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Sabato, 07 Dicembre 2019

Individuare “Nuovi modelli di sviluppo locale”:  è questo il lite-motiv del progetto Ceprocon,  che sarà presentato  in un convegno ad hoc il prossimo18 Febbraio alle ore 18.30 nella sala Consiliare del Comune di Belpasso.

Le potenzialità produttive, i valori, la cultura, le ricchezze naturalistiche, storiche ed

artistiche del nostro territorio devono poter rappresentare il punto di riferimento per l’inserimento produttivo delle nuove generazioni e, pertanto, il convegno  si propone di offrire un’occasione per un confronto aperto su come avviare una nuova cultura di IMPRESA,  consapevoli che nel futuro la certezza del posto fisso di lavoro non sarà più garantita come prima.

I nuovi modelli di sviluppo locale sono rivolti in particolare ai  giovani diplomati e laureati per avviarli, attraverso un nuovo sistema formativo  ad organizzarsi come lavoratori autonomi, seguendo un modello di sviluppo per il settore agroalimentare, artigianale, turistico con il supporto  degli enti locali.

Al dibattito, moderato dal prof. Lorenzo Laudani, prenderanno parte il presidente della Provincia Regionale di Catania Giuseppe Castiglione, il sindaco di Belpasso Alfio Papale, il sindaco di Biancavilla Pippo Glorioso, il presidente Centro Studi CISER di Palermo e Progettista di modelli di sviluppo locali Salvatore Passarello, il presidente provinciale Cia Francesco Costanzo.

Questa mattina, nella sala Giunta di Palazzo degli Elefanti, il sindaco, Raffaele Stancanelli, ha presentato il convegno "Catania e l'Unità
d'Italia", che si svolgerà il 17 e il 18 febbraio prossimi. Alla conferenza erano presenti anche l'assessore alla Cultura, Marella Ferrera, il preside
della Facoltà di Scienze Politiche, Giuseppe Barone, la professoressa Pina Guccione Lisi, presidente dell'Unitre di Catania.
Il convegno, organizzato dall'Amministrazione comunale insieme alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Catania e all'Unitre, intende celebrare i 150 di fondazione dello Stato italiano. “Sono molto soddisfatto della sinergia con l’Università catanese – ha detto il sindaco Stancanelli - Questo convegno dimostra che i Comuni sono molto attenti al tema dell’unità d’Italia e intendono celebrare questa importante ricorrenza con una due giorni che racconterà nel modo più completo la storia della nostra città e il processo di unificazione del nostro Paese”.
“Catania e l’Unità d’Italia (1848-1865)”, si terrà il 17 febbraio presso l’Aula Magna del Rettorato e il 18 febbraio presso la Facoltà di Scienze
Politiche. Nel corso dei lavori verrà raccontata la storia di Catania nella complessa fase di transizione tra il vecchio e il nuovo Stato e si
ricostruiranno vicende ed episodi dell’ unificazione, con uno sguardo rivolto alla storia politica, economica, sociale e militare. Attraverso l’utilizzo di
nuove fonti documentarie si sveleranno gli avvenimenti di spicco del periodo che va dal 1848 al 1865, per cogliere la trama complessa di luci ed ombre su cui si è costruita l’identità nazionale nella città. In quest’ottica ampio spazio sarà dato all’approfondimento di alcuni nodi salienti della vicenda catanese : il “decollo” ottocentesco, il governo locale prima e dopo il 1860, le trame cospirative liberali e borboniche, il ruolo dell’Università e delle donne nel Risorgimento.

IC Dalla Chiesa

Sono stati l’olimpionico di lotta Salvo Campanella, ospite dell’I.C. Dalla Chiesa di Trappeto diretto dal preside Roberto Calanna e i due velocisti azzurri Rosario La Mastra e Mimmo Rao, insieme ad alcuni rappresentanti dei “Pionieri” della Croce Rossa, protagonisti all’Istituto Leonardo da Vinci diretto da Fratel Bartolo Parisi, gli applauditi testimonial dei primi due incontri di presentazione di Corri Catania nelle scuole. Ha così, preso il via il “tour” di promozione della corsa-camminata di solidarietà in programma domenica 27 marzo con partenza alle 10 da Piazza Università.

