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Sabato, 15 Agosto 2020

Sicurezza nei cantieri, nuovi sistemi per prevenire la caduta dall’alto

Gli incontri e i dibattiti che riguardano la sicurezza sul lavoro non sono mai abbastanza, la formazione sulla prevenzione è continua, e l'innovazione sia normativa che sul fronte delle attrezzature, conosce importanti passi avanti. Il risultato concreto è la diminuzione delle morti bianche e degli infortuni in Italia, come informano recenti dati Inail: «Rispetto al 2010, nel 2011 i casi mortali diminuiscono del 4,4% e gli infortuni nel complesso del 6,4%. Si consolida la tendenza al ribasso che ha già caratterizzato l’andamento degli infortuni sul lavoro nel quinquennio 2006–2010». Le percentuali comunque possono e devono essere giustamente migliorate, ecco perché la Fondazione dell'Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania continua a programmare una serie di seminari che focalizzano di volta in volta tematiche specifiche sulla sicurezza nei cantieri. L'incontro che si è svolto ieri (22 giugno) al President Park Hotel di Acicastello ha puntato l'attenzione su "L'impiego delle linee vita per la prevenzione del rischio di caduta nei lavori in quota". La caduta dall'alto rappresenta l'infortunio e la causa di morte più frequente nel settore delle costruzioni, «per tale ragione la Fondazione ritiene opportuno - ha affermato il suo presidente Santi Maria Cascone - promuovere una formazione specifica sull'uso di ausili e attrezzature di sicurezza di recente concezione. Vogliamo essere in prima linea per l'affermazione della legalità e della sicurezza nei cantieri».

Non è un caso allora che l'imbracatura e il sistema di ancoraggio indossati dagli operai in quota nelle coperture, oggi prenda il nome di "linea vita", a indicare che «le risorse impiegate per adeguarsi agli standard di sicurezza sono un investimento per le imprese non una spesa, soprattutto se si considera la tutela del costo sociale» ha sottolineato Mauro Scaccianoce tesoriere dell'Ordine intervenuto in rappresentanza del presidente Carmelo Maria Grasso.

I nuovi sistemi messi a punto sono tutt'altro che complicati da montare e usare: un esempio è la fune d'acciaio che sovrasta, in maniera non invasiva e quasi invisibile, il tetto degli edifici. Essa viene ancorata tramite due torrette d'acciaio alle mura della casa o del palazzo, e dunque funge da solido appiglio per l'operaio, ma anche – poiché la fune rimane permanente per eventuali lavori futuri – per l'antennista, a cui il lavoro risulterà dunque facilitato e già tutelato. Si tratta di un dispositivo economico e sicuro illustrato per l'occasione da Salvatore Leanza e Stefano Finocchiaro, dell'azienda Sicoper che ha contribuito all'evento.

Presenti inoltre il vicepresidente dell'Anis, l'Associazione nazionale di Ingegneria della sicurezza, Salvatore Pulvirenti, e Giuseppe Semeraro, coordinatore della Consulenza tecnica per l'edilizia regionale dell'Inail Marche. Ha coordinato i lavori il segretario della Fondazione Alfio Grassi, mentre l'introduzione è stata affidata al consigliere d'amministrazione ed esperto in sicurezza Filippo Di Mauro.

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