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Venerdì, 20 Settembre 2019

Si conclude con la consegna degli attestati di partecipazione agli studenti, sulla nave della Guardia Costiera “Dattilo” al porto di Catania, la manifestazione “Nauticinblu”. L'evento rivolto agli studenti degli istituti nautici della Sicilia promosso dall’associazione Marevivo.

Un percorso educativo per conosce e rispettare il mare e le sue risorse. La quarta tappa del progetto, improntato sull'informazione e sensibilizzazione, è stata ospitata presso l’istituto statale di istruzione superiore “Duca degli Abruzzi” di Catania in viale Artale D’Alagona.

“Nel corso dei secoli il mare è stato fonte di ricchezza, di unione, di commerci e di aggregazione- sottolinea la dirigente del Politecnico del Mare, Brigida Morsellino- un mezzo per conoscere, condividere e unire. Oggi però si vive in un momento dove questa grande risorsa deve diventare sinonimo di consapevolezza e rispetto. I nostri alunni, attraverso incontri ed esperienze specifiche, stanno acquisendo tutte quelle conoscenze necessarie per essere i cittadini del mondo che verrà. Una presa di coscienza constante e continua; per questo devo ringraziare la Guardia Costiera (attraverso il Comandante di Fregata Federico Panconi e il Comandante in Seconda Antonello Ragadale), l'equipaggio della nave Dattilo, l'associazione Marevivo e tutti gli altri soggetti che ci sono stati accanto in questa tappa di Nauticinblu”.

Non solo teoria ma tanta pratica per comprendere le emergenze del mare siciliano. Gli alunni, accompagnati dal vice presidente del Politecnico del Mare prof Ignazio di Raimondo e dalla prof.ssa Elisabetta Giustolisi, hanno visitato la nave della Guardia Costiera “Dattilo”.

“ C'è grande soddisfazione per l’esito e l’impatto del progetto sul territorio con la condivisione degli obiettivi attraverso i dirigenti, il corpo scolastico, gli alunni, il comune di Catania, l’Arpa, la Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto- sottolinea Fabio Galluzzo, presidente regionale MAREVIVO- questo non fa altro che ribadire l’impegno ad essere sempre più presenti, con progetti e iniziative di sensibilizzazione e educazione ambientale a Catania, e il sempre maggiore lavoro di squadra con le istituzioni locali, le scuole del territorio e le altre associazioni che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e del mare”.

