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Martedì, 07 Luglio 2020

Riunione operativa al Comune di Gravina di Catania tra i vertici della cooperativa “L. Sturzo”, aggiudicataria della gara per l’affidamento del servizio di assistenza domiciliare, e nel centro diurno, in favore di 80  anziani soli  in condizione di parziale o non autosufficienza (temporanea o definitiva)  senza idoneo supporto familiare, e l’Amministrazione comunale, coadiuvata dal responsabile del Servizio Santo Lagona.  “Sono in corso – ha detto  il sindaco gravinese Domenico Rapisarda intervenendo alla riunione – le procedure amministrative per l’avvio del servizio che contiamo di far partire verosimilmente già il prossimo primo  marzo”. “Si tratta di assistenza – ha precisato il presidente della cooperativa “L. Sturzo” Santo Mancuso – a persone che hanno realmente bisogno ed è per questo che teniamo in modo particolare anche alle motivazioni personali di soci e dipendenti”. Il servizio prevede diverse tipologie di assistenza che vanno dal telesoccorso all’aiuto periodico per il governo e l’igiene dell’alloggio (riordino del letto e della stanza, pulizia ed igiene degli ambienti e dei servizi, aiuto per la preparazione dei pasti, cambio della biancheria), da quello relativo all’igiene della persona al disbrigo pratiche e al sostegno psicologico volto a favorire i rapporti familiari e sociali. “Grazie ai fondi della legge n. 328  ("Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali") – interviene dal canto suo l’assessore gravinese ai Servizi Sociali Alfio Nicosia – prevediamo un progetto integrativo che porti a 115, sui 143 degli anziani richiedenti attualmente in graduatoria,  il numero degli assistiti”.

 

Riteniamo doveroso aprire una finestra sulla consistenza del turismo a Fiumefreddo, anche in seguito all’esclusione dalla lista degli 88 comuni a vocazione turistica individuati dall’Assessorato Regionale al Turismo per l’attivazione delle linee d’intervento del programma operativo Fesr 2007-2013, che serve per ottenere i fondi europei riservati a riqualificazione e diversificazione turistica. Una città localizzata a due passi da Taormina e dall’Etna, che possiede la meravigliosa spiaggia di Marina di Cottone Bandiera Blu per 5 anni consecutivi, in cui si trova la Riserva Naturale del Fiume Fiumefreddo, in cui hanno sede il Castello degli Schiavi importante location di film e spot, il Palazzo Corvaja e la Torrerossa (simbolo della città), importante costruzione di epoca romana citata persino da Houel e che attende ancora di essere valorizzata, non può non essere considerata a vocazione turistica.

Pensiamo dunque che occorra mettere a sistema tutte queste risorse, iniziando dall’apertura della Pro Loco (che i turisti trovano purtroppo puntualmente chiusa), continuando con il sito internet del comune (privo di informazioni), nonché attraverso il distretto turistico Taormina-Etna, di cui il nostro comune fa parte, nel cui sito internet (oramai il canale più utilizzato dal turista che vuole costruire il proprio pacchetto viaggio) non si fa riferimento né alla spiaggia di Marina di Cottone, né alla Riserva del Fiumefreddo; oltre che attraverso la realizzazione di veri Eventi, che spingano la gente a venire ed a conoscere il territorio, promuovendone anche l’immagine (la Supermaratona dell’Etna era uno di questi).

Poichè riteniamo che Fiumefreddo abbia questa vocazione turistica, data dalle risorse naturali, ed architettoniche che possiede, auspichiamo che l’amministrazione segua tutte le strade possibili affinchè si ottenga tale riconoscimento, concretizzando al tempo stesso tale vocazione in un reale sviluppo economico-turistico per la nostra città.

 

A. F./a.s.

La Destra/Alleanza Siciliana

Sez. di Fiumefreddo di Sicilia

Il prossimo 17 Marzo anche il Comune di Belpasso celebrerà i 150 anni dell’Unità d’Italia,  in linea con una volontà nazionale e dello stesso sindaco della città Alfio Papale.

Proprio per fissare le basi degli eventi connessi alla ricorrenza,  domani Venerdì 25 Febbraio alle ore 20.00 al “Circolo Operai” di Piazza Duomo,  è prevista una riunione programmatica a cui sono chiamati a partecipare tutti i gruppi organizzativi, le associazioni cittadine, complessi bandistici, che intenderanno portare il loro contributo al ricordo di questo giorno importante per la memoria degli italiani.

