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Venerdì, 20 Settembre 2019

Forte e sentita testimonianza di impegno civile, stamani, con il partecipato corteo (aperto dallo striscione con la scritta: “Avete chiuso 5 bocche, ma ne avete aperte 50 milioni”) in ricordo della strage di Capaci e di tutte le vittime della mafia, nel segno dello slogan: “Con la scuola e la cultura la mafia non fa paura”.

L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale nell’ambito delle iniziative del Consiglio comunale dei ragazzi e della Consulta delle associazioni giovanili e dei rappresentanti degli studenti in occasione dell’anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli uomini della scorta, ha coinvolto oltre un migliaio di studenti della città.

 Al ritrovo dei partecipanti in piazza Falcone e Borsellino, sono seguiti l’inizio della manifestazione con il canto “Cento passi”, i saluti del sindaco Gino Ioppolo (“Crediamo convintamente nella pratica della legalità, e quindi nella cultura dell’esempio, e non nella predica di maniera”), dell’assessore alle Politiche scolastiche Concetta Mancuso (che ha evidenziato “l’alto, concreto valore dell’impegno dei giovani”) dell’assessore alla Legalità del Consiglio dei Ragazzi Matteo Messineo (“Facendo il nostro dovere e rispettando le regole possiamo combattere la cultura mafiosa”), del presidente del Tribunale Giovanna Scibilia (“Oggi, con questo corteo – ha detto ai ragazzi -, è come se camminaste con le gambe di Falcone e Borsellino”), del procuratore della Repubblica Giuseppe Verzera (“Bisogna riflettere sul loro esempio significativo per tutti e conservare memoria di certi accadimenti”), del dirigente del Commissariato Marcello Ariosto (“Non servono soluzioni miracolistiche, ma l’impegno quotidiano”), del comandante della Compagnia dei Carabinieri Sergio Vaira (“La lotta alla mafia si conduce tutti i giorni”), del comandante della Guardia di Finanza Carlo Fonzone Caccese (“La mafia vince solo dove regnano indifferenza e ignoranza”)  e del comandante della Polizia penitenziaria Dario Maugeri, che ha indicato nella scuola “un luogo di formazione profonda”. Presenti anche gli altri assessori Sergio Gruttadauria (vicesindaco) e Francesco Caristia, il presidente del Consiglio comunale Massimo Alparone e i capigruppo consiliari Antonio Montemagno e Vincenzo Di Stefano.

Poi la decorazione dell’albero intitolato a Falcone con cartoncini colorati contenenti frasi sulla legalità e la partenza del corteo, che si è snodato attraverso le vie Mario Milazzo, Principe Umberto (con sosta davanti alla Chiesa di Sant’Anna per un momento di riflessione e il lancio di palloncini), Giorgio Arcoleo e Roma, per concludersi in piazza Municipio. Qui le varie scuole hanno presentato “performance” di diverso tipo (canti, coreografie, poesie, testimonianze, momenti di drammatizzazione, etc.) sui temi della legalità e della lotta alla mafia. A seguire il vice-sindaco dei ragazzi, Angelica Criscione, e l’assessore Mancuso hanno ribadito l’importanza della giornata e della larga partecipazione degli studenti. Infine, la conclusione con un minuto di silenzio e con il canto “Cento passi”.

Un fiume di gente in piazza, tra forti abbracci e travolgenti sorrisi per dimostrare che a Catania il filo della speranza esiste, è multicolore e incredibilmente resistente.

Grandissimo successo per l’Umbertata 2019, che è tornata a riempire di musica e gioia Piazza Ettore Majorana, meglio conosciuta da tutti i catanesi come Piazza Umberto.

Un’ottava edizione all’insegna della cooperazione e del senso di responsabilità verso l'intera città, con la mission di costruire una società migliore attraverso l’arte, la mobilità sostenibile, il teatro, la danza, il rispetto dell’ambiente, le relazioni, l’integrazione e i laboratori.

Promossa dalla Parrocchia SS. Crocifisso dei Miracoli, retta fino a pochi giorni fa da padre Gianni Notari, gesuita di grande carisma e spessore culturale, l’Umbertata ha coinvolto ben 70 associazioni del territorio, raggiungendo la massima espressione del suo impegno etico nella “Tavolata Sociale”.