E' l'amicizia il tema della XV edizione del Premio artistico letterario “Ilaria e Lucia  - Per l'affermazione di una vita degna di essere vissuta” che il sindaco Salvo Pogliese e l'assessore alla Cultura e alla Scuola,  Barbara Mirabella, hanno presentato nella sala giunta di palazzo degli Elefanti insieme agli organizzatori, nel solco dell'impegno, della solidarietà e della fedeltà ai valori più alti della della vita tracciato dalle giovanissime Ilaria Favara e Lucia Messina. Le due ragazze, studentesse della facoltà di lingue e letterature straniere dell'Università di Catania impegnate nel progetto Erasmus, morirono a Parigi la notte del 17 dicembre del 2001 nelle tragiche circostanze dell'incendio dell'Hotel Du Palais.
Hanno partecipato all'incontro con la stampa, Amelia Bellino, mamma di Ilaria (presente con il marito Antonio Favara, presidente della fondazione intitolata alle due studentesse, e il figlio Riccardo), Zina Bianca, dirigente dell'associazione maestri cattolici italiani ed ex preside della scuola Manzoni che ha ideato il concorso,   Carminella Sipala vicedirettrice del  dipartimento di scienze umanistiche dell'Università di Catania diretto da Maria Paino, Rosalba Giannone in rappresentanza della dirigente della scuola Diaz-Manzoni Fortunata Vetri.
Il Premio si articola in un seminario dal titolo “L'amicizia: una virtù etica nella vita”, in programma  al Monastero dei Benedettini domani, mercoledì 13 marzo, a partire dalle 10.15 e  un concorso sullo stesso tema,  aperto sino al prossimo 30 aprile alla partecipazione di studenti delle scuole elementari (quarte e quinte classi), medie, superiori e dell'università, con tre sezioni: poesie, racconti e elaborati grafici.
“E' un onore e un dovere – ha detto il sindaco Pogliese - ospitare nel palazzo di città, che è la casa di tutti i cittadini, un premio dal così alto valore etico, non solo perché ricorda due ragazze meravigliose guidate nel loro percorso di vita da nobili ideali, ma anche perché vuole divulgare e trasmettere questi valori, a  partire dall'apertura verso gli altri, che è tipica dei ragazzi erasmus che come europarlamentare ho conosciuto e sostenuto, ma anche l'impegno a favore dei più deboli, l'amicizia e la solidarietà, sempre più necessari in un contesto temporale dominato dall'edonismo, dall' individualismo, dalle amicizie virtuali”. 
“I quindici anni del premio – ha sottolineato l'assessore Mirabella - non potevano non essere ricordati in questa sala prestigiosa con un ideale abbraccio a tutti gli studenti che hanno condiviso negli anni, e continuano a condividere, gli ideali di Ilaria e Lucia, in parte contenuti nel libro che raccoglie i lavori di alcune edizioni del concorso e racconta un mondo meraviglioso che ci auguriamo possa continuare a crescere sempre di più”.
“Il premio – ha evidenziato Amelia Bellino - è nato all'interno della scuola Manzoni, alla quale sono molto legata come insegnante, su proposta della preside Zina Bianca che aveva colto un mio desiderio profondo.  Piano piano l'iniziativa ha coinvolto le scuole del territorio, della provincia, e poi di tutto il Paese e non solo, seguendo sempre un tema diverso. Quest'anno il premio è dedicato all'amicizia, quella vera e profonda come il sentimento che univa Ilaria e Lucia”.

Zina Bianca, affiancata dalle professoresse Rita Crimì e Maria Antonia Marino - rispettivamente segretaria e componente della commissione del concorso-, si è soffermata sul grande lavoro di rete che caratterizza il premio e comprende enti e associazioni quali l'Unicef, rappresentato dal presidente regionale  Vincenzo Lorefice, o il Cope presente con Valeria Gallitto.
L'assessore Mirabella ha voluto chiudere l'incontro con un messaggio forte, la lettura di una poesia di Ilaria che nelle sue liriche ha cantato "le lodi di un mondo migliore”.

 

Riapre il set Catania. E riapre dal cuore della città, Palazzo degli Elefanti, per comprendere  nell'arco di cinque settimane di lavorazione il Convitto Cutelli, l'ex Convento dei Crociferi, la Biblioteca Ursino Recupero e quindi  Acireale.
Si tratta del primo film di Roberto Lipari, “Tuttapposto”, prodotto da Attilio De Razza e Tramp Limited e diretto da Gianni Costantino, con un  cast di attori del calibro di Luca Zingaretti, Monica Guerritore,  lo stesso Roberto Lipari, e ancora Viktoria Pisotska, Silvana Fallisi, Ninni Bruschetta, e tra gli altri, rappresentanti catanesi  dell'arte istrionica quali Gino Astorina.
 “I primi ciak nel palazzo di Città – ha detto il sindaco durante una pausa delle riprese in municipio, affiancato da Roberto Lipari, Luca Zingaretti e Ninni Bruschetta, presente anche Giampaolo Letta vicepresidente e amministratore delegato di Medusa Film– non sono un caso: intendono segnare il nuovo corso che la nostra Amministrazione vuole dare al cinema e alla film commission. Perché le produzioni portano lavoro alla città, penso alle maestranze, alle professionalità, alle strutture ricettive, ai ristoratori, agli autonoleggi, e le scene che saranno proiettate in Italia e all'estero daranno un ritorno di immagine importantissimo per incrementare i flussi turistici, sui quali puntiamo molto per la rinascita della nostra Catania, alla quale auguro l'appeal della Sicilia di Montalbano peraltro interpretato dallo stesso Zingaretti”.
Le riprese in città  sono supportate dal Comune di Catania che con il capo di Gabinetto, Giuseppe Ferraro, e la Film Commission ha offerto servizi e assistenza. La pellicola uscirà in autunno distribuita da Medusa.
 Il film è una commedia che racconta la storia di Roberto (interpretato da Roberto Lipari, autore anche di soggetto e sceneggiatura con Paolo Pintacuda, Ignazio Rosato), studente universitario che mette alla gogna il sistema universitario fondato sulla raccomandazione grazie ad un'app che valuta l'operato dei “baroni” e consente il ribaltamento dei ruoli tra  studenti e professori, questi ultimi costretti finalmente all'onestà. Luca Zingaretti è il papà di Roberto ma anche il rettore dell'Università.