“Che tipo di ospitalità si può garantire deportando a Mineo tutti i rifugiati presenti nei Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo), contro ogni principio e orientamento dei progetti Sprar che, anche a Caltagirone, ci vedono impegnati in un'accoglienza a piccoli gruppi e aiutando gli immigrati a inserirsi nella comunità attraverso corsi di alfabetizzazione e scolastici, di formazione professionale e creando nuove opportunità? Con i grandi numeri annunciati dal governo (7mila sarebbero un disastro, ma anche con 2mila si presenterebbero gravi problemi), come si può pensare all'integrazione in una realtà depressa come la Sicilia e in un villaggio lontano da tutti i centri abitati e senza i necessari presidi (medici, scuole, polizia municipale, mezzi di trasporto, possibilità formative e lavorative)? Chiunque venisse relegato in una sistemazione del genere, in breve tempo, reagirebbe negativamente”.

Lo affermano l'assessore alle Politiche sociali del Comune di Caltagirone Cristina Navarra, la presidente dell'associazione di volontariato “Astra” Gemma Marino e i responsabili dell'associazione “I Pony della solidarietà” e della cooperativa sociale “San Giovanni Bosco”, rispettivamente Nicola Buoncompagni e Maria Grammatica in una lettera inviata, fra gli altri, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro dell'Interno Roberto Maroni e al presidente della Regione Raffaele Lombardo.

Sia il Comune, sia le tre associazioni sono da anni impegnati a sperimentare a Caltagirone buone prassi di integrazione anche attraverso il progetto Sprar (Sistema di protezione rifugiati e richiedenti asilo), che attualmente vede quali protagonisti 15 immigrati provenienti dal Nord Africa.

“In questi anni – sottolineano Navarra, Marino, Buoncompagni e Grammatica - abbiamo constatato quanto sia difficile, anche per piccoli numeri, fare integrazione e inclusione. Figuriamoci cosa succederebbe con migliaia di persone, Quale logica può giustificare lo spostamento dei rifugiati presenti in diversi comuni d'Italia per concentrarli nel lager a cinque stelle di Mineo? Com'è possibile che una decisione così importante venga presa affrettatamente, contro o in assenza del parere dei sindaci, della Regione e dell'Anci? La cosa che ci preoccupa e ci inquieta profondamente è che, dietro questa scelta, ci siano interessi economici che poco hanno a che fare con l'ospitalità ai rifugiati e che, per questi interessi di parte, si stia giocando una brutta partita a scapito dei rifugiati stessi, dei siciliani e di quanto di buono è stato realizzato per un'accoglienza sostenibile ed efficace nelle nostre comunità. Non parliamo, per favore – concludono - di <villaggio della solidarietà>, perché la solidarietà non c'entra nulla con questa scelta”.

 

L'elisuperficie di Catania da stasera chiude battenti e da domani sarà utilizzabile solo negli orari diurni , dalle 6 alle 18.  Senza la piena operatività della pista etnea è a rischio la copertura assistenziale, serale e notturna, per le province di Messina, Catania, Siracusa, Ragusa e le Isole minori.  A lanciare l'allarme è il deputato dell'Udc 'verso il Partito della Nazione' e componente della Commissione Servizi Sociali e Sanitari dell' Assemblea siciliana Marco Lucio Forzese che ha presentato un'interrogazione al presidente della Regione, Raffaele Lombardo e all'assessore alla Sanità Massimo Russo. Nel documento, spiega Forzese, "dal 25 gennaio l'elisuperficie di Caltanissetta è stata preferita a Catania come base operativa del soccorso. Infatti, con una  nota emessa dal Servizio 6 di Programmazione dell'emergenza, la Regione e l'assessorato alla Sanità hanno motivato questa rimodulazione con la possibilità di fare espletare il servizio da mezzi 'più performanti'; ma il soccorso,  dice Forzese, invece di migliorare, rischia di  peggiorare a discapito della sicurezza e della  salute dei siciliani, poiché conseguentemente a questi provvedimenti, " viene ridotta a 12 ore l'operatività dell'eliambulanza allocata proprio nella base di Catania". Questo a causa della mancanza di servizi essenziali alla sicurezza che non consentono le operazioni di decollo e atterraggio". 
"Si tratta - continua Forzese - di un attentato alla vita e alla salute della gente, pochi giorni dopo la morte di una donna sull'Etna, che ha pagato con la vita le conseguenze di un servizio male organizzato: anche questa è malasanità. "Confidiamo in un tempestivo intervento di Lombardo e Russo, quest'ultimo parla da mesi di razionalizzazione e contenimento della spesa sanitaria, argomento sul quale potremmo essere d’accordo, ma ridurre risorse per servizi assistenziali importanti a discapito della salute e dell’incolumità dei cittadini, non ci sembra la maniera migliore di affrontare  il caso. Se necessario siamo pronti a scendere in piazza per garantire un diritto imprescindibile con il quale non si può scherzare, la salute", conclude il parlamentare Ars dell'Unione di Centro.

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