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Mercoledì, 19 Giugno 2019

“Incontri, reading, seminari, laboratori, performance teatrali, proiezioni, attività di intrattenimento per i bambini: sono oltre 150 gli eventi che animeranno la nostra città, nel segno dei libri e della lettura,  a partire dal 23 aprile, giornata mondiale Unesco del libro, e sino al 31 maggio”.
Così il sindaco Salvo Pogliese ha aperto, nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti, la conferenza stampa di presentazione del programma del Maggio dei Libri 2019  messo a punto dal Comune e dalla Città metropolitana di Catania con la collaborazione di tante realtà del territorio, pubbliche e private, quali il Polo regionale per i siti culturali di Catania, la fondazione Verga, l’Università, la Cgil, la Lega italiana lotta contro l’Aids, il Cai e, inoltre, scuole, librerie, associazioni culturali. A conferma della qualifica di “Città che legge” che Catania ha ottenuto dal Ministero dei beni e delle attività culturali, ente che attraverso il Centro per il libro e la lettura ha promosso su scala nazionale il Maggio dei Libri, sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica.
“Abbiamo registrato un vero record di partecipazioni – ha sottolineato l'assessore alla Cultura Barbara Mirabella – che ci ha permesso di realizzare un programma ricchissimo che continua a crescere di ora in ora. Gli eventi, 20 dei quali dedicati ai bambini, saranno ospitati in tantissimi e variegati luoghi culturali, ma anche in spazi 'pop' come il Lungomare Fest che ha sposato appieno la nostra mission di promozione della lettura”.
Presenti alla conferenza anche l'assessore Sergio Parisi e, tra gli altri, la direttrice del Polo regionale per i siti culturali di Catania, Gioconda Lamagna, con l'archeologa Giulia Falco, il professore Rosario Castelli per l'Università di Catania, Mario Forgione in rappresentanza della biblioteca della città metropolitana, Valente Majorana presidente dell'Osservatorio euromediterraneo.
“Un grande lavoro di rete- ha evidenziato il Sindaco - reso possibile grazie alla fattiva e proficua  collaborazione di tantissimi enti e anche cittadini che ringrazio di cuore per la passione e l'impegno”.

La direttrice del Polo regionale Lamagna si è soffermata sulle “iniziative di carattere archeologico, storico-artistico, e letterario che il polo regionale ospiterà, con il coordinamento dell'archeologa Giulia Falco,  in siti quali la sala Esedra del Teatro romano o la Chiesa San Francesco Borgia di via Crociferi, con un avvio affidato a un libro tematico di Giuliano Volpe”.
Il professore Castelli ha evidenziato come il Comune abbia “interpretato nel modo più intelligente lo spirito di una campagna che non è solo una vetrina per i libri ma un progetto più ampio di promozione dell'esercizio della  lettura, con il coinvolgimento e la valorizzazione di tanti spazi cittadini”.
I siti messi a disposizione dal Comune annoverano il Palazzo della Cultura, la Galleria di arte moderna, il Castello Ursino, il museo Emilio Greco, la mediateca e la biblioteca Vincenzo Bellini, il Bastione degli Infetti, le biblioteche riunite civica e  Ursino Recupero, e, immancabile con il suo carico di libri, l’Autobooks dell'assesorato alla Cultura.
La rassegna si aprirà martedì 23 aprile con la lectio magistralis “Elogio della Lettura” a cura del prof. Salvatore Silvano Nigro, nel Refettorio piccolo delle biblioteche riunite civica e Ursino Recupero.
Tra gli appuntamenti dedicati ai bambini, il Palazzo della Cultura ospiterà un'installazione surreale, arricchita da marionette danzanti, frutto del progetto "Lib(E)ri curato da Le Città inVisibili con la collaborazione dell’assessorato alla Pubblica Istruzione e il coordinamento dell'ufficio scuola dell'infanzia.

Il programma della manifestazione è disponibile sul sito del Comune e del Maggio dei Libri.

È il rischio più percepito dalla popolazione mondiale, in termini di probabilità, dopo uno tsunami, un terremoto o altri disastri naturali: il cybercrime, nelle sue molteplici sfaccettature di reato informatico e furto di dati digitali, è classificato nel “Global Risk Report 2019” del World Economic Forum fra i primi dieci pericoli che vive il pianeta, anche in termini di impatto. Perché laddove la tecnologia ha migliorato negli ultimi decenni i flussi dell’economia e delle comunicazioni – basti pensare alla comodità della carta di credito e all’ormai insostituibile smartphone – la criminalità organizzata (e non solo) ha fiutato una nuova pista di affari illeciti. Ecco che il cybercrime, sottoforma di truffa on line, spionaggio industriale o revenge porn, è il business criminale più in ascesa del momento e con i maggiori margini di diffusione nel futuro.

Una portata enorme che richiede come antitesi altrettanta forza sociale, come quella che si è concretizzata a Catania ieri (11 aprile) in occasione del convegno sul tema che si è svolto nella sede universitaria del Monastero dei Benedettini. Importante il numero e l’entità delle istituzioni che hanno partecipato: per primo Gennaro Gigante, direttore della filiale catanese della Banca d’Italia, che ha voluto fortemente questa giornata di confronto per alzare il livello di attenzione anche e soprattutto tra i cittadini: «Il cybercrime è sempre il risultato di disattenzioni individuali, sia di singoli utenti che di realtà aziendali» ha sottolineato, introducendo il concetto chiave che ha accomunato tutti gli interventi dei relatori: la necessità di consapevolezza del rischio e l’aumento della cultura della sicurezza.

I dati statistici che sono emersi nel corso dei lavori restituiscono uno scenario significativo: il danno subito dalle aziende italiane per crimini informatici ammonta a 9 milioni di euro, come ha dichiarato il presidente di Confindustria Catania Antonello Biriaco; mentre il dirigente della Polizia Postale Marcello La Bella ha citato il Rapporto Clusit 2019 dell’Associazione italiana per la sicurezza informatica, da cui emerge che nell’ultimo biennio il tasso di crescita del numero di attacchi gravi è aumentato di 10 volte rispetto al precedente. Puntando una lente d’ingrandimento nel territorio catanese, «nel 2018 si sono verificati almeno 10 importanti attacchi di Business Email Compromise che hanno riguardato imprese importanti, con un danno di oltre 300mila euro, che abbiamo in parte recuperato» ha affermato La Bella. Il capitano della Guardia di Finanza Gianluca De Meo ha invece riportato la stima del Rapporto Clusit 2018, secondo cui il costo totale che l’Italia sostiene è intorno a 10 miliardi di euro.

E poi c’è il mondo dei professionisti che si trova ad affrontare nei propri studi l’evoluzione normativa che il sistema richiede a tutela del Paese: «Lo scenario fiscale che riguarda criptovalute, blockchain e bitcoin è ancora poco esplorato, contribuendo a sfocare i limiti entro quali agire e considerando che una grande parte dei reati travalica i confini tra Stati», ha affermato il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Catania Giorgio Sangiorgio, intervenuto insieme al componente del Consiglio notarile etneo Giuseppe Balestrazzi, e all’avvocato Giuseppe Lo Faro, rappresentante dell’Ordine forense per il quale in sale era presente anche il presidente Marco Tortorici.

Anche la Regione Siciliana ha preso parte al dibattito con la presenza del funzionario dell’Autorità per l’Innovazione tecnologica Vincenzo Lo Piccolo, il quale ha annunciato l’imminente dotazione di un “Piano per l’informatica” all’interno della governance regionale.

«Occorre ripensare alla cybersecurity come valore al servizio del business e della clientela, facendola diventare parte integrante dello sviluppo di modelli di business più efficienti, efficaci e sostenibili». È la posizione di Fabio Bernasconi, capo servizio dei Rapporti istituzionali di Vigilanza della Banca d’Italia, ben rappresentata nelle sue molteplici strutture anche da altri dirigenti presenti: Antonio D’Isita (vice caposervizio Gestione circolazione monetaria), Sabina Di Giuliomaria (titolare Divisione CERTBI Servizio Pianificazione Informatica), Paola Giucca (direttore senior Servizio Supervisione Mercati e Sistema dei Pagamenti). Tutti interventi di carattere tecnico ma che si sono conclusi con importanti riflessioni di rilevanza sociale, tra cui la necessità di informare innanzitutto i giovani, che pur essendo “nativi digitali” hanno una scarsa consapevolezza del rischio.

