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Venerdì, 20 Settembre 2019

“Una splendida iniziativa che vede il coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti e di una importante startup catanese “ Flazio” che offre un servizio particolarmente utile per piccole e medie imprese della nostra città nella consapevolezza che, nell’era della comunicazione globale, è fondamentale investire nell’utilizzo anche di internet per conquistare quote di mercato. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno partecipato in maniera assolutamente gratuita all’iniziativa” Così il sindaco Salvo Pogliese che ha presentato con l’assessore Barbara Mirabella l’evento che si terrà nella sede della Gam ( Galleria di Arte Moderna ) di via Castello Ursino 26 angolo via Transito, il prossimo 12 aprile  a partire dalla ore 9 e fino alle 19.

“ La valorizzazione del brand Catania e di Catania come destination, alla quale la Giunta Pogliese sta lavorando,- ha detto l’assessore Mirabella-   non può prescindere dall’immagine che ha sul web il nostro territorio. Piccole e medie imprese possono contribuire dando ulteriori chiavi di comprensione della città con un approccio digitale che attualmente è basso. Siamo quindi lieti di stare al fianco una azienda fatta da giovani,  per dare opportunità concrete di visibilità digitale. Raccontando se stessi si racconterà anche l’intero territorio”.

Alla presentazione erano presenti anche Flavio Fazio di Flazio e il designer Dario Privitera, Vincenzo Tromba direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Giuseppe Molino di Arti Grafiche Etna, Pierluigi Di Rosa direttore editoriale di Sud Press, il capo di Gabinetto Giuseppe Ferraro.

Flazio,  è un site builder che ha dato spazio e raccoglie, nei suoi quindici anni di vita, a 250 mila imprese e privati che, attraverso un semplice sistema intuitivo hanno creato un proprio sito in maniera del tutto gratuita. Il progetto presentato oggi prende il nome del sito cataniavaonline.com  vede Catania, prima tappa di un percorso che toccherà tante altre città italiane, che darà la possibilità al centinaio di imprese che si sono già prenotate di poter “ disegnare” il proprio sito con l’aiuto di giovani designer dell’Accademia di Belle arti e di copywriter.  L’Accademia infatti collaborerà con 70 studenti designer,  a questi si aggiungeranno altri 20 di Beacademy e i 30 copywriter di Sud Press, per ottimizzare il testo.

“ La comunicazione Web – ha detto il direttore dell’Accademia Tromba – è essenziale per farsi conoscere e per far conoscere le potenzialità di un territorio, ottimizzare professionalmente il messaggio è ulteriormente positivo”.

“Siamo lieti – ha detto Di Rosa - di aver sostenuto e affiancato questa iniziativa a cui continueremo ad offrire tutto il nostro appoggio”

“ Ringrazio questa Amministrazione  – ha detto il creatore di Flazio- per questa opportunità che farà comprendere che chi non sta sul web semplicemente non c’è. Con questa iniziativa offriamo opportunità a chi vorrà coglierle per realizzare un sito professionale, ricco di contenuti e gratuito. Nel contempo offriremo l’opportunità ai giovani di poter fare pratica sul campo, cosa che spesso manca durante gli studi.

 

Anche l’Istituto “Duca degli Abruzzi” e l’”Accademia Mediterranea della Logistica e della Marina Mercantile” di Catania partecipano con il proprio stand all’evento "Noi siamo la Marina" in programma dal 31 marzo al 7 di aprile alle Porte di Catania.  Informare il pubblico restando sempre accanto a tutte le componenti e agli uomini che compongono la Marina Militare.

 “Quotidianamente formiamo i nostri ragazzi per diventare l’eccellenza nelle professioni del mare- afferma la dirigente del “Politecnico del Mare” Brigida Morsellino- un campo molto vasto, complesso e multiforme in cui tutti gli strumenti, che possono migliorare il settore delle ricerche e delle competenze, sono sempre i benvenuti. La navigazione ,e tutti i campi ad esso connessi, guardano ad un panorama completamente globalizzato dove i nostri studenti devono farsi trovare pronti”.

Nel corso della giornata gli studenti hanno dialogato con il pubblico più giovane che ha affollato lo stand dell’Its e dell’istituto Duca degli Abruzzi. Presente anche la “Jonica Diving School”.

 “Ci troviamo davanti ad una importante tappa di un lungo percorso che darà i suoi frutti e porterà i nostri ragazzi a realizzare il loro progetto di vita- dichiara la professoressa Elisabetta Giustolisi, referente per il progetto legalità dell’istituto superiore- voglio ringraziare tutti i presenti per il profondo interesse che hanno manifestato sempre nei nostri riguardi e perchè credono nella formazioni dei nostri alunni».

