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Mercoledì, 19 Giugno 2019

“App” per individuare parcheggi liberi con gli smartphone; lampioni pubblici che come alberi catturano anidride carbonica per restituire ossigeno; pavimenti che producono energia dal movimento dei pedoni. E poi co-working, bike sharing, bio-panchine, cestini fotovoltaici. Può Catania diventare una smart city, una “città intelligente”? La risposta è affermativa e i progetti esistono già su carta, nelle tavole tecniche e nei rendering realizzati dagli oltre settanta studenti universitari che hanno partecipato al seminario di progettazione organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione degli Ingegneri, dal Centro Provinciale di Studi Urbanistici (CePSU), in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura Unict (Dicar), e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e della sua Direzione Urbanistica.

Durante il corso accademico di “Architettura e composizione architettonica III”, tenuto dal prof. Riccardo Dell’Osso, fra lezioni teoriche e attività pratiche, sono nate ben 24 idee – una per ogni gruppo di lavoro – tradotte in proposte fattive per il futuro urbanistico di Catania che verrà disegnato nel nuovo e atteso Piano Regolatore Generale.

Nulla di utopico o inattuabile, ma tutti “sogni” urbani con un forte potenziale di fattibilità, nel pieno rispetto del costruito esistente e soprattutto attraverso la virtuosa valorizzazione di quei luoghi oggi degradati o inutilizzati. Dall’area portuale percorrendo l’intero waterfront che interessa la fascia di Ognina, fino alle aree interne della città, come gli Orti di Susanna in zona Cibali o il complesso dell’Ascoli Tomaselli in via Passo Gravina: connessione, condivisione e partecipazione sono le parole chiave di quel linguaggio architettonico espresso dagli studenti, che nell’occasione si sono avvalsi anche di video e realtà aumentata per far conoscere le loro idee urbane.

Ad avvalorare questi progetti sono giunti personalmente, oltre ai docenti universitari, anche professionisti avviati ed esperti a livello nazionale, trasformando il seminario da attività didattica a vero e proprio contributo professionale per la città etnea. Proprio per questo alla presentazione dei lavori erano presenti numerosi rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Catania – gli assessori Barbara Mirabella, Sergio Parisi e Alessandro Porto, i dirigenti Biagio Bisignani (Direzione Urbanistica) e Fabio Finocchiaro (Direzione Politiche comunitarie) – tutti concordi nel definire i progetti di “Catania Smart City” un esempio eccellente di urbanistica partecipata, ricco di visioni innovative da approfondire, e quindi un valore aggiunto per gli studi in corso sul nuovo Prg.

«Una smart city è una città fondata sul capitale umano che contribuisce allo sviluppo urbano – ha detto il presidente dell’Ordine Ingegneri Giuseppe Platania, sottolineando il valore sociale dell’iniziativa – Non basta la presenza delle infrastrutture materiali e digitali se non c’è l’intelligenza collettiva che partecipa, gestisce e alimenta la sostenibilità economica e ambientale. Oggi abbiamo la conferma che i giovani possono e devono rientrare a pieno titolo tra le professionalità chiamate a contribuire alla trasformazione della città. Ribadiamo anche in questa sede la necessità e l’opportunità di rilanciare lo strumento del concorso di idee». «La rigenerazione di Catania non può che partire dai professionisti del futuro – ha aggiunto il presidente della Fondazione Ingegneri Mauro Scaccianoce – basta guardare le tavole architettoniche dei nostri giovani per avere subito una visione concreta di come potrebbe essere la città».

«Grazie alla possibilità di condividere spazi di abitazione, lavoro, studio, mezzi di trasporto, le infrastrutture tecnologiche e umane delle smart city permettono di ridurre sprechi e inquinamento, e di conseguire una maggiore inclusione sociale dei residenti negli spazi pubblici», ha affermato il presidente del CePSU Pierluigi Bella.