«La maggiore sfida che deve affrontare l’economia moderna è quella di riuscire a coniugare l’esigenza della rapidità dei traffici con quella della sicurezza», ha dichiarato il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro che ha moderato la sessione pomeridiana in cui sono intervenuti il sostituto procuratore Fabio Regolo, e i docenti universitari Tommaso Rafaraci, Maria Rosaria Maugeri e Aurelio Mirone, questi ultimi due intervenuti anche in qualità di presidente e componente del Collegio di Palermo dell’Arbitro Bancario Finanziario. 

Nel corso della giornata hanno portato la propria testimonianza anche il Consorzio Abi Lab (Associazione Bancaria Italiana) con l’intervento del segretario generale Romano Stasi, e la STMicroelectronics con le relazioni dei manager Daniele Ditta e Michele Scarlatella.

Una ricchezza di contenuti difficile da sintetizzare ma che ritrova il proprio valore nel pensiero espresso dal presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliadò: «Rapportarsi in modo sinergico alle problematiche dell’innovazione è la straordinaria capacità delle istituzioni della città etnea».

 

 

Anche l’Istituto “Duca degli Abruzzi” e l’”Accademia Mediterranea della Logistica e della Marina Mercantile” di Catania partecipano con il proprio stand all’evento "Noi siamo la Marina" in programma dal 31 marzo al 7 di aprile alle Porte di Catania.  Informare il pubblico restando sempre accanto a tutte le componenti e agli uomini che compongono la Marina Militare.

 “Quotidianamente formiamo i nostri ragazzi per diventare l’eccellenza nelle professioni del mare- afferma la dirigente del “Politecnico del Mare” Brigida Morsellino- un campo molto vasto, complesso e multiforme in cui tutti gli strumenti, che possono migliorare il settore delle ricerche e delle competenze, sono sempre i benvenuti. La navigazione ,e tutti i campi ad esso connessi, guardano ad un panorama completamente globalizzato dove i nostri studenti devono farsi trovare pronti”.

Nel corso della giornata gli studenti hanno dialogato con il pubblico più giovane che ha affollato lo stand dell’Its e dell’istituto Duca degli Abruzzi. Presente anche la “Jonica Diving School”.

 “Ci troviamo davanti ad una importante tappa di un lungo percorso che darà i suoi frutti e porterà i nostri ragazzi a realizzare il loro progetto di vita- dichiara la professoressa Elisabetta Giustolisi, referente per il progetto legalità dell’istituto superiore- voglio ringraziare tutti i presenti per il profondo interesse che hanno manifestato sempre nei nostri riguardi e perchè credono nella formazioni dei nostri alunni».

“Una splendida iniziativa che vede il coinvolgimento dell’Accademia di Belle Arti e di una importante startup catanese “ Flazio” che offre un servizio particolarmente utile per piccole e medie imprese della nostra città nella consapevolezza che, nell’era della comunicazione globale, è fondamentale investire nell’utilizzo anche di internet per conquistare quote di mercato. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno partecipato in maniera assolutamente gratuita all’iniziativa” Così il sindaco Salvo Pogliese che ha presentato con l’assessore Barbara Mirabella l’evento che si terrà nella sede della Gam ( Galleria di Arte Moderna ) di via Castello Ursino 26 angolo via Transito, il prossimo 12 aprile  a partire dalla ore 9 e fino alle 19.

“ La valorizzazione del brand Catania e di Catania come destination, alla quale la Giunta Pogliese sta lavorando,- ha detto l’assessore Mirabella-   non può prescindere dall’immagine che ha sul web il nostro territorio. Piccole e medie imprese possono contribuire dando ulteriori chiavi di comprensione della città con un approccio digitale che attualmente è basso. Siamo quindi lieti di stare al fianco una azienda fatta da giovani,  per dare opportunità concrete di visibilità digitale. Raccontando se stessi si racconterà anche l’intero territorio”.

Alla presentazione erano presenti anche Flavio Fazio di Flazio e il designer Dario Privitera, Vincenzo Tromba direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Giuseppe Molino di Arti Grafiche Etna, Pierluigi Di Rosa direttore editoriale di Sud Press, il capo di Gabinetto Giuseppe Ferraro.