Perfetti sconosciuti, di tutte le estrazioni sociali ed età, hanno avuto l’occasione fermarsi, sedersi, condividere la cena, immersi in un’atmosfera magica, desiderosi di intessere relazioni di speranza. È stata questa la grande novità di quest’anno resa possibile grazie ad ASSIPAN - associazione panificatori e Affini Sicilia, Coop Alleanza 3.0, Motta Supermercati, Sibeg ed ENMO di Enzo Mosca e Tusibio, che ha consegnato un kit di materiale ecologico a basso impatto ambientale. Un’occasione per centinaia di persone per condividere insieme allo stesso tavolo, lungo 100 metri, pane e companatico, sperimentando appartenenze e similitudini.

Pienamente riuscito anche l’esperimento, voluto dal Sindaco di Catania Salvo Pogliese, di chiudere al traffico delle auto la via Umberto nel tratto tra la piazza Majorana e la via Etnea, con migliaia di famiglie in spensierato passeggio.

Convivialità, luci calde e mani strette alla ricerca dell’altro ma non solo, l’Umbertata ha regalato momenti di riflessione profonda sul senso di crescita di un territorio che deve guardare verso il futuro con spirito attivo.

E a motivare i giovani e Catania a non fermarsi di fronte alle barriere, alle differenze, andando oltre, è stato Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e fondatore del gruppo Abele, grande protagonista della domenica pomeriggio, le cui forti parole hanno vibrato sul cielo della città.

“Tutti, sentiamo prepotente dentro di noi la speranza per il domani, che poggia sulla resistenza dell’oggi – ha commentato Don Luigi Ciotti -  ma dobbiamo resistere ed esserci e soprattutto fare per la nostra terra. Lo dobbiamo ai poveri, agli ultimi, a quelli che fanno più fatica e che per me sono stati maestri di vita. E’ un nostro dovere cominciare a pensare in termini di “noi” e non di “io” e di fronte a quello che succede non possiamo restare inerti, dobbiamo assediare la realtà con la nostra caparbietà, intelligenza, tenacia e abilità. Voi rappresentate delle grandi realtà per il futuro – ha concluso –  che non possono essere lasciate sole, dobbiamo avere la speranza di un’etica pubblica che sia sinonimo di conoscenza, la via maestra del cambiamento”.

Per due giorni la gente ha riscoperto il piacere di guardarsi intensamente negli occhi, emozionandosi insieme, in un percorso fatto di storie di vita vera, con la presenza di tanti artisti che con la danza, la musica, l’arte, il teatro, si sono messi a disposizione della speranza, su un palco che è diventato il centro di irradiazione di una bellezza possibile. Una kermesse che ha accontentato i gusti di tutti, sapientemente condotta da Emanuele Bettino.

“Tutti insieme siamo uomini e donne di speranza – ha dichiarato padre Gianni Notari – ed è questa la nostra grande forza. Vogliamo sognare un mondo nuovo e una città nuova, dove tutti possono esprimersi con dignità, onestà e rispetto reciproco. Vogliamo rischiare l’avventura della speranza in questa nostra terra, sempre. È stato un momento magico per la città di Catania che, per 48 ore, ha avuto la possibilità di essere vissuta gioiosamente dall’intera comunità – ha concluso – accogliendo ogni singola persona in un immenso abbraccio”.

Mai come in questa occasione la parola “contaminazione” ha avuto un’accezione positiva, portatrice sana di diversità che mescolandosi, sono divenute parte dello stesso grande miracolo.

“Vedere in piazza questa contaminazione così spontanea di bambini, famiglie, adolescenti, giovani universitari, anziani è stato bellissimo- ha spiegato Francesco Patané, organizzatore dell’evento -  una commistione di persone diverse: dallo studente al professore, dall'avvocato all'imbianchino, dal volontario all'artista, dal giornalista al vigile urbano, dal catanese all'africano. Ma a prescindere dai ruoli e dalle categorie in cui spesso ci incaselliamo, li eravamo desiderosi di costruire una città migliore. Don Ciotti ci ha detto che dobbiamo stare attenti a trasformare le differenze in resistenze – ha concluso- . E per noi che lavoriamo da mesi a questo appuntamento, vedere tutte queste differenze incontrarsi, confrontarsi, sostenersi, scambiarsi esperienze, stringere legami e stare "vicini", è sicuramente la più grande soddisfazione”.

Straordinaria l’esperienza d’arte vissuta lungo la via Fiammingo, grazie alle tele del fotografo catanese Giovanni Ruggeri, con la collaborazione di WonderTime, che in una galleria all’aperto, ha esposto dei meravigliosi volti, che hanno raccontato esperienze.

