per fare business: parola di imprenditori, non industriali qualunque, bensì manager giapponesi in visita venerdì pomeriggio al Parco scientifico e tecnologico della Sicilia. «Siamo stupiti dalla capacità di fatturato delle vostre aziende – ha affermato uno dei coordinatori della delegazione nipponica Shoichiro Hamano, riferendosi alle imprese farmaceutiche presenti nel catanese, settore a cui sono interessati – abbiamo apprezzato le strategie commerciali, il cui esempio è per noi importante e il cui contatto è utile per stringere rapporti di scambio internazionali».

Provenienti dal distretto di Toyama, in cui l’industria dei farmaci e il suo indotto hanno una produzione pari a 6 miliardi di dollari – come sottolineato dall’ambasciatore Umberto Vattani che, in collaborazione con il Parco Scientifico e la Fondazione Italia Giappone, hanno fortemente promosso questa visita – i professionisti presenti rappresentano piccole e medie imprese ad alto contenuto tecnologico, in particolar modo nella formulazione dei farmaci, ma poco o per nulla sviluppate nei mercati globali. «Lo scopo è dunque “fare squadra” con le realtà siciliane per scambiare reciprocamente conoscenze, progetti e opportunità – ha dichiarato Vattani – la delegazione qui presente manifesta una larga rappresentanza: della prefettura di Tomaya, delle istituzioni di ricerca pubblica, e delle imprese del territorio. Il loro progetto di internazionalizzazione ha dunque un’ampia visione».

Dopo aver visitato in questi giorni la Camera di Commercio di Catania e le società farmaceutiche Sifi e Idi – grazie anche alla collaborazione di Jetro (Japan external trade organization), ente semi governativo giapponese con sede a Milano – i ventidue delegati hanno manifestato concreto interesse nei confronti dell’attività del Parco scientifico e tecnologico siciliano (Pst), presieduto da Marco Romano. In molti, durante la visita ai laboratori sperimentali della struttura, hanno chiesto un campione del “sacchetto intelligente”, ovvero la carta impermeabilizzata divenuta simbolo del lavoro innovativo del Parco.

«Il Pst Sicilia è capofila del costituendo Distretto Biomedico nato nella nostra regione – ha sottolineato il presidente Romano – lavoriamo quindi a campi di ricerca che coincidono con le istanze del settore farmaceutico: le biotecnologie, il biobanking, la telemedicina e le strumentazioni per la diagnostica solo per citarne alcuni. Il privilegio di ricevere la delegazione nipponica non è solo del Parco ma dell’intera città – oggi il gruppo sarà ricevuto dal sindaco Raffaele Stancanelli – perché Catania è stata scelta dopo Milano come punto di riferimento dell’hi tech in Italia».

 

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