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Mercoledì, 20 Novembre 2019

Un evento all'insegna del percorso educativo per conosce e rispettare il mare e le sue risorse. Tutto questo è “Giovani in Blu”: un percorso di crescita umana e professionale rivolto agli studenti dell’istituto statale di istruzione superiore Duca degli Abruzzi” di Catania. Da qui la firma di un protocollo d'intesa che costruirà una rete di collegamenti tra alunni, imprese e istituzioni. “ Parliamo di realtà diverse ma che vogliono realizzare un impegno comune- dichiara la dirigente dell’istituto “Duca degli Abruzzi” di Catania Brigida Morsellino- il tutto per la crescita, la sperimentazione e la formazione dei nostri ragazzi. Faremo scuola nel mondo reale e non solo all'interno delle quattro pareti di una classe. Tutto questo per costruire con lungimiranza e formare così i professionisti del domani”. “Non solo con il Mare ma per il Mare”. Questo è il motto del progetto che ha visto in prima linea i professori Paolo Bonanno, Alessandro Costarelli, Cristina Bellissima, Filippo Occhino e Mauro Porto. Alla conferenza introduttiva, tenutosi nell'aula Magna del Politecnico del Mare, si sono alternati gli interventi dei rappresentanti delle imprese, delle istituzioni e delle associazioni “Isfoter”, “Ittica Siciliana”, “Dibo”, “Maas”, “Testa Giuseppe”, “Testa 2.0”, “Futura Prima”, “Pescaturismo Lachea”, Wwf, “Marecamp”, “Mare Vivo”, Città Metropolitana di Catania, Confcommercio e Fipsas. Finita la fase introduttiva i presenti hanno firmato il protocollo di intesa e ricevuto particolari riconoscimenti da parte degli studenti del Nautico.

Si scende una ripida scala e sotto si apre un ambiente del tutto inaspettato. Siamo sotto la chiesa di San Giuseppe al Transito, vicino Castello Ursino, nell’antico quartiere ebraico: qui un tempo c’era uno di torrioni dello stadio romano, poi trasformato nel Medioevo in accesso alla città, la celebre Porta della Decima, sotto cui si versava il dazio (un decimo del raccolto) al sovrano. Qui sotto passarono anche i catanesi ribelli al re Federico, sorta di Forche Caudine: alcune tracce dell’antica porta restano sulla fiancata settentrionale dell’edificio. E’ una chiesa antica, San Giuseppe al Transito, e persino i catanesi scopriranno – questo weekend e il prossimo, venerdì e sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19 con Le Vie dei Tesori in collaborazione con Acquedotte - la misteriosa cripta settecentesca, con i “colatoi” ancora integri, per l’essiccamento dei cadaveri. Poco lontano, la chiesa di Santa Maria dell’Aiuto (aperta venerdì e sabato dalle 9 alle 12 e dalle 16,30 alle 19, domenica dalle 9 alle 11 e dalle 16,30 alle 18,30) ha una storia particolarissima: ospita un’icona della Madonna col Bambino che la devozione popolare vuole miracolosa: fino al terremoto, la Madonnina era in una teca sulla strada, ma non era sicura anche perché troppa gente si fermava per chiedere miracoli; fu quindi trasportata dentro la chiesa che era inizialmente intitolata ai SS. Pietro e Paolo, che furono così “spodestati”. In un vano rettangolare attiguo, sorge la cappella della Madonna di Loreto, fatta costruire nel 1740 dal canonico Giuseppe Lauria; ospita il modello della Casa Santa della Madonna a Loreto, realizzata con argilla impastata dalla polvere spazzata per devozione dai fedeli. Tradizione vuole che la Santa Casa sia stata trasportata in volo dagli angeli da Nazareth a Loreto, e per questo motivo papa Benedetto XV nominò la Beata Vergine di Loreto "patrona di tutti gli aeronautici”.

Sono soltanto due dei cinquanta siti che Catania aprirà in questo quarto (e penultimo) weekend de Le Vie dei Tesori, da venerdì 25 a domenica 27 ottobre, forte degli oltre 15mila visitatori che hanno affollato i luoghi (ma anche le numerose “esperienze” nei primi tre fine settimana del festival. Sarà un fine settimana pienissimo: si potrà percorrere un viaggio nella tradