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In 100 in catene all’ingresso del recidence degli aranci di Mineo

Oltre 100 attivisti e dirigenti politici di vari partiti ed istituzionali, guidati dal sen. Enzo Oliva, dal deputato regionale Giuseppe Arena e dal coordinatore provinciale di FLI Puccio La Rosa, si sono incatenati questa mattina, insieme a tanti cittadini della provincia di Catania, all’ingresso del “Residence degli Aranci”di Mineo, in segno di protesta nei confronti del Governo Nazionale per la volontà espressa di voler concentrare, senza alcuna valutazione sulla sussistenza dei requisiti necessari di sicurezza e sulle ricadute economiche e sociali, oltre 7000 immigrati nell’area a ridosso del comune di Mineo. Le catene esposte – affermano Giuseppe Arena e Puccio La Rosa – vogliono dare rappresentazione concreta alle catene delle politiche antimeridionali portate avanti dal governo Berlusconi- Bossi ai danni del Sud e della Sicilia. Oggi, unitamente a tanti esponenti istituzionali del territorio e tante sigle d’aggregazione politica e sociale – spiegano Giuseppe Arena e Puccio La Rosa – abbiamo voluto esporre pubblicamente i dubbi e i timori  per un’operazione che, facendo leva su un gravissimo problema sociale e su questioni di carattere umanitario, nasconde vere e proprie scelte di sciacallaggio politico ai danni della provincia di Catania e dei Siciliani, dovute l’assenza di serie politiche sull’immigrazione da parte del governo Berlusconi e alla volontà di voler fare arricchire sempre i soliti noti. La protesta effettuata – aggiungono Arena e La Rosa- che non vuole essere una iniziativa di parte o di partito ma il modo per dare voce a tutto il nostro territorio intende, ancora, chiedere spiegazioni sulla ragioni che inducono il governo centrale a concentrare migliaia di persone in un'unica località, creando un vero e proprio ghetto, piuttosto che dividerle nell’intero territorio nazionale determinando interventi di solidarietà concreta ed efficace. Ciò che contestiamo – aggiungono i due esponenti politici etnei– e l’assurdità di “caricare” ogni responsabilità ai siciliani e alle genti del sud evitando, nel nome della dignità e del rispetto per l’uomo, di ripartire in ambito nazionale una emergenza che ha inevitabili ripercussioni tanto sul piano economico, quanto su quello sociale. Ciò che vogliamo – aggiungono ancora Arena e La Rosa – e far comprendere che una tragedia simile non può essere esclusivamente “caricata” sulle spalle dei siciliani mentre il resto dell’Italia, per volontà di Bossi, Maroni e dell’intera Lega Nord,  finge di non accorgersi del grave problema. Ecco perché –concludono i due esponenti politici– faremo seguire alla giornata di mobilitazione odierna, tesa a recriminare politiche corrette di gestione di quella che è una vera e propria emergenza Europea, azioni tese a difendere la Sicilia, i Siciliani, il Sud e l’Italia. Alla manifestazione di oggi sono stati, inoltre, presenti i Sindaci dei Comuni di Ramacca Gianni Antonio Malgioglio, di Licodia Eubea Nunzio Li Rosi  e di Zafferana Alfio Russo, i rappresentanti del Movimento per il Sud, de “La Contea”, dei circoli del Calatino di MPA e FLI, amministratori e dirigenti dei comuni della provincia di Catania.

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