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Mercoledì, 19 Giugno 2019

Fratellanza e condivisione con la possibilità di unire un intero territorio pranzando insieme e restando uniti. La festa di San Giuseppe svoltasi ieri mattina nel quartiere di San Giovanni Galermo a Catania, nel piazzale antistante il complesso parrocchiale dedicato ai Santi Zaccaria ed Elisabetta, va oltre il tradizionale pranzo e si rivolge a tutti creando un momento di amicizia e fratellanza.

“E' la dimostrazione più semplice che quando le forze in campo fanno squadra si ottengono risultati straordinari- afferma il presidente della IV municipalità Erio Buceti- per queste ragioni voglio ringraziare i tamburi del rione Panzera di Motta Sant'Anastasia, il complesso bandieristico Città di Belpasso, le forze dell'ordine, il Sindaco Pogliese, il consigliere comunale Luca Sangiorgio, il cantante Angelo Giuseppe Di Guardo, la dirigente Daniela Di Piazza e gli studenti dell'istituto professionale alberghiero “Karol Wojtyla” che hanno preparato il pranzo per oltre mille persone, il parroco Don Giuseppe Catalfo, il delegato all'organizzazione Pippo di Mariano, i volontari delle associazioni “Soccorso e Fratellanza” e “Ihs for Life”, tutti gli artisti, le organizzazioni, i commercianti, i volontari ed i semplici cittadini che con il loro grande impegno hanno reso possibile tutto questo”.

Celebrare il patriarca San Giuseppe con musica, balli, canti, la Santa Messa e naturalmente il tradizionale Pranzo “U Maccu” aperto ad oltre mille persone provenienti da tutta la città e dai paesi dell'hinterland etneo. 

 

I volti e i cuori di oltre mille abitanti di Librino inneggiano alla gioia da uno dei muri che per anni ha segnato il destino del quartiere: quell’Asse attrezzato, spartitraffico tra il centro della città di Catania e la sua periferia, dove oggi s’incrociano rinascita e riscatto sociale. Oltre 500 metri di cemento armato e pregiudizi, abbattuti da “testimonianze” contemporanee di Amore e Speranza, divenuti archetipi identitari di un’intera comunità, grazie al linguaggio dell’anima e al potere della Parola.

Da una parte la “Porta della Bellezza” - che ha visto a lavoro 15 artisti, 2mila mamme e 2mila bambini per dodici opere monumentali realizzate con 9mila pezzi di terracotta - custodita e protetta dagli abitanti da più di dieci anni, divenuta vera e propria agenzia educativa nel deserto spirituale e nel buio interiore che a volte padroneggia le larghe vie della periferia. Dall’altra, la nuova opera “Il Cantico di Librino”, progetto artistico che ha coinvolto 10 fotografi e migliaia di cittadini che hanno ribattezzato la loro esistenza nel nome di San Francesco. Oggi quello snodo viario diventa un vero e proprio raccordo di emozioni: collegamento tra realtà e speranza; connessione tra la vita e l’arte. Tutto questo ha la firma del maestro Antonio Presti, presidente di Fiumara d’Arte, mecenate che ha dato voce alla dignità e al coraggio di chi vuole credere nel cambiamento. Un polo artistico, ma soprattutto etico, che ha restituito nuova identità universale a bambini, anziani, e a tutti coloro che hanno accolto la rinascita con stupore ma soprattutto con la consapevolezza di far parte di un più ampio progetto di rinnovamento.

La parentesi di luce che riecheggia grazie alla preghiera del Santo d’Assisi, risplende nei ritratti fotografici che parlano la lingua della purezza, delle emozioni, dei valori. L’opera monumentale adesso è realtà. E celebra la Pace e la Fratellanza tra le rotonde e gli incroci, tra le scuole e le chiese, tra le speranze e le preghiere: una benedizione, un riscatto sociale per tutti quegli abitanti che ritrovano la speranza nello sguardo di un figlio; la tenerezza in quella di un nonno che non si piega al peso del tempo. «Abbiamo finalmente concluso il percorso – sottolinea Presti – i muri del quartiere ora parlano la lingua dell’unione, nutrendo l’anima attraverso la consapevolezza di far parte tutti - senza distinzione alcuna - della stessa eternità».