Numerosi i docenti del Dicar Unict in sala: il vicedirettore Vincenzo Sapienza, Paolo La Greca – anche in qualità di presidente nazionale del Centro Studi Urbanistici – Riccardo Dell’Osso (direttore di Open Source Lab), Santi Cascone, Francesco Martinico. Ciascuno nel proprio intervento ha sottolineato l’importanza che gli studi universitari non rimangano chiusi nelle aule ma siano conosciuti dall’intera comunità, perché è nell’interesse comune per la città che nascono iniziative come “Catania Smart City”.

Durante la giornata sono intervenuti inoltre: il presidente di Ance Catania Giuseppe Piana, i componenti del Laboratorio universitario per la Pianificazione del Territorio e dell’Ambiente (Lapta) Luca Barbarossa e Riccardo Privitera, il co-founder di Whole Urban Regeneration Simone Grasso, il docente universitario Andrea Rapisarda, ed Emanuele Spampinato in rappresentanza di Confcommercio.

Si è svolto in Aula consiliare l’incontro di studi dedicato al Piano paesaggistico provinciale e agli effetti delle azioni di tutela che il Piano prevede per il territorio di Belpasso. L’incontro è stato promosso dall’Amministrazione comunale, con il supporto della locale Associazione degli Ingegneri e Architetti, e ha visto tra gli ospiti-relatori la soprintendente ai Beni culturali di Catania, Rosalba Panvini e gli architetti Giuseppe Scannella e Luigi Longhitano (già presidenti dell’Ordine degli Architetti di Catania) e Benedetto Caruso (funzionario della Soprintendenza di Catania), che hanno illustrato i contenuti più importanti del Piano.

Il sindaco, Daniele Motta, ha sottolineato il ruolo della pianificazione territoriale e nello specifico del Piano paesaggistico. “Belpasso in questi ultimi anni - ha ricordato Motta - è stata molto sensibile verso le problematiche urbanistiche e l’Amministrazione precedente ha avviato il processo di revisione del Piano regolatore generale di cui sono stati già compiuti passi importanti con le linee guida e il progetto di massima. Al Piano paesaggistico, strumento di livello superiore rispetto al Prg locale, si devono ispirare le scelte edificatorie e di tutela del paesaggio, che consentano di vivere oggi in armonia con i sistemi naturali e urbani in cui ci troviamo e consegnare alle future generazioni un territorio migliore. L’incontro di oggi serve proprio ad approfondire i contenuti del Piano perché tutti possano esserne a conoscenza e muovere eventuali osservazioni entro i prossimi termini di scadenza previsti”.

Tra il nutrito pubblico presente in sala, numerosi rappresentanti delle associazioni locali e parecchi tra geometri, ingegneri e architetti che operano in città e che hanno dimostrato grande attenzione verso i temi affrontati in maniera approfondita e con chiarezza dai relatori. Diversi gli interventi che si sono avvicendati durante il dibattito nella fase conclusiva della serata: tra questi, quelli del prof. Paolo La Greca (ordinario di Urbanistica nel dipartimento di Ingegneria civile e Architettura dell’Università di Catania), dell’ing. Biagio Bisignani (responsabile Direzione Urbanistica del Comune di Catania),  dell’ingegnere Giovanni Laudani, di Carmelo Nicoloso (guida naturalistica) e di Giancarlo Consoli (Associazione Gattaino).

Sant’Agata, Candelora d’oro consegnata a Salvatore Aranzulla. Pogliese:”Segnale per i giovani che puntano all’innovazione, alle tante intelligenze siciliane che cercano di affermarsi.

“Il riconoscimento della Candelora D’oro a Salvatore Aranzulla è il segnale di una Città che punta all’innovazione riabbracciando uno dei suoi talenti migliori, un ragazzo appena diciottenne partito dalla Sicilia che è riuscito a sfondare nella divulgazione dell’alta tecnologia e dell’informatica, come fattore di sviluppo e crescita delle nuove generazioni”. Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese consegnando a Salvatore Aranzulla la Candelora d’Oro, giunta alla XXII edizione, nella corte di Palazzo degli elefanti, alla presenza, tra gli altri, dell’arcivescovo Metropolita Salvatore Gristina, del Prefetto Claudio Sammartino, <<genio>> italiano di Internet, originario di Mirabella Imbaccari, fondatore di uno dei siti italiani più visitati in Italia il primo per editoria tecnologica.