Sport e impegno sociale sono anche quest’anno le costanti di Corri Catania che si propone di essere un momento di festa all’insegna del benessere, del divertimento e della solidarietà. Con soli 3 euro, che quest’anno saranno interamente  destinati alla realizzazione del “Progetto Ambulanza”, i partecipanti riceveranno il pettorale e la maglietta ufficiale e diventeranno così i protagonisti dell’evento.

Tra le novità in serbo per l’edizione 2011 spicca il nuovo percorso: sarà, infatti, piazza Università il punto di partenza e arrivo della corsa-camminata che si snoderà lungo le vie del centro storico etneo toccando alcuni dei punti più suggestivi della città.

Istituto Leonardo da Vinci

Il percorso, di circa 4 km da percorrere a passo libero si snoderà attraverso Piazza Università; Via Etnea; Via Argentina; Via Sant’Euplio; Viale Regina Margherita; Via Salvatore Tomaselli; Via Santa Maddalena; Via Gesualdo Clementi ; Piazza Dante; Via Teatro Greco; Via Crociferi; Piazza San Francesco; Via della Lettera; Piazza Mazzini; Via Garibaldi; Piazza Duomo; Via Etnea per, poi, far ritorno in Piazza Università dove, a partire dal pomeriggio di venerdì 25 marzo, aprirà il Corri Catania Village, con stand, attività di sport, spettacolo, musica, moda e intrattenimento.

Il Comitato Organizzatore Corri Catania, affiancato da Comune di Catania, dalla Provincia Regionale di Catania dall’Ufficio Scolastico Provinciale; dalla Consulta Provinciale Studentesca; dal X Reparto Mobile della Polizia di Stato; dal Gruppo Sportivo Fiamme Gialle; dal Cus Catania; dalle Polisportive Giovanili Salesiane, Comitato Regionale Sicilia e  il Panathlon Club e da tante altre realtà che a vario titolo collaborano attivamente all’evento, punta a consolidare e superare il successo del 2010 quando furono venduti oltre 11.500 pettorali.

“Mercoledì 23 inizierà la vendita delle magliette e dei pettorali – ha dichiarato il presidente del Comitato Organizzatore, Carmelo Prestipino – e sarà fondamentale una partecipazione numerosa e generosa per centrare l’obiettivo dell’acquisto dell’ambulanza che sarà donata al Comitato provinciale della Croce Rossa.”

 

Venerdì 18 Febbraio è la giornata di mobilitazione mondiale del risparmio energetico e il Comune di Catania aderisce all’iniziativa “M’illumino di meno”, proposta dalla trasmissione di Rai2 “Caterpillar”. L’amministrazione Stancanelli anche quest’anno ha raccolto l'iniziativa di sensibilizzazione e per un’ora, dalle ore 18 alle 19, le luci di piazza Giovanni Verga e della fontana dei Malavoglia resteranno spente.

“Basta poco, solo un click - sottolinea l’assessore all’Ambiente Claudio Torrisi – per salvaguardare l’ambiente, ilportafogli utilizzando con moderazione l’utilizzo delle risorse. Tutti dobbiamo sostenere e incentivare il risparmio energetico – afferma Torrisi - per questo motivo invito i nostri concittadini a spegnere le luci e i dispositivi non indispensabili per soli 5 minuti venerdì 18 febbraio prossimo”.

L’assessorato comunale all’Ambiente per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse e per evitare gli sprechi fa appello ai cittadini per attuare comportamenti utili per risparmiare energia : spegnere le luci e gli apparecchi quando ci si allontana dall’ufficio, da un ambiente per un tempo breve; non lasciare il computer , il televisore e altri apparecchi in stand by ecc.
Accendere e spegnere il computer frequentemente non porta ad un suo danneggiamento , quindi è meglio spegnerlo quando la sosta supera i 15 minuti ; disinserire la spina dei trasformatori, quando non servono più , perché continuano a consumare energia infatti si riscaldano , utilizzare lavastoviglie e lavatrici nelle ore notturne; utilizzare l’automobile il meno possibile; se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre e ancora mettere il coperchio sulle pentole quando si mette a bollire l’acqua ed evitare che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola. Sono solo alcuni accorgimenti semplici da attuare per ridurre sprechi e usare in modo più razionale l’energia, ridurre i gas inquinanti.