L’emozione si respira tutt’intorno. La senti nell’aria. Sotto il cavalcavia c’è un viavai di passanti, ci sono le auto in fila che rallentano la loro corsa per cercare un volto familiare, e ritrovarsi in un messaggio etico che rimbomba forte nella preghiera “Laudato sii”. «Perché il Cantico dà voce all’umanità del mondo, restituendo sacralità al presente e annientando la logica dell’avere e del potere – continua il maestro Presti – “Nomen omen”, il destino è nel nome di chi è stato ribattezzato grazie al Cantico e oggi in quell’appellativo o in quell’aggettivo si rispecchia e trova una nuova identità: “Cielo sereno”, “Luna raggiante”, “Acqua Preziosa”. Nella società dell’immagine, quest’opera diventa una macchina di luce per il pubblico, per tutti coloro che – entrando a Librino con pregiudizio e diffidenza - da lì passeranno e dovranno scollegarsi dall’ordinario per ricollegarsi all’universale. Vedere il Cantico vivere e respirare nel quartiere è una gioia che tocca le corde del cuore e mi commuove. Gli abitanti sono felici di avere percorso quest’esperienza non solo estetica, ma soprattutto spirituale, scorgendo il valore universale di un testo sacro che restituisce al cuore il respiro della Bellezza».

«Metterci la faccia per noi è stato importante – commenta la signora Mariolina Blanco, abitante del quartiere e protagonista del Cantico – quest’iniziativa dà luce a Librino e da quest’opera noi desideriamo ripartire per rinascere e per combattere quella mentalità imperante, da sempre ostaggio di sfiducia». Un’iniziativa, quella del mecenate Presti, che diventa laboratorio all’interno delle chiese e delle scuole: «Il potere è sapere, la schiavitù è ignoranza – conclude Presti - e più che mai alle scuole bisogna restituire il ruolo di tempio della conoscenza. La gioventù scegliendo l’arte e la bellezza, in quell’armonia di sensazioni, trova la sua libertà. Dobbiamo ritornare a consegnare il futuro ai nostri figli, perché l’utopia non è ciò che non si può realizzare, ma è ciò che il sistema non vuole che si realizzi. E Librino, da quell’utopia, oggi ha preso forma e corpo, ritrovando nella supplica di San Francesco il valore universale della Bellezza».

L’installazione fotografica monumentale, che s’innesta nel più grande progetto del Museo dell’Immagine e dell’Arte Contemporanea di Librino, è stata realizzata grazie al contributo dei fotografi Arianna Arcara, Luigi Auteri, Valentina Brancaforte, Cristina Faramo, Claudio Majorana, Alessio Mamo, Orazio Ortolani, Maria Sipala, coordinati dal catanese Antonio Parrinello, con la straordinaria partecipazione del rinomato fotografo franco-iraniano Reza Deghati e del fratello e collega Manoocher.

L’opera il Cantico di Librino, la cui installazione volge al termine proprio in questi giorni, verrà inaugurata lunedì 25 marzo, alle ore 10.30, alla presenza di autorità, istituzioni, associazioni, volontari, scuole e tutti i fotografi e cittadini che hanno consentito che l’idea di Antonio Presti prendesse forma e vita nel quartiere dove da anni il mecenate si spende senza sosta.

 

Il pomeriggio si terrà vernissage aperto alla città dalle ore 16 fino al tramonto.