“Quando abbiamo avuto questa intuizione - ha spigato il sindaco Pogliese – abbiamo avuto tanti apprezzamenti per il segnale che per i giovani rappresenta Aranzulla, un riferimento per tanti ragazzi che nel web navigano per arricchire la propria conoscenza e ritrovare un’identità professionale. Catania si apre ai tanti giovani per sostenerli nella loro crescita per migliorare la nostra terra, anche perché nella mia esperienza al Parlamento ho potuto sperimentare come noi gente del sud riusciamo trovare soluzioni anche nelle vie più tortuose e ho avuto modo di constatare come tanti dirigenti e funzionari a Bruxelles siano riusciti a d affermarsi partendo dalla Sicilia, grazie alle nostre intelligenze e Salvatore Aranzulla ne è un esempio concreto”

Visibilmente emozionato Salvatore Aranzulla, arrivato in Municipio con i suoi genitori e altri parenti, ha raccontato come fin da bambino la sua passione per il computer lo ha portato a esplorare lungo gli sterminati sentieri di Internet, per trovare soluzioni utili a quanti operano nel web: ”Mi sento un ragazzo fortunato - ha detto Aranzulla – perché sono riuscito a trasformare una passione in un lavoro gratificante e con me lavorano soprattutto giovani del Sud e soprattutto siciliani. Ai ragazzi raccomando di utilizzare internet e le sue potenzialità al meglio, ricercando il valore della conoscenza e dell’innovazione. Quando il sindaco Pogliese mi ha comunicato l’intenzione di volermi conferire la Candelora d’oro sono scoppiato a piangere di gioia e ho chiamato subito i miei genitori. Ho sempre seguito fin da ragazzino la festa di Sant’Agata e continuerò farlo, portando nel cuore questo bellissimo ricordo che la città di Catania mi ha voluto regalare”.

La consegna della Candelora d’oro è stata preceduta dalla pubblica lettura della “motivazione” del cerimoniere onorario del Comune Luigi Maina.

Particolarmente apprezzati dai catanesi, che hanno gremito piazza Duomo, l’esibizione di fuochi pirotecnici di luci e colori del fuoco.

Il dialogo istituzionale tra la task force di #CataniaSicura – istituita dall’Ance – e l’Amministrazione comunale della città etnea si arricchisce di nuove tematiche e azioni operative che hanno come obiettivo la concreta attuazione della prevenzione sismica all’interno del nuovo Piano regolatore Generale. Il presidente dei Costruttori Giuseppe Piana e i rappresentati degli Ordini professionali degli Architetti, Ingegneri, Geometri e Geologi hanno incontrato (ieri 11 febbraio) l’assessore alla Protezione Civile Alessandro Porto e il presidente della Commissione Urbanistica Manfredi Zammataro. Presenti Maurizio Catania dell’Ufficio di Gabinetto del sindaco e il dirigente dell’INGV di Catania Domenico Patanè.

«Il redigendo Prg di Catania – ha affermato Piana, affiancato dal vicepresidente Marcello La Rosa – è tra le maggiori opportunità che possono innescare l’urgente processo di rinnovamento edilizio e di messa in sicurezza del patrimonio esistente. Com’è noto, la maggior parte degli edifici pubblici e privati della città soffre di una gravissima vulnerabilità sismica e uno strumento di pianificazione urbanistica finalmente aggiornato consentirebbe di adottare regole certe su come e dove intervenire. Ma questa strategia non può prescindere dal bisogno delle risorse economiche necessarie, come quelle stanziate per il Sismabonus, e di cui Catania invece non può paradossalmente beneficiare perché non classificata in zona sismica 1, così come più volte denunciato».

Il passaggio da area 2 a 1 è per l’Ance e per tutti gli attori della filiera edile riuniti attorno a #CataniaSicura, il primo, fondamentale e indifferibile passo per accendere i motori del meccanismo propositivo di prevenzione antisismica, «anche perché – ha aggiunto il presidente Piana – la nostra è la città con il più alto rischio sismico in Europa, come confermano numerosi dati e analisi».