Non per ultimo, il lavoro encomiabile svolto da tutte le associazioni: Centro Servizi Volontariato Etneo, Caritas Diocesana Di Catania, Volontari Ospedalieri Italiani, Generazione Ypsilon, Katane Lab, Associazione Cappuccini, Fondazione Ebbene, C’era domani Librino, Acli, Sism (Smile X-Project), Piccole Creazioni, Emergency Catania, Agesci Zona Etnea, Talità Kum, Centro Astalli, Manitese Sicilia, Nuova Acropoli , Terra Amica, Città Insieme, Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Casa Di Maria, Coop. Soc. Ara, Homoweb, Pop Up Market Sicily, Croce Rossa Italiana, Miastenia onlus, Pax Christi, Integra, Associazione Spazio Creativo e Solidale, Avis, Atlas Onlus, Rabbunì, Centro Italiano Paralimpico, Agesci Catania 9, Accompagnare La Genitorialità Onlus, Compagnia Ouroboros, Redazione Controverso, Cooperazione paesi emergenti, Cooperativa Prospettiva, Fondazione Telethon , Life Onlus , Locanda Del Samaritano, Associazione Nike, Opera Diocesana Assistenza, Legambiente, Salesiani Per Il Sociale, Tai Chi Chuan di Alberto Sapienza, Tersicula, Kids Trip, WonderTime Catania, Greenpeace, Cooperativa Mosaico, Associazione Satori, Sud Press, Associazione Koinè,  Società Dante Alighieri comitato di Catania, Humanity Onlus, Io sto con Greta, Trame di Quartiere, Coop Alleanza 3.0, Fratres consiglio provinciale di Catania, Associazione Panificatori e Associati Sicilia, Istituto Emilio Greco.

Raccontare tutto questo non è semplice, ma è doveroso esserci. Vi aspettiamo il prossimo anno!

Dal Medioevo al ‘900: secoli di storia della moda  in passerella a Palazzo degli Elefantì nel salone Bellini. Gli abiti, provenienti dalla collezione dal Museo del Costume del settore Moda dell’Istituto di Istruzione Superiore “ Marconi-Mangano” di Catania con sede nell’Istituto professionale Lucia Mangano, erano indossati da studentesse e studenti dello stesso Istituto. La collezione. che attualmente conta circa 50 modelli, è nata dall’esigenza di costruire nella sezione moda una memoria tangibile dell’evoluzione dell’abito nella storia.

Il progetto è partito negli anni Novanta e si è realizzato grazie al lavoro degli studenti guidati dai docenti del settore moda dell’Istituto e con il contributo di noti atelier catanesi.

La presentazione dei costumi è iniziata con abiti medievali e passando per il Rinascimento, il Barocco, il Settecento, l’Impero e l’Ottocento si è arrivati alla “ Belle Epoque”  e agli anni Cinquanta. La colonna sonora che accompagnava i costumi in passerella ne sottolineava l’epoca, quindi musica medievale, rinascimentale, barocca, fino al valzer e al Charleston. Gli ultimi modelli, anni Cinquanta hanno sfilato sulle note di “ A Summer Place”  colonna sonora del film “Scandalo al Sole”.

L’uscita dei modelli è stata accompagnata dalla lettura di interessanti didascalie inerenti la storia della moda.

Le acconciature e il trucco sono stati curati dagli studenti del settore “Benessere” del medesimo indirizzo di studio attivo nel plesso “Mangano”. 

All’evento culturale, patrocinato dal Comune di Catania hanno assistito il sindaco Salvo Pogliese, il dirigente scolastico Egidio Pagano e un numeroso pubblico che ha sottolineato con calorosi applausi l’uscita dei modelli storici.

L’intera collezione degli abiti presentata a Palazzo degli Elefanti,  può essere visitata, su richiesta telefonica, nel Museo del Costume allestito all’interno dell’Istituto “Lucia Mangano” di Catania in via Befana 12/C.

