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Mercoledì, 19 Giugno 2019

Oltre 600 partecipanti, 200 studenti, tantissime testimonianze di legalità, partecipazione civica, sostenibilità ambientale, valorizzazione del patrimonio culturale e dialoghi serratissimi tra gli esperti del settore sulle diverse sfaccettature di cittadinanza attiva.

Questo il cuore della seconda edizione di Biennale della Cittadinanza Attiva, che si è svolta dal 29 al 31 gennaio al Monastero dei Benedettini, per riportare al centro del dibattito il protagonismo delle persone e le azioni di responsabilità civile.

«Essere cittadini attivi – spiega Renato D’Amico, Professore ordinario Unict e ideatore dell’evento – non significa soltanto godere di diritti e doveri, ma partecipare consapevolmente alle decisioni pubbliche e alla gestione dei beni comuni».

«Catania – continua D’Amico – è ricca di esperienze di cittadinanza attiva legate alle politiche sociali, culturali ed economiche che costituiscono un vero e proprio patrimonio spesso non valorizzato. Accendere i riflettori sul lavoro delle organizzazioni e scuole e sul rapporto tra partecipazione civile e sviluppo, è stato l’obiettivo della Biennale, che si propone di diventare un evento a cadenza regolare».

Negli spazi del Monastero si sono susseguite per tre giorni moltissime attività che hanno visto come protagonisti i giovani. Dalla clownterapia al gioco dell’oca per conoscere i diritti costituzionali passando per l’arte del riciclo fino ai divertentissimi giochi per imparare a differenziare. Oltre 28 i laboratori didattico-creativi realizzati dalle scuole e un workshop dedicato agli strumenti di partecipazione del cittadino alle decisioni pubbliche, che ha coinvolto gli studenti delle ultime classi degli Istituti superiori e universitari in una simulazione per elaborare idee e proposte di rigenerazione urbana.

A sottolineare il protagonismo e il talento dei giovani, 5 performance artistiche realizzate dagli studenti, che hanno portato in scena una pièce in lingua francese che rappresenterà l’Italia nel Festival Internazionale del Teatro Francofono, incantevoli esibizioni corali e orchestrali e pillole di teatro legate alla storia di Catania.

La Biennale è stata anche confronto tra cooperatori, imprenditori sociali, rappresentanti della Pubblica Amministrazione e startupper. Si è discusso sugli strumenti di partecipazione del cittadino, sui diritti negati come casa, lavoro e salute, sull’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole. E ancora sostenibilità ambientale, binomio possibile tra giovani e impresa e politiche sociali e familiari, sono stati i temi affrontati durante i focus di approfondimento.

Grande apertura dell’Amministrazione comunale che ha partecipato alle tre giorni. «Gli eventi come la Biennale – ha commentato Barbara Mirabella, Assessore alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni Culturali, Pari Opportunità e Grandi Eventi - sono pillole preziose per l’Amministrazione comunale. Ci permettono di confrontarci, ascoltare chi vive il territorio, accogliere consigli e critiche. Un ringraziamento speciale va anche agli insegnanti che ogni giorno contribuiscono a formare i cittadini attivi del futuro».

«La Biennale della Cittadinanza Attiva ha creato occasioni di confronto e dialogo con il Terzo Settore – ha dichiarato Giuseppe Lombardo, Assessore ai Servizi Sociali -. In questo momento così difficile per la città, abbiamo bisogno di sviluppare percorsi comuni con chi contribuisce allo sviluppo».

A dare voce alla cittadinanza attiva gli speaker di Radio Zammù che durante la cerimonia inaugurale hanno confezionato interviste e approfondimenti, chiamando a bordo dello ZamBùs i protagonisti dell’evento.

Le luci del Monastero si sono spente, ma le azioni di Prossimità continuano ad accendere luoghi e spazi di una Catania palcoscenico di partecipazione civica.

La Biennale della Cittadinanza Attiva è stata realizzata grazie al Comitato promotore costituito da: Fondazione Ebbene, Labirinto a Colori, IRiloC, CittàInsieme, CittadinzAttiva, Anpe, Mosaico Cooperativa Sociale, C’era Domani Librino, Sunia, Gruppo IdeaAzioni, Inspire, con il patrocinio del Comune di Catania e dell’Università degli Studi di Catania.

 

In un'Aula Magna piena di studenti si è svolta ieri mattina, presso la sede del “Politecnico del Mare”, la conferenza stampa dal titolo “Agata una di Noi”. Un appuntamento che ha visto la partecipazione di Padre Antonio De Maria, Claudio Batuli maestro del Fercolo per quattro anni e del fotografo Fabrizio Villa per conoscere e capire le tradizioni, gli aneddoti e le curiosità legati alle celebrazioni della Santa Patrona di Catania.

