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Domenica, 17 Novembre 2019

Ancora un atto di vandalismo nei confronti dell’isole ecologiche comunali. Ignoti nel corso della notte tra domenica e lunedì hanno tagliato un metro di recinzione e rotto il catenaccio del cancello d’ingresso della postazione di viale Tirreno. I tecnici dell’Ecologia e quelli della Manutenzioni hanno immeditiamente ripristinato la recinzione e riparato il cancello d’ingresso.
L’ennesimo atto di inciviltà che danneggia una struttura comunale, visto che le altre due isole ecologiche di Via Maria Gianni, a Picanello e via Generale Ameglio, hanno subito danni ingenti come la rottura del sistema per pesare i rifiuti, il furto dei cavi elettrici , delle finestre e delle maniglie nonché danneggiamenti dei cancelli automatici e delle reti di recinzioni con danni per centinaia di migliaia di euro.
La più danneggiata è l’isola ecologica di via Ameglio a Nesima. Nonostante tutto, grazie ai alvori di ripulitura e scerbamento i tre punti di raccolta sono stati messi in condizione di poter essere consegnati , pur con limitata funzionalità iniziale, al nuovo raggruppamento di imprese che si occuperà della raccolta dei rifiuti città . Il nuovo servizio prevede un allargamento territoriale per quanto riguarda le competenze della ditta aggiudicataria, tra queste l’avvio in modo uniforme su tutto il territorio cittadino della raccolta differenziata

La Corte Capitaniale di Caltagirone ospita, sino al 20 febbraio, la mostra di Demetrio Di Grado (nato nel 1976 a Palermo, ma da due anni residente a Caltagirone, artista caratterizzato da una ricerca informale nel segno di una tecnica mista con smalti e materiali materici), dal titolo “Una naturale informalità”. L'evento, patrocinato dal Comune di Caltagirone e dalla Provincia regionale di Catania, fa parte di un “tour” artistico con tappe – sino ad aprile – anche a Realmonte, Scordia e Palermo.

L'esposizione consta di dieci opere, realizzate con smalti “che rendono brillante il segno – scrive il direttore dei Musei civici Domenico Amoroso - come a frapporre un ultimo diaframma alla diretta comunicazione tra la proiezione dell’artista e la visione dell’osservatore. Il progetto di Di Grado, superando la dialettica tutta novecentista tra astratto e informale, restituisce la coincidenza tra forma e contenuto, senza nascondimenti e orpelli che possano velarne i segreti e la poesia. Mentre le linee e i segni danno un’illusione di spazio, le sobrie masse di colore vibrano, producendo una luminosità lunare e malinconica che dà a questa serie assolutamente omogenea e indivisibile di dipinti, il valore di testimonianza”.


Il Consiglio comunale di Caltagirone, nel corso della seduta di ieri sera, ha approvato, con 15 sì, 8 astenuti e un voto contrario, il riconoscimento di un debito fuori bilancio pari a 1.717.054,09 euro nei confronti della società Kalat Ambiente per la gestione del servizio di igiene ambientale nella città e nelle frazioni. Si tratta – come si evidenzia nella delibera proposta dall'assessorato alle Politiche ambientali – di “somme maturate dal 2004 al 2009 e derivanti dalle significative variazioni subite dai costi di conferimento in discarica e da servizi aggiuntivi non preventivabili, ma necessari per assicurare la tutela dell'igiene pubblica”.