L’assessore Porto ha ribadito la partecipazione fattiva dei professionisti alle politiche urbanistiche della città di Catania proponendo «ulteriori spazi di confronto per affrontare tutti gli aspetti che riguardano la riqualificazione del tessuto urbano catanese – ha detto – Mi riferisco alla tutela ambientale, alle aree verdi, alle innovazioni per le smart city, al risparmio energetico, per poter collaborare a 360 gradi nell’interesse della cittadinanza». Di «urbanistica partecipata» ha parlato anche Zammataro, che guida la Commissione comunale di competenza: «Il Prg è una grande scommessa che riguarda il futuro dell’intera città – ha detto - i professionisti sono interlocutori fondamentali per creare un documento che sia condiviso anche fuori dalle stanze del Palazzo municipale».

Sono intervenuti all’incontro i presidenti e i segretari dell’Ordine Architetti (Alessandro Amaro e Maurizio Mannanici) e dell’Ordine Ingegneri (Giuseppe Platania e Giuseppe Marano), i consiglieri dell’Ordine regionale dei Geologi Giovanna Pappalardo e Nino Cubito, il presidente del Collegio Geometri Paolo Nicolosi con i consiglieri Agatino Spoto e Giuseppe La Rosa.

 

La Rainbow Catania cade in casa della Stella Basket Palermo cedendo all’overtime per 68-67, al termine di una gara dura che ha lasciato qualche perplessità sulla conduzione arbitrale ed in merito alla gestione della parte cronometrica, spesso poco puntuale lungo tutta la sfida, anche nel momento cruciale dei minuti supplementari.

Partita subito viva, al “PalaMangano”, nel primo parziale. Le padrone di casa vengono spinte da Riccardi e Matera. Nella Rainbow sono la solita Chiarella e Giuliana Licciardello a spiccare, quest’ultima con due bombe da tre punti. Si va alla prima sirena sul 17-17, ma il duello continua serrato anche nel secondo parziale, che la Rainbow termina in vantaggio, grazie alla continuità di Chiarella ed al contributo di Nucera, che firma un altro “+3”, fermando lo score sul 27-31. Dopo la pausa lunga la Stella Palermo alza il ritmo con Riccardi, Ciriminna e Matera. Le etnee rispondono con le triple di Aleo e Parisi, ma subiscono il sorpasso che porta la sfida al 43-41 di fine terza frazione. Nel quarto tempo Palermo colpisce soprattutto dall’arco dei tre punti con Riccardi (2), Cafiso e Matera. La Rainbow non è da meno con Aleo e Ferlito ed il prezioso lavoro sotto plancia di La Manna. Il 58 -58 costringe le due squadre al tempo supplementare, durante il quale le padrone di casa prevalgono di un soffio.

Coach Deborah Bruni commenta così la gara: “Abbiamo perso di un punto  ma faccio un applauso alle mie ragazze che ce l’hanno messa tutta fino alla fine.  Sono però amareggiata dalla poca sportività  vista in campo  e perplessa da alcune decisioni degli arbitri e del tavolo. Non sono abituata a parlare dei direttori di gara, ma questa volta devo dire che, invece di fare pallacanestro, abbiamo giocato a rugby. Alleno da tre anni e non ho mai visto una cosa simile. La società, le ragazze e la sottoscritta fanno sacrifici tutti i giorni per arrivare in campo in un certo modo e onorare il campionato. Per questo  desidererei sportività, da parte di tutti. Poi s’è perso e accettiamo il risultato, ma sono delusa dal resto”.

STELLA BASKET PALERMO: Celona 5; Cerasola; Vento; Riccardi 25; Ventimiglia; Cassetti; Cafiso 3; Ciriminna 13; Matera 18; Craciun; Bianco 3. Coach: Zanet

RAINBOW CATANIA: Diop 2; Nucera 6; Ferlito 7; Caruso 2; Aleo 12; Bruno ne; Parisi 3; Iuliano; Chiarella 15; La Manna 12; Spina ne; Licciardello 8. Coach: Bruni

PARZIALI:  17-17; 27-31; 43-41

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