Presente all'evento il Tenente Andrea Bonasera e il Sergente Andrea Grasso della Guardia Costiera. «La nostra scuola è assolutamente radicata nel territorio ed i nostri studenti sono sempre pronti a partecipare con entusiasmo ad iniziative di questo tipo - afferma la dirigente dell’istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania, Brigida Morsellino – in quest’ottica l’evento “Agata Una di Noi” diventa occasione di confronto e socializzazione con coloro che i festeggiamenti della Santa Patrona la vivono tutti i giorni. Da qui vogliamo costruire uno spirito di collaborazione con le componenti sociali della nostra città. I nostri giovani, all’interno del percorso didattico, devono vivere costantemente esperienze atte a completare il loro piano di formazione in contesti ben precisi e molto stimolanti».

Un milione di partecipanti, la prima festa religiosa in Italia e la terza nel Mondo. Numeri che fanno riflettere e che ribadiscono, se ma c'è ne fosse ancora bisogno, il legame tra Agata ed i catanesi.

«I Santi sono persone che nella loro esistenza hanno preso posizioni ed hanno fatto scelte concrete- dice Padre Antonio De Maria- scelte di libertà che hanno poi pagato con la vita». «Agata è una figlia del popolo e noi cerchiamo di ripercorrere le sue orme a quasi duemila anni di distanza- fa eco Claudio Batuli- essere devoti rappresenta una scelta di amore, di libertà e di impegno profondo».

Il velo di Agata che protegge e il suo sguardo che rassicura. «Io personalmente vivo la festa in modo sentimentale- dichiara il fotografo Fabrizio Villa- con le mie immagini cerco di descrivere quelle sensazioni, quelle atmosfere e quelle sfumature che non si possono capire con le sole parole».

Finiti gli interventi la studentessa Helga Barbagallo ha letto una poesia dedicata a Sant'Agata mentre, a conclusione dell'evento, tutti gli ospiti hanno ricevuto il tradizionale crest con il simbolo del Politecnico del Mare.

 

Presentata nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti l'edizione 2019 della Coppa Sant'Agata, in programma a Catania dal 27 gennaio al 3 febbraio.
Sono intervenuti all'incontro con la stampa il sindaco Salvo Pogliese, l'assessore allo Sport Sergio Parisi, il presidente del Comitato per la Festa di Sant'Agata, Francesco Marano, i delegati Coni Catania, Enzo Falzone, e Cip Catania, Claudio Pellegrino, il capo di Gabinetto del Sindaco, Giuseppe Ferraro, il vicario del Questore, Salvatore Fazzino, insieme a tutti gli organizzatori del fitto programma. Tra i presenti anche il presidente della Commissione consiliare Sport, Giovanni Grasso, e il consigliere comunale Luca Sangiorgio.
“Si tratta di un'edizione record della manifestazione - ha detto il sindaco Pogliese – con ben 33 discipline sportive e 8 attività paralimpiche. Una grande festa dello sport  in onore della nostra Patrona, realizzata grazie all'impegno di istituzioni, società sportive, associazioni  e di  tremila atleti che sono sicuro regaleranno alla nostra città momenti di grande emozione”.
Il programma della manifestazione, illustrato dall'assessore Parisi, comprende una serie di iniziative, organizzate con il Coni e il Comitato italiano paralimpico, anche di caratura nazionale come il campionato italiano tuffi master alla piscina di Nesima o gli incontri di sitting volley al PalaSpedini, ed eventi di grande partecipazione come il triangolare di calcio previsto il 2 febbraio allo stadio Massimino di Cibali, dedicato al ricordo dell'ispettore Raciti, con in campo le rappresentanze della Polizia di Stato, dei Magistrati e della Polizia municipale.
"Gli eventi culturali, sportivi e ricreativi- ha detto Francesco Marano, presente con i componenti del Comitato per la Festa Giuseppe Barletta e  Domenico Percolla - crescono ogni anno. Quattro anni fa, con l'apporto fondamentale del Coni provinciale e delle federazioni coinvolte, abbiamo riunito tutti gli eventi nella Coppa Sant'Agata, prima con 12 discipline sportive, poi l'anno scorso 24, oggi siamo arrivati a 33. Segno che c'è una eccezionale voglia da parte dei catanesi di partecipare alla Festa nei modi più vari, avvicinandoci così ai momenti clou e all'abbraccio della Città alla sua Patrona”.
Le discipline coinvolte sono: calcio, nuoto, ciclismo,hockey, vela, motonautica, baseball, tennis tavolo,  pallavolo, corsa, pallamano, scacchi, bridge,  bocce, badminton, tiro a segno, canoa polo, ginnastica, rugby, tamburelli, beachvolley, danza sportiva, dragon boat, tiro tattico sportivo, passeggiata ludico-sportiva; e ancora le discipline paralimpiche di bocce, showdown, tiro con l’arco, tennis tavolo, handbike, nuoto, rowing, sitting volley.
Tra le strutture che accoglieranno le attività: lo stadio Massimino di Cibali, il porto di Catania, il campo Dusmet, l'unità spinale del Cannizzaro per alcune discipline paralimpiche, le palestre delle scuole Dante Alighieri e Vaccarini, l'istituto Ardizzone Gioeni, il circuito cittadino Cibali per le gare di corsa e ciclismo,  il porticciolo di Aci Castello, il palazzetto di Mascalucia, il polivalente di San Giovanni La punta, il Palabeach di Gravina di Catania.
La premiazione finale si svolgerà domenica 3 febbraio alle 15 nel Palazzo della Cultura.