“Conoscevo già Catania – ha sottolineato Zingaretti –  perché in gioventù sono venuto quasi a vivere qua per due anni: ho lavorato con lo Stabile ed è stata un'esperienza bellissima, il mio primo impatto con la Sicilia. L'ho trovata molto più bella di come l'avevo lasciata, una città straordinaria per bellezze architettoniche, amicalità della gente che incontri per strada, bellezze naturali che la circondano, insomma, un posto bellissimo dove vivere”.

Ed è stata Catania inaspettatamente a rubare la scena al film e a  diventare protagonista nelle dichiarazioni di attori e regista.
“La storia raccontata nasce dalla mia esperienza universitaria – ha dichiarato Lipari -, poteva essere ambientata in una qualsiasi città d'Italia ma è stata girata qui perché Catania si presta molto al lavoro delle produzioni cinematografiche. Penso che piazza Duomo – nel dirlo si sporge per osservarla dal balcone del municipio – sia una delle più belle piazze d'Italia: sembra realizzata da un designer moderno con quel contrasto meraviglioso di colori”.
“Ho scelto il set Catania – ha spiegato Costantino - perché l'ambiente mi era stato già favorevole quando ho lavorato al film 'La Matassa' con Ficarra e Picone. Penso che questa città abbia location fantastiche e in più, l'ambientazione della pietra nera è sicuramente vincente per questa storia”.

 

 

Una due giorni all'insegna del percorso educativo per conosce e rispettare il mare e le sue risorse. Tutto questo è “Nauticinblu” l'evento rivolto agli studenti degli istituti nautici della Sicilia promosso dall’associazione Marevivo.

La quarta tappa del progetto, improntato sull'informazione e sensibilizzazione, che è stata ospitata presso l’istituto statale di istruzione superiore “Duca degli Abruzzi” di Catania in viale Artale D’Alagona.

Al seminario introduttivo tenutosi nell'aula Magna del Politecnico del Mare, per presentare l'iniziativa agli studenti, hanno partecipato la dirigente dell’istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania Brigida Morsellino, il C.V. Capitaneria di Porto Catania Alfio Di Stefano, il vice presidente del Politecnico del Mare prof Ignazio di Raimondo, la prof.ssa Elisabetta Giustolisi, il dirigente Tecnico Ispettivo- Area Ambiente- Usr Sicilia Sebastiano Fisicaro, il direttore di Marevivo Sicilia Mariella Gattuso, Roberto D'Arrigo – Capo Centro Operativo Emergenze Marittime – Dipartimento della Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Bianca Maria Lombardo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, Gaetano Valastro direttore della struttura territoriale Arpa di Catania, Francesco Tiralongo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, il documentarista Riccardo Cingillo e l'operatore di Marevivo Stefano Siracusa.