Sicurezza nei luoghi di lavoro: l’Asp Catania in prima linea per il rispetto delle normative che tutelano la salute dei cittadini. A seguito dell’incontro sul tema relativo agli obblighi di monitoraggio del gas radon – regolati dal decreto legislativo 241/00 - patrocinato dalla Sistemi Ambientali Srl e supportato dalla consulenza tecnica del prof. Massimo Moroni (geologo esperto nazionale sulle misurazione e sugli interventi in materia di protezione da gas ionizzanti e Radon), il direttore generale dell’Aziendale sanitaria provinciale etnea Giuseppe Calaciura e il direttore sanitario Domenico Barbagallo, hanno provveduto a inserire “l’osservanza degli obblighi di legge” all’interno del documento per l’autorizzazione all’uso dei locali semi/sotterranei (per attività di vario genere).

 

«Il datore di lavoro autorizzato all’utilizzo di locali seminterrati, che possono presentare caratteristiche di particolare criticità dal punto di vista dell’accumulo di gas – spiega Barbagallo – dovrà infatti presentare al Settore Igiene e Sanità Pubblica (Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), entro 24 mesi a decorrere dalla data della concessione, gli esiti delle misurazioni per il monitoraggio di eventuali sorgenti naturali di radiazioni prodotte dal decadimento del radon o del toron. L’esposizione al radon – elemento chimico presente in natura - rappresenta un importante fattore di rischio per il tumore ai polmoni. La principale fonte è il terreno, da dove, una volta disperso, il gas tende ad accumularsi nei locali chiusi ed è pericolosissimo se inalato: è per questo che la nostra Azienda ha attivato misure di controllo con l’obiettivo di monitorare e dunque prevenire eventuali esposizioni».

 

Scopo dell’incontro - svoltosi presso la sede della Direzione generale Asp - è stato quello di verificare a dieci anni di distanza dalla pubblicazione del decreto, lo stato di applicazione e la rispondenza agli assunti previsti su tutto il territorio nazionale. In particolare è stata approfondita: la corretta applicazione del decreto da parte degli addetti al servizio di prevenzione e protezione dai rischi; gli interventi di controllo da parte degli organi ispettivi preposti ai sensi delle vigenti normative; i chiarimenti sulle modalità applicative del decreto; gli standard applicativi in situ, degli strumenti di misurazione e le modalità operative di misurazione.

 

«Dall’incontro è emersa la necessità di intensificare i controlli delle radiazioni ionizzanti del gas radon sul territorio siciliano da parte degli organismi preposti – ha spiegato il prof. Moroni - anche in ottemperanza a quanto previsto dalle normative nazionali e dal D.U.V.R.I. (documento unico di valutazione dei rischi interferenti) quale documento obbligatorio di cui all’art. 26 del decreto legislativo 81/08, da redigere a cura delle aziende sottoposte a tali obblighi». In risposta ai quesiti relativi alle modalità di bonifica dei luoghi con concentrazioni di radon superiori ai valori di legge, è stato inoltre evidenziato che «la chiusura o l’eventuale sospensione delle attività svolte su siti potenzialmente pericolosi, non rientra nella logica della ratio legis – ha continuato Moroni - attestato che la bonifica di un sito è strettamente correlata alle specifiche topografiche del luogo, la stessa è genericamente realizzabile con azioni meccaniche di facile realizzazione: ventilazione, aumento tiraggio forzato, realizzazione aperture, modifica turnazioni».

COS’E’ IL GAS RADON

Il radon (Rn) è un gas inerte e radioattivo di origine naturale. È un prodotto del decadimento nucleare del radio all’interno della catena di decadimento dell’uranio. Il radon è inodore, incolore e insapore, quindi non è percepibile dai nostri sensi. Se inalato, è considerato molto pericoloso per la salute umana poiché le particelle alfa possono danneggiare il Dna delle cellule e causare cancro al polmone. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), attraverso l’International Agency for Research on Cancer (Iarc), ha classificato il radon appartenente al “Gruppo 1” delle sostanze cancerogene per l’essere umano. Il radon viene emanato dai terreni (in particolar modo da lave, tufi, pozzolane), dalle rocce ed in minor misura dall'acqua, nella quale può disciogliersi (può essere presente infatti nelle falde acquifere). E' inoltre nota la sua presenza in alcuni materiali da costruzione. La via che generalmente percorre per giungere all'interno di un edificio è quella che passa attraverso fessure e piccoli fori delle cantine e nei piani seminterrati. Ciò è dovuto ad una differenza di pressione tra il suolo e l'ambiente chiuso, che risulta essere in depressione rispetto l'esterno.

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