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Tutela e recupero dei centri storici «la Regione Siciliana si apre alla sostituzione edilizia»

«Un sincero plauso e un sentito ringraziamento al direttore generale dell’assessorato regionale ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Gesualdo Campo, per aver codificato e diffuso, tramite la Circolare n. 15 del 17 Maggio 2012, i temi della tutela e riqualificazione dei centri storici delle nostre città, e della progettualità della rigenerazione urbana sostenibile». Il presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Catania, Luigi Longhitano, in rappresentanza del Consiglio etneo di categoria e di tutti gli iscritti, esprime così soddisfazione per il coinvolgimento delle Soprintendenze siciliane, da parte dell’assessorato retto da Sebastiano Missineo, in una visione maggiormente contemporanea del recupero del patrimonio architettonico storico.

In particolare le Unità operative di base per i Beni architettonici e urbanistici delle Soprintendenze sono chiamate a promuovere nei centri storici dei comuni di tutta l’Isola, la «qualità del progetto» in termini di sostituzione edilizia, cioè attraverso «interventi di ristrutturazione – si legge nella circolare – rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e delle nuove costruzioni ammissibili nelle aree libere o che si rendano libere, che interagiscono, integrandosi, con il contesto storico artistico».

Da anni l’Ordine di Catania persegue questi obiettivi, cardini principali della propria politica professionale: «I nuovi quadri normativi delineati negli ultimi anni, prima con il codice dei beni culturali nel 2004, poi con l’istituzione del Dipartimento Regionale per l’Architettura e l’Arte Contemporanea nel 2006 – continua Longhitano – hanno inciso, e lo faranno di più in futuro, in maniera significativa su questo fronte, sgombrando il campo da “pregiudizi storicizzati”, che finora ne hanno impedito l’attuazione».

Già la legge regionale n.70 del 1976 sanciva i centri storici dei comuni siciliani come «beni culturali, sociali ed economici da salvaguardare, conservare e recuperare mediante interventi di risanamento conservativo». In virtù di questo le Soprintendenze, secondo un’altra circolare dell’assessorato – la n. 13 del 9 maggio 2012 – devono mantenere le perimetrazioni dei centri storici e di quegli agglomerati urbani considerati di particolare pregio artistico e ambientale, supportando tale principio anche nella trattazione di proposte di piani regolatori generali.

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