Finita la fase teorica il progetto “Nauticinblu”, stamattina, ha permesso agli studenti dell'istituto Duca degli Abruzzi di fare attività pratica sulle emergenze del mare siciliano. Gli alunni, accompagnati dal personale docente e dai volontari di Marevivo, hanno ripulito la spiaggia di Ognina nei pressi di Piazza Mancini Battaglia. Grazie all'attrezzatura messa a disposizione della Dusty i partecipanti hanno racconto la spazzatura presente e riempito decine di sacchi neri.

«Nel corso dei secoli il mare è stato fonte di ricchezza, di unione, di commerci e di aggregazione- spiega la dirigente dell’istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania, Brigida Morsellino- un mezzo per conoscere, condividere e unire. Oggi però assistiamo ad un momento dove questa grande ricchezza viene distrutta ed oltraggiata perchè qualcuno non si riesce a capire l'ecosistema di vitale importanza che ci circonda. Ben vengano questo tipo di iniziative- prosegue la dott.ssa Morsellino- e, anzi, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che si sono attivati affinchè questo evento potesse riscuotere il successo che merita».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono troppe le donne che subiscono violenza, poche le denunce. Nasce con l'obiettivo di sensibilizzare i giovani al tema del femminicidio l'iniziativa dell'Associazione Nazionale Antimafia Alfredo Agosta: ''Io non l8 da sola'' organizzata con la collaborazione dell'Istituto Lucia Mangano di Catania. Dinnanzi ad una platea gremita nell'aula magna dell'istituto hanno parlato agli studenti la dottoressa Anna Trinchillo, sostituto procuratore della Repubblica; l'avvocato Mariolina Mailgioglio legale dell'associazione Agosta; e la professoressa Somona Minicò, vice preside dell'istituto Lucia Mangano.

«La procura di Catania in questi anni con il procuratore aggiunto, la dottoressa Scavo, ha svolto un lavoro importante nella repressione di crimini, maltrattamenti ed abusi sessuali» commenta il sostituto procuratore Trinchillo. «Il compito della procura è far sentire queste donne accolte nel momento in cui trovano coraggio, ma soprattutto protette attraverso una rete di luoghi in cui si possano ritenere sostenute. Ritengo che è molto stato fatto, ma è chiaro che il lavoro è tantissimo».

«L' associazione Agosta è sempre presente in queste occasioni e lieta a portare avanti iniziative che possano coinvolgere i giovani e di affrontare tematiche importanti non solo per i ragazzi ma per le famiglie intere» spiega l'avvocato Mariolina Malgioglio. «Contenta di partecipare insieme alle istituzioni, ai dirigenti scolastici, che sono veramente attenti nell'affrontare tematiche che coinvolgono non solo la società civile per intero ma anche le singole coscienze di ogni cittadino. Purtroppo è un problema di allarme sempre più grande, sono poche le denunce perché ancora si teme e si ha paura, la maggior parte di questi accadimenti avvengono all'interno delle mura domestiche. Dobbiamo affrontare un cambiamento di mentalità: gli uomini nel farsi aiutare e cercare aiuto e sostegno sotto un punto di vista psicologico per evitare di arrivare a fatti così tanto gravi, le donne devono decidere di denunciare e allontanarsi dalle situazioni di pericolo. Da tempo le autorità hanno maggiore consapevolezza del fenomeno, l'assistenza è più preminente rispetto al passato».

soddisfatta dell'interessamento degli studenti la vice preside Simona Minicò: «Un incontro importante, uno di una lunga serie dedicati a questo argomento, per sensibilizzare i ragazzi ad un problema sempre più scottante e che riguarda sempre più ragazze e famiglie. Nella nostra scuola abbiamo dedicato già due panchine rosse, non vorremmo dedicarne una terza anche se purtroppo sappiamo che esisterà una terza panchina rossa.

 Nessuna di noi si deve sentire sola nell'affrontare un problema come quello del femminicidio e della violenza sulle donne».

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