 

 

Cinquantatré milioni e mezzo di fondi europei Po Fesr 2014-2020 assegnati alle città di Catania e Acireale per investimenti territoriali integrati (iti) nello sviluppo di progetti di crescita urbana sostenibile.
L'attività di coalizione tra le due città, che ha portato al finanziamento e alla definizione della fase operativa dei progetti dell'Agenda urbana europea, è stata illustrata nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti dal sindaco di Catania, Salvo Pogliese, e dal primo cittadino di Acireale, Stefano Alì. Erano presenti gli assessori del comune di Catania alle Politiche comunitarie, Sergio Parisi, ai Lavori Pubblici, Pippo Arcidiacono, alle attività Culturali, Barbara Mirabella e,  per il comune di Acireale, l'assessore Carmelo Grasso,  rappresentanti degli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri oltre a dirigenti e funzionari preposti dei due enti, a partire dall'ingegnere Fabio Finocchiaro che guida lo staff dell’Autorità Urbana di Catania.
La strategia di coalizione Catania e Acireale, proposta dalla Regione siciliana sulla base del regolamento europeo per i fondi di sviluppo regionale, è stata varata dalla giunta Pogliese il 13 dicembre 2018, mentre il sistema di gestione centrale, propedeutico alla fase operativa, è stato deliberato lo scorso 19 marzo. Nei prossimi giorni l'Iti firmerà la convenzione con la Regione siciliana per l'avvio dei progetti, che utilizzeranno fondi Fesr e Fse. 
L’obiettivo principale dell'iniziativa riguarda la modernizzazione dei servizi a favore dei cittadini, al fine di rendere i due centri maggiormente attrattivi, innovativi, ma anche accoglienti e attenti al disagio sociale. Le due amministrazioni comunali hanno scelto di investire i circa 53,5 mln di euro, dei quali 42.013.331 assegnati a Catania e 11.470.180 ad Acireale, nei seguenti ambiti: Servizi digitali (Catania), Efficientamento energetico e mobilità sostenibile (Catania-Acireale), Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale (Catania), Inclusione sociale (Catania-Acireale).
“Abbiamo unito – ha detto Pogliese -  le nostre energie e il nostro impegno a favore di un progetto di grande valenza che porterà importanti benefici per i cittadini. Tra i settori coinvolti ci sono la mobilità, con la realizzazione della pista ciclabile sino ad  Aci Castello e quindi Acireale, l'acquisto di nuovi autobus possibilmente elettrici, la digitalizzazione dei servizi, attività di inclusione sociale e  di tutela del patrimonio culturale. Due amministrazioni comunali che lavorano nell’interesse comune di offrire migliori servizi ai cittadini del territorio”.
“Ringrazio il sindaco Pogliese  - ha detto Alì - per aver organizzato un incontro congiunto a conferma della stretta sinergia che si è venuta a creare tra le nostre amministrazioni. Il tema della collaborazione è fondamentale per raggiungere obiettivi importanti, soprattutto in campi come quello della mobilità che consentirà di avvicinare ancora di più le città di Acireale e Catania”. 
“Dietro a tutto questo - ha affermato l’assessore alle politiche comunitarie di Catania Sergio Parisi - c’è un grande lavoro di squadra da parte dello staff che si occupa dei finanziamenti comunitari, tra l’altro effettuato in specifici e complessi settori, quali sono quelli dei fondi europei e strutturali. Ottenuto il finanziamento, adesso si passa alla fase d’attuazione dell’Agenda Urbana con la concreta realizzazione dei progetti”.
“Questo dell'Agenda urbana -ha detto l’assessore ai fondi europei del comune di Acireale Carmelo Grasso- è un progetto straordinario, che ha la capacità di concretizzare la realtà dell'area metropolitana e di connettere i territori che hanno così la possibilità di utilizzare uno strumento eccezionale per entrare in relazione e lavorare proficuamente”.
Questi i piani di intervento che interessano Catania, elaborati seguendo le linee strategiche determinate dall'Unione europea:
Agenda digitale: software per la realizzazione di rete in backoffice delle direzioni dell'Ente, accesso a banche dati pubbliche nazionali (WiFi);
Mobilità ed efficientamento energetico: efficientamento di edifici comunali, interventi in prossimità delle piste ciclabili, collegamenti intermodali, acquisto bus, realizzazione di automazione per integrazione biglietti mezzi pubblici (Amt + Metro), pista ciclabile Ognina Acireale (Catania fino ad Aci Castello), infrastrutture di contorno ed integrazione rete interna ciclabile;
Tutela e valorizzazione delle risorse naturali e turistico-culturali: nuovi sistemi di fruizione dei siti culturali e percorsi culturali attraverso la digitalizzazione;

Inclusione sociale: ristrutturazione alloggi popolari esistenti, servizi per l'inclusione sociale.