Pagamenti elettronici e identità digitale dei cittadini sono alcuni tra i progetti nazionali previsti nell’Agenda Digitale Europea che il Comune di Catania ha sviluppato, diventando capofila nella realizzazione di un network di comuni vicini. Le innovazioni informatiche e le possibilità che si aprono ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni sono state presentate stamane dal sindaco Salvo Pogliese, e dagli assessori all’informatizzazione Alessandro Porto, al Bilancio Roberto Bonaccorsi, allo Sport Sergio Parisi,  nel corso di una conferenza stampa in cui erano presenti anche i rappresentanti istituzionali dei comuni aderenti alla piattaforma. In particolare erano presenti:  Antonio Bonanno sindaco di Biancavilla, Raffaele Gibilisco, vice sindaco di Mascalucia, Francesca Strano, assessore Beni culturali comune di Milo, per Gravina di Catania Salvatore Santonocito assessore servizi Informatici e Giuseppe Disma responsabile sistemi Informatici,  per il comune di Camporotondo Etneo Helga Gabriele assessore all’ Informatizzazione.

“Sono i primi risultati concreti che Catania coglie, grazie ai finanziamenti Pon Metro,  - ha detto il sindaco Pogliese-  per quanto delineato dalla Agenda Digitale che,  facendo propria la strategia “Europa 2020” che fissa gli obiettivi di crescita in ambito EU, favorisce le tecnologie ICT per sviluppare innovazione, crescita e progresso economico per lo sviluppo del mercato digitale”.

“Sono già operative con Catania – ha detto l’assessore Porto_ le piattaforme dei comuni di Milo, Gravina di Catania, Biancavilla, Mascalucia e  Acicastello che avevano sottoscritto protocolli d’intesa con Catania. Il network sarà attivo ed è già in fase di prova, nei comuni di Camporotondo Etneo, Acireale, Acicatena, Bronte, Calatabiano, Paternò, Ragalna fino a raggiungere quanto prima un bacino di 32 comuni”.

Catania ha già reso operativi i progetti nazionali che riguardano: la fattura PA con la gestione e conservazione della fatturazione elettronica, l’ANPR cioè l’ Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente, quarta città italiana per popolazione ad attivarla, tra i primi 1500 comuni dei 7500 esistenti. Attivi anche Pago Pa cioè la possibilità, senza muoversi da casa, di effettuare pagamenti relativi mensa scolastica, multe, affitti locali comunali e, a breve, anche la Tari, svolgendo anche il ruolo di intermediario per gli altri comuni metropolitani, ruolo che riveste anche nel  progetto dello Spid ovvero la creazione di una identità digitale che fornirà l’accesso ad ogni singolo cittadino alle certificazioni anagrafiche on line , alla richiesta dei Pass per disabili (Cude) e alla visualizzazione degli avvisi di pagamento della tari.

Ulteriori due risultati sono stati raggiunti e ulteriormente ampliati grazie al Pon Metro, con la gestione dei Tributi, dell’Anagrafe Unica Immobiliare tributaria attuata col progetto Simec ( Sistema informativo Metropolitano per l’Edilizia e il Catasto)  e col il POC ( piano operativo complementare che ha permesso l’informatizzazione di tutte le richieste on line dei cittadini e delle Imprese ( DigitaPACT). . 

Il Comune di Catania, quindi, tramite l’utilizzo dei fondi europei del PON METRO, sta rapidamente allargando i nuovi servizi informatici on line per semplificare il rapporto con i cittadini e le imprese, trainando nell’innovazione anche i Comuni dell’area metropolitana. 

 

«Ricostruzione post-sisma e ripristino dell’identità architettonica, urbanistica e sociale delle città: sono i delicati temi che abbiamo affrontato nello scorso fine settimana a L’Aquila, dove gli Architetti di Catania, insieme ai colleghi di Firenze, Chieti, Pescara e Roma, hanno partecipato a una riflessione comune sulle problematiche che si trovano ad affrontare i territori colpiti da terremoto, come nel caso dei Comuni alle pendici dell’Etna dopo le scosse di S. Stefano».  La presidente della Fondazione catanese degli Architetti PPC Veronica Leone racconta così l’importanza della “due giorni” vissuta nel capoluogo abruzzese. Insieme a lei, la vicepresidente Eleonora Bonanno, il tesoriere Pietro Milone, i consiglieri Cristina Caudullo, Pippo Gianformaggio, Melania Guarrera, Igor Nastasi, Sabrina Tosto, Annamaria Zanini, e la delegata del presidente dell’Ordine in Fondazione Martina Arena.

Una visita e un confronto fra professionisti italiani, voluti, non a caso, a pochi giorni dal decimo anniversario del tragico sisma dell’Aquila, «dove tra edifici ricostruiti e cantieri ancora aperti, il centro storico non ha più vita perché gli abitanti hanno perso il legame con esso – ha spiegato la presidente Leone – Ciò dimostra che nella fase di ricostruzione sono fondamentali anche le relazioni sociali, e che quindi non bisogna limitarsi soltanto alla ristrutturazione architettonica degli edifici. Ricostruire significa anche riconnettere gli spazi con la gente, e con le loro esigenze sociali».