 

Nella community professionale di Linkedin attualmente sono richiesti in Italia oltre 2300 project manager, circa il 30 per cento in più rispetto a un anno prima. La percentuale cresce se si considerano le posizioni aperte in tutto il mondo, che sono più di 280mila.

Dati alla mano, c’è sempre più bisogno di manager che sappiano pianificare, gestire e realizzare progetti con efficacia ed efficienza. Avere buone doti organizzative non è semplicemente un talento innato, ma una competenza fondamentale che si può acquisire imparando tecniche e metodologie sperimentate e riconosciute a livello mondiale. Una cultura del “saper fare bene” che la Fondazione degli Ingegneri di Catania – l’ente che per conto dell’Ordine cura la formazione professionale – vuole diffondere maggiormente nel territorio etneo e siciliano, diventando così tra i primi organismi della regione a fornire la preparazione necessaria per superare l’esame di certificazione internazionale.

«La categoria degli ingegneri è fra quelle che più necessitano di una strategia manageriale dei processi, basti pensare all’importante ruolo di RUP – il responsabile unico del procedimento – che numerosi professionisti ricoprono nel campo della realizzazione delle opere pubbliche. Ma il project management è una pratica trasversale, valida per tutti i settori dell’ingegneria, quindi non solo per quella civile, ma anche per quella industriale e informatica, oltre che per tutte quelle figure che operano nelle Pmi con un ruolo di responsabilità volto a garantire il raggiungimento di obiettivi e a individuare eventuali rischi da marginare», ha affermato il presidente della Fondazione Mauro Scaccianoce durante il seminario che, quest’oggi (31 gennaio) nella sede dell’Ordine, ha introdotto i corsi di formazione sulla disciplina organizzati in sinergia con il “Project Management Institute – Southern Italy Chapter (BranchSicilia)”

Costruire un’opera pubblica in modo funzionale e nei tempi previsti, progettare un sistema per ridurre i tempi di attesa in ambito sanitario, ottimizzare i costi e le risorse sfruttando i benefici delle tecnologie digitali: sono gli esempi pratici illustrati in aula da Giorgio Platania, Paolo Fidelbo e Antonio Conti, tutti professionisti che operano nel territorio di Catania e project manager certificati a livello internazionale. Insieme a loro la docente universitaria Natalia Trapani, che ha tracciato una panoramica dell’attuale mercato del lavoro, da cui emerge una forte crescita della domanda. Sebbene l’Italia sia in questo campo meno istruita rispetto ai Paesi anglosassoni, si stanno compiendo grossi passi in avanti verso l’adozione di queste buone prassi: «Favorire la crescita del project management nel nostro territorio, e quindi del numero di professionisti abilitati – ha concluso Scaccianoce – significa mettere i nostri colleghi nelle condizioni di condividere un linguaggio operativo con una rete mondiale di esperti. Un valore aggiunto, non solo per i singoli profili professionali, ma per l’intera collettività, a cui è possibile garantire organizzazioni e risultati di maggiore qualità».

In un'Aula Magna piena di studenti si è svolta stamattina, presso la sede del “Politecnico del Mare”, la seconda tappa del Premio Scuola Digitale. Gli otto istituti partecipanti, provenienti da tutta la Sicilia, hanno presentato i loro progetti di innovazione digitale, caratterizzati da un alto contenuto di conoscenza, tecnica e tecnologica. Per favorire l’eccellenza e il protagonismo delle scuole nel settore dell’innovazione digitale si sono presentati all'evento l'istituto “Marconi” di Catania, il “Fortunato Fedele” di Agira, il “Nervi” di Lentini, il “Mazzini” di Vittoria, il “Ruggero Settimo” di Caltanissetta, il “Rapisardi-Da Vinci” di Caltanissetta, il “Giovanni Melidi” di Palermo e il “Girolamo Caruso” di Alcamo. Per l'occasione la giuria composta dal Comandante della Direzione Marittima Marco Trogu (presidente di giuria), dal dottor Puglisi del Cnr di Catania, dall’assessore all’Ambiente del Comune di Catania Fabio Cantarella e dalla dirigente del Politecnico del Mare Brigida Morsellino ha conferito il primo premio all'istituto “Mazzini” di Vittoria. Al secondo posto si è classificato il “Girolamo Caruso” di Alcamo mentre il terzo posto è andato al “Marconi” di Catania. Presente all'evento il dottor Stefano Ontario per Confindustria Giovani. «Per noi tutti i partecipanti sono i veri vincitori di questa manifestazione- affermerà a conclusione dell'evento la dirigente dell’istituto statale di istruzione superiore “Duca degli Abruzzi” Brigida Morsellino- sono loro che con le loro iniziative, le loro proposte e il loro impegno contribuiscono a migliorare il panorama didattico regionale e nazionale. Le istituzioni politiche, sociali e scolastiche hanno il dovere di assecondare la loro voglia di fare e di essere protagonisti nella scuola del domani».

 

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