Flazio,  è un site builder che ha dato spazio e raccoglie, nei suoi quindici anni di vita, a 250 mila imprese e privati che, attraverso un semplice sistema intuitivo hanno creato un proprio sito in maniera del tutto gratuita. Il progetto presentato oggi prende il nome del sito cataniavaonline.com  vede Catania, prima tappa di un percorso che toccherà tante altre città italiane, che darà la possibilità al centinaio di imprese che si sono già prenotate di poter “ disegnare” il proprio sito con l’aiuto di giovani designer dell’Accademia di Belle arti e di copywriter.  L’Accademia infatti collaborerà con 70 studenti designer,  a questi si aggiungeranno altri 20 di Beacademy e i 30 copywriter di Sud Press, per ottimizzare il testo.

“ La comunicazione Web – ha detto il direttore dell’Accademia Tromba – è essenziale per farsi conoscere e per far conoscere le potenzialità di un territorio, ottimizzare professionalmente il messaggio è ulteriormente positivo”.

“Siamo lieti – ha detto Di Rosa - di aver sostenuto e affiancato questa iniziativa a cui continueremo ad offrire tutto il nostro appoggio”

“ Ringrazio questa Amministrazione  – ha detto il creatore di Flazio- per questa opportunità che farà comprendere che chi non sta sul web semplicemente non c’è. Con questa iniziativa offriamo opportunità a chi vorrà coglierle per realizzare un sito professionale, ricco di contenuti e gratuito. Nel contempo offriremo l’opportunità ai giovani di poter fare pratica sul campo, cosa che spesso manca durante gli studi.

 

«Ricostruzione post-sisma e ripristino dell’identità architettonica, urbanistica e sociale delle città: sono i delicati temi che abbiamo affrontato nello scorso fine settimana a L’Aquila, dove gli Architetti di Catania, insieme ai colleghi di Firenze, Chieti, Pescara e Roma, hanno partecipato a una riflessione comune sulle problematiche che si trovano ad affrontare i territori colpiti da terremoto, come nel caso dei Comuni alle pendici dell’Etna dopo le scosse di S. Stefano».  La presidente della Fondazione catanese degli Architetti PPC Veronica Leone racconta così l’importanza della “due giorni” vissuta nel capoluogo abruzzese. Insieme a lei, la vicepresidente Eleonora Bonanno, il tesoriere Pietro Milone, i consiglieri Cristina Caudullo, Pippo Gianformaggio, Melania Guarrera, Igor Nastasi, Sabrina Tosto, Annamaria Zanini, e la delegata del presidente dell’Ordine in Fondazione Martina Arena.

Una visita e un confronto fra professionisti italiani, voluti, non a caso, a pochi giorni dal decimo anniversario del tragico sisma dell’Aquila, «dove tra edifici ricostruiti e cantieri ancora aperti, il centro storico non ha più vita perché gli abitanti hanno perso il legame con esso – ha spiegato la presidente Leone – Ciò dimostra che nella fase di ricostruzione sono fondamentali anche le relazioni sociali, e che quindi non bisogna limitarsi soltanto alla ristrutturazione architettonica degli edifici. Ricostruire significa anche riconnettere gli spazi con la gente, e con le loro esigenze sociali».

Grazie alla Rete delle Fondazioni degli Architetti d’Italia – di cui quella di Catania è tra i fondatori – su iniziativa dei colleghi di Firenze e di Chieti-Pescara, i professionisti etnei hanno preso parte anche a un incontro di approfondimento sulle tematiche urbanistiche, condotto da diversi docenti universitari.

«Ancora una volta i nostri Architetti – ha commentato il presidente dell’Ordine etneo Alessandro Amaro – hanno dimostrato la forte sensibilità alla prevenzione sismica e alla necessità di agire subito in un territorio ad altissimo rischio come il nostro. Il confronto con gli altri Ordini italiani conferma la necessità di strutturare adeguati piani di emergenza e soprattutto di farli conoscere e comprendere ai cittadini. Allo stesso modo emerge l’imprescindibile attenzione che le forze politiche devono dedicare agli aspetti urbanistici, investendo adesso nella messa in sicurezza delle città, e non dopo il passaggio delle calamità, che lascia solo la conta di danni e vittime. La lenta rinascita dell’Aquila, ancora incompiuta dopo un decennio, ci insegna che la nostra Catania può avere un futuro solo se governanti e cittadini, supportati dai professionisti, danno la priorità agli interventi di adeguamento sismico del patrimonio esistente».

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