Parcheggio in doppia fila o sulle rampe di passaggio, attraversamenti pedonali poco sicuri, assenza di percorsi tattili e semafori sonori, scarso uso sociale degli spazi, disturbo della quiete pubblica. Non è difficile riconoscere in queste immagini il disordine urbano di molte aree di Catania. Eppure basta prevedere e progettare percorsi tattili, aree info braille, semaforo a chiamata con linguaggi LIM e PECS, pulsanti a misura di carrozzina, dispositivi sonori per non udenti, per avere una R.A.M., cioè una Rete Accessibile Minima, che renda la città dell’Elefante protagonista di un cambiamento radicale sul piano civile, sociale, culturale, urbano e architettonico. Presupposti che sono stati al centro del workshop “Catania Città Accessibile a tutti – Insuperabile Catania”, che ha visto studenti universitari e professionisti progettare masterplan per riqualificare il cuore storico e metropolitano del capoluogo etneo in ottica inclusiva, per garantire a cittadini e visitatori pari dignità e opportunità.

Trenta partecipanti suddivisi i cinque team che, per tre giorni consecutivi, hanno elaborato le proposte progettuali nelle sedi degli Ordini e delle Fondazioni degli Architetti e degli Ingegneri, affiancati dai resident e dai tutor degli enti organizzatori (tra cui anche Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania e Centro Nazionale di Studi Urbanistici) e patrocinatori (Comune di Catania, Inu Sicilia, Adi Sicilia, Biennale Spazio Pubblico).

«L’accessibilità è un tema legato non solo ai diversamente abili ma a tutti coloro che fruiscono della città, compresi noi stessi – ha affermato il presidente degli Architetti Alessandro Amaro – perché riguarda la qualità, l’efficienza e la democrazia del territorio, che deve essere vissuto senza distinzioni». «Per la prima volta, in una grande città come Catania – ha continuato il presidente degli Ingegneri Giuseppe Platania – affrontiamo questo argomento proponendo progetti possibili che facciano da input al redigendo Piano Regolatore Generale. L’accessibilità urbana è una questione che va percepita dalle istituzioni che amministrano». Non a caso, alla chiusura del workshop – svoltasi ieri (17 maggio) nell’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) – è intervenuto il sindaco Salvo Pogliese accompagnato dall’assessore Giuseppe Arcidiacono, «a conferma della sensibilità dell’Amministrazione comunale al tema e del rapporto sinergico con i professionisti».

Presenti il direttore del Dicar Enrico Foti e il docente Paolo La Greca – anche nelle vesti di presidente del Centro Nazionale Studi Urbanistici e di Inu Sicilia – che hanno sottolineato il giudizio positivo sugli esiti dell’iniziativa: «Una città accessibile più funzionale e attenta alla qualità urbana, nonché competitiva anche dal punto di vista turistico».

«Non basta solo progettare, il cambiamento inizia anche dai comportamenti quotidiani. Da cittadini dobbiamo fare la nostra parte, anche sforzandoci di comprendere il punto di vista dei soggetti più fragili» ha dichiarato il presidente della Fondazione Ingegneri Mauro Scaccianoce; mentre il segretario della Fondazione Architetti Fabrizio Russo ha ribadito «la necessità di ridurre gli spazi riservati alle auto per poter liberare superfice destinata alla mobilità dolce per i pedoni».

Ricchissimo il parterre di autorità ed esperti, intervenuti a vario titolo e moderati da Gaetano Manuele, ideatore e coordinatore dell’intero progetto “Insuperabile Catania”, anima organizzativa del workshop insieme al segretario degli Ingegneri Giuseppe Marano, al consigliere degli Architetti Giuseppe Messina. Questi invece i resident che hanno affiancato i gruppi di lavoro: Luca Barbarossa, Carlo Colloca, Sebastiano D’Urso, Sonia Grasso, Michele Marchese, Luigi Patitucci.

Prima della premiazione dei cinque progetti, nel corso della sessione mattutina sono intervenuti tra gli altri: Alessandro Bruni (presidente Inu Umbria e coordinatore “Città Accessibili”), Fabio Finocchiaro (responsabile Catania PON Metro), Giuseppe Inturri (delegato del Rettore Unicit per la Mobilità), Luca Barbarossa (segretario Inu Sicilia), Massimo Oliveri (presidente Cinap), Antonino Giuseppe Nigro (funzionario tecnico Unict); mentre alla tavola rotonda pomeridiana hanno preso parte anche Biagio Bisignani (direttore Ufficio comunale Urbanistica), Salvo Bazzano (vicepresidente Fondazione Ingegneri), Andrea Toscano (componente Fondazione Architetti).

  

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