Grazie alla Rete delle Fondazioni degli Architetti d’Italia – di cui quella di Catania è tra i fondatori – su iniziativa dei colleghi di Firenze e di Chieti-Pescara, i professionisti etnei hanno preso parte anche a un incontro di approfondimento sulle tematiche urbanistiche, condotto da diversi docenti universitari.

«Ancora una volta i nostri Architetti – ha commentato il presidente dell’Ordine etneo Alessandro Amaro – hanno dimostrato la forte sensibilità alla prevenzione sismica e alla necessità di agire subito in un territorio ad altissimo rischio come il nostro. Il confronto con gli altri Ordini italiani conferma la necessità di strutturare adeguati piani di emergenza e soprattutto di farli conoscere e comprendere ai cittadini. Allo stesso modo emerge l’imprescindibile attenzione che le forze politiche devono dedicare agli aspetti urbanistici, investendo adesso nella messa in sicurezza delle città, e non dopo il passaggio delle calamità, che lascia solo la conta di danni e vittime. La lenta rinascita dell’Aquila, ancora incompiuta dopo un decennio, ci insegna che la nostra Catania può avere un futuro solo se governanti e cittadini, supportati dai professionisti, danno la priorità agli interventi di adeguamento sismico del patrimonio esistente».

«Le nuove tecnologiche e i cambiamenti che ne derivano sono sempre più dirompenti in tutti gli ambiti della nostra vita sociale, ma è soprattutto nel settore della medicina che l’innovazione hi tech è in grado di aprire orizzonti straordinari, sotto i profili della prevenzione, della mappatura, della cura, della programmazione. Nuove visioni capaci di rivoluzionare lo sviluppo economico, e non solo, di un territorio. Il numero enorme di start up, di venture capital, di investimenti imprenditoriali in campo sanitario è il segnale che questo processo di evoluzione è in corso e che abbiamo il dovere di organizzarci per guidarlo con responsabilità». L’economista e docente universitaria Elita Schillaci spiega così lo slancio culturale da cui è nato il Centro Studi Avanzato di Innovazione, Leadership e Health Management dell’Università di Catania, definito anche con l’acronimo “ILhM”. Un’iniziativa che vede impegnati diversi Dipartimenti dell’Ateneo, sia di matrice scientifica che giuridica, a testimonianza che il tema della salute coinvolge in modo trasversale i diversi saperi.

Il Centro svolgerà attività di ricerca, formazione, consulenza e assistenza per determinare una corretta gestione delle risorse sanitarie che sappia dare un impatto positivo alla crescita del Pil di una regione come la Sicilia. Traducendo gli obiettivi in termini operativi: adeguata assistenza in tempi e spazi sostenibili, uso delle nuove frontiere della telemedicina, riduzione degli scarti, ottimizzazione delle risorse, migliori modelli di governance, ruolo attivo dei pazienti, incremento delle buone prassi per diagnosticare, trattare, curare. «È necessario capire come migliorare la qualità dell’erogazione della prestazione sanitaria, ma anche la qualità della gestione amministrativa» ha affermato il rettore dell’Università etnea Francesco Basile, durante la presentazione di ILhM che si è svolta questa mattina (25 marzo) nell’Aula Magna del Palazzo delle Scienze. «A Catania stiamo vivendo un momento positivo, e migliore rispetto ad altre parti dell’Isola – ha continuato il rettore – perché tutte le aziende sanitarie locali risultano ben governate e di alto livello. Abbiamo inaugurato diverse nuove strutture, come il pronto soccorso del Policlinico, e ci apprestiamo ad aprirne altre, come l’ospedale San Marco a Librino. Fondamentale è anche il tema della formazione del management, per dare la possibilità ai medici di esprimersi al massimo delle loro potenzialità. Su questo fronte l’analisi dei dati è estremamente utile perché rappresenta uno stimolo per migliorare il sistema».

E proprio un excursus sugli scenari che emergono dagli studi sulla disciplina è stato tracciato da Elio Borgonovi, presidente del Cergas della Bocconi e relatore dell’incontro insieme ai promotori di ILhM: Elita Schillaci, Giuseppe Vecchio e Salvatore Aleo, rispettivamente direttore e docente del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali presso cui avrà la sede amministrativa del Centro. Hanno preso la parola il vicesindaco di Catania Roberto Bonaccorsi e la direttrice del Dipartimento di Economia e Impresa Michela Cavallaro. In sala presenti direttori e docenti dei diversi Dipartimenti universitari, che hanno ascoltato con attenzione l’intervento dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, il quale ha definito la nascita del Centro la risposta «necessaria all’esigenza della Sicilia di avere una prossima generazione di manager e medici che sia maggiormente professionalizzata sulla nuova missione dell’healthcare. Occorre – ha detto – quel cuscinetto generazionale di professionalità in grado di raccogliere le nuove sfide e di gestire il periodo di transizione dal presente al futuro. Solo formando profili professionali adeguati, potremo creare quel sistema in grado di assorbire tutte quelle risorse spesso costrette a lasciare il territorio».

 

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