Sull'argomento si sono fronteggiate tre tesi: quella del Mpa, i cui rappresentanti hanno mosso all'Amministrazione critiche “perché – hanno spiegato – i debiti fuori bilancio avrebbero potuto essere inseriti prima in bilancio, perché il debito originario (7 milioni) nei confronti di Kalat Ambiente viene fatto ricadere sull'intera collettività che paga, quindi, per i furbi che non ottemperano, e perché le consistenti spese – hanno concluso – non sono suffragate da un servizio corrispondente”; la tesi di altri appartenenti al centrodestra (per lo più del gruppo misto), che hanno sollevato numerosi interrogativi e mosso una serie di rilievi alla qualità del servizio, evidenziandone asserite discrepanze, ma che hanno votato sì “per senso di responsabilità e per non accrescere la situazione debitoria”; quella dell'Unione, che ha sostenuto come il debito derivi “da un'abnorme crescita del costo di conferimento in discarica stabilito e da interventi straordinari di bonifica del territorio extra-capitolato”, ricordando che “a Caltagirone, a fronte della spazzatura che ha sommerso altre città della Sicilia, è stato garantito un servizio più che decoroso”.

Intanto, si è sciolto “per più attente valutazioni politiche” il gruppo “Pdl per il Sud”, i cui componenti (Settimo De Pasquale, Francesco Incarbone e Gaetano Lo Nigro), già invitati dal presidente del Consiglio Fortunato Parisi – sulla scorta di una nota del coordinamento provinciale del Pdl – a non utilizzare questa denominazione, sono andati a confluire nel gruppo misto (di cui fanno parte pure, in attesa della costituzione del gruppo, i due consiglieri – Maurizio Bauccio e Sergio Domenica – dello stesso Pdl).

Infine, Giovanni Garofalo ha sollevato il problema del “sempre più probabile smantellamento dell'ospedale di Santo Pietro da parte dell'Asp 3 di Catania”.

Il Consiglio comunale di Caltagirone, nel corso della seduta di lunedì sera, su proposta del presidente Fortunato Parisi, ha osservato un minuto di silenzio per ricordare Giovanni “Maurizio” Montemagno, il 50enne massacrato con calci e pugni e finito a colpi di tronco – davanti all'ufficio postale - in una tragica escalation di violenza gratuita e brutale.

I consiglieri hanno poi unanimemente deciso di devolvere il proprio gettone di presenza della seduta alla famiglia del povero Montemagno.

“Il sindaco di Misterbianco e la sua giunta, hanno sempre dato ampio spazio alla concertazione con i sindacati. Ma deve essere chiaro che spetta alla politica fare le scelte adeguate per utilizzare al meglio le risorse previste dal bilancio di previsione”. Lo ha detto il sindaco di Misterbianco, Ninella Caruso,  rispondendo ad un nota di Cgil e Cisl che attaccano le scelte sui tagli che l’amministrazione comunale è stata costretta a fare a causa dei minori trasferimenti dello Stato e da quelli della Regione.

“Quella dei tagli ai servizi – ha aggiunto il sindaco Caruso - è stata una scelta sofferta per un’amministrazione che in questi anni ha investito tanto per i servizi sociali. Purtroppo siamo stati costretti dalla manovra finanziaria, assai rigida, ad apportare queste drastiche riduzioni che hanno riguardato non solo il comune di Misterbianco, ma tutti quei comune che hanno investito in opere pubbliche e in infrastrutture. E’ impensabile – continua la Caruso - che i sindacati si sostituiscano alla politica nelle scelte che riguardano le attività di un comune. Nessuna norma impone al sindaco e alla giunta di concordare il bilancio con i sindacati, ancor prima dell’approvazione da parte del consiglio comunale. Quelle della giunta sono, infatti scelte  politiche decise non solo per fare quadrare l’esercizio economico, ma riguardano l’intero sistema: dai servizi sociali,  alle spese di  rappresentanza, alle feste religiose, al carnevale. E’ ingeneroso e inaccettabile definire che l’amministrazione sia insensibile ai problemi delle fasce più deboli e quelle svantaggiate”.

“Io e la mia giunta – conclude il sindaco  - non ci siamo sottratti al confronto con le forze sociali, anzi abbiamo dimostrato grande apertura, rispondendo a svariate richieste di incontri. Definire il confronto avuto con i sindacati ‘con autarchica sufficienza da sfiorare l’arroganza’, è un atto di presunzione che inevitabilmente crea una certa distanza che, questa amministrazione con i fatti, ha sempre cercato di colmare”.

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