E' l'amicizia il tema della XV edizione del Premio artistico letterario “Ilaria e Lucia  - Per l'affermazione di una vita degna di essere vissuta” che il sindaco Salvo Pogliese e l'assessore alla Cultura e alla Scuola,  Barbara Mirabella, hanno presentato nella sala giunta di palazzo degli Elefanti insieme agli organizzatori, nel solco dell'impegno, della solidarietà e della fedeltà ai valori più alti della della vita tracciato dalle giovanissime Ilaria Favara e Lucia Messina. Le due ragazze, studentesse della facoltà di lingue e letterature straniere dell'Università di Catania impegnate nel progetto Erasmus, morirono a Parigi la notte del 17 dicembre del 2001 nelle tragiche circostanze dell'incendio dell'Hotel Du Palais.
Hanno partecipato all'incontro con la stampa, Amelia Bellino, mamma di Ilaria (presente con il marito Antonio Favara, presidente della fondazione intitolata alle due studentesse, e il figlio Riccardo), Zina Bianca, dirigente dell'associazione maestri cattolici italiani ed ex preside della scuola Manzoni che ha ideato il concorso,   Carminella Sipala vicedirettrice del  dipartimento di scienze umanistiche dell'Università di Catania diretto da Maria Paino, Rosalba Giannone in rappresentanza della dirigente della scuola Diaz-Manzoni Fortunata Vetri.
Il Premio si articola in un seminario dal titolo “L'amicizia: una virtù etica nella vita”, in programma  al Monastero dei Benedettini domani, mercoledì 13 marzo, a partire dalle 10.15 e  un concorso sullo stesso tema,  aperto sino al prossimo 30 aprile alla partecipazione di studenti delle scuole elementari (quarte e quinte classi), medie, superiori e dell'università, con tre sezioni: poesie, racconti e elaborati grafici.
“E' un onore e un dovere – ha detto il sindaco Pogliese - ospitare nel palazzo di città, che è la casa di tutti i cittadini, un premio dal così alto valore etico, non solo perché ricorda due ragazze meravigliose guidate nel loro percorso di vita da nobili ideali, ma anche perché vuole divulgare e trasmettere questi valori, a  partire dall'apertura verso gli altri, che è tipica dei ragazzi erasmus che come europarlamentare ho conosciuto e sostenuto, ma anche l'impegno a favore dei più deboli, l'amicizia e la solidarietà, sempre più necessari in un contesto temporale dominato dall'edonismo, dall' individualismo, dalle amicizie virtuali”. 
“I quindici anni del premio – ha sottolineato l'assessore Mirabella - non potevano non essere ricordati in questa sala prestigiosa con un ideale abbraccio a tutti gli studenti che hanno condiviso negli anni, e continuano a condividere, gli ideali di Ilaria e Lucia, in parte contenuti nel libro che raccoglie i lavori di alcune edizioni del concorso e racconta un mondo meraviglioso che ci auguriamo possa continuare a crescere sempre di più”.
“Il premio – ha evidenziato Amelia Bellino - è nato all'interno della scuola Manzoni, alla quale sono molto legata come insegnante, su proposta della preside Zina Bianca che aveva colto un mio desiderio profondo.  Piano piano l'iniziativa ha coinvolto le scuole del territorio, della provincia, e poi di tutto il Paese e non solo, seguendo sempre un tema diverso. Quest'anno il premio è dedicato all'amicizia, quella vera e profonda come il sentimento che univa Ilaria e Lucia”.

Zina Bianca, affiancata dalle professoresse Rita Crimì e Maria Antonia Marino - rispettivamente segretaria e componente della commissione del concorso-, si è soffermata sul grande lavoro di rete che caratterizza il premio e comprende enti e associazioni quali l'Unicef, rappresentato dal presidente regionale  Vincenzo Lorefice, o il Cope presente con Valeria Gallitto.
L'assessore Mirabella ha voluto chiudere l'incontro con un messaggio forte, la lettura di una poesia di Ilaria che nelle sue liriche ha cantato "le lodi di un mondo migliore”.

 

Si conclude con la consegna degli attestati di partecipazione agli studenti, sulla nave della Guardia Costiera “Dattilo” al porto di Catania, la manifestazione “Nauticinblu”. L'evento rivolto agli studenti degli istituti nautici della Sicilia promosso dall’associazione Marevivo.

Un percorso educativo per conosce e rispettare il mare e le sue risorse. La quarta tappa del progetto, improntato sull'informazione e sensibilizzazione, è stata ospitata presso l’istituto statale di istruzione superiore “Duca degli Abruzzi” di Catania in viale Artale D’Alagona.

“Nel corso dei secoli il mare è stato fonte di ricchezza, di unione, di commerci e di aggregazione- sottolinea la dirigente del Politecnico del Mare, Brigida Morsellino- un mezzo per conoscere, condividere e unire. Oggi però si vive in un momento dove questa grande risorsa deve diventare sinonimo di consapevolezza e rispetto. I nostri alunni, attraverso incontri ed esperienze specifiche, stanno acquisendo tutte quelle conoscenze necessarie per essere i cittadini del mondo che verrà. Una presa di coscienza constante e continua; per questo devo ringraziare la Guardia Costiera (attraverso il Comandante di Fregata Federico Panconi e il Comandante in Seconda Antonello Ragadale), l'equipaggio della nave Dattilo, l'associazione Marevivo e tutti gli altri soggetti che ci sono stati accanto in questa tappa di Nauticinblu”.

Non solo teoria ma tanta pratica per comprendere le emergenze del mare siciliano. Gli alunni, accompagnati dal vice presidente del Politecnico del Mare prof Ignazio di Raimondo e dalla prof.ssa Elisabetta Giustolisi, hanno visitato la nave della Guardia Costiera “Dattilo”.

“ C'è grande soddisfazione per l’esito e l’impatto del progetto sul territorio con la condivisione degli obiettivi attraverso i dirigenti, il corpo scolastico, gli alunni, il comune di Catania, l’Arpa, la Guardia Costiera e la Capitaneria di Porto- sottolinea Fabio Galluzzo, presidente regionale MAREVIVO- questo non fa altro che ribadire l’impegno ad essere sempre più presenti, con progetti e iniziative di sensibilizzazione e educazione ambientale a Catania, e il sempre maggiore lavoro di squadra con le istituzioni locali, le scuole del territorio e le altre associazioni che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e del mare”.

Una due giorni all'insegna del percorso educativo per conosce e rispettare il mare e le sue risorse. Tutto questo è “Nauticinblu” l'evento rivolto agli studenti degli istituti nautici della Sicilia promosso dall’associazione Marevivo.

La quarta tappa del progetto, improntato sull'informazione e sensibilizzazione, che è stata ospitata presso l’istituto statale di istruzione superiore “Duca degli Abruzzi” di Catania in viale Artale D’Alagona.

Al seminario introduttivo tenutosi nell'aula Magna del Politecnico del Mare, per presentare l'iniziativa agli studenti, hanno partecipato la dirigente dell’istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania Brigida Morsellino, il C.V. Capitaneria di Porto Catania Alfio Di Stefano, il vice presidente del Politecnico del Mare prof Ignazio di Raimondo, la prof.ssa Elisabetta Giustolisi, il dirigente Tecnico Ispettivo- Area Ambiente- Usr Sicilia Sebastiano Fisicaro, il direttore di Marevivo Sicilia Mariella Gattuso, Roberto D'Arrigo – Capo Centro Operativo Emergenze Marittime – Dipartimento della Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Bianca Maria Lombardo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, Gaetano Valastro direttore della struttura territoriale Arpa di Catania, Francesco Tiralongo del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, il documentarista Riccardo Cingillo e l'operatore di Marevivo Stefano Siracusa.

Finita la fase teorica il progetto “Nauticinblu”, stamattina, ha permesso agli studenti dell'istituto Duca degli Abruzzi di fare attività pratica sulle emergenze del mare siciliano. Gli alunni, accompagnati dal personale docente e dai volontari di Marevivo, hanno ripulito la spiaggia di Ognina nei pressi di Piazza Mancini Battaglia. Grazie all'attrezzatura messa a disposizione della Dusty i partecipanti hanno racconto la spazzatura presente e riempito decine di sacchi neri.

«Nel corso dei secoli il mare è stato fonte di ricchezza, di unione, di commerci e di aggregazione- spiega la dirigente dell’istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania, Brigida Morsellino- un mezzo per conoscere, condividere e unire. Oggi però assistiamo ad un momento dove questa grande ricchezza viene distrutta ed oltraggiata perchè qualcuno non si riesce a capire l'ecosistema di vitale importanza che ci circonda. Ben vengano questo tipo di iniziative- prosegue la dott.ssa Morsellino- e, anzi, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che si sono attivati affinchè questo evento potesse riscuotere il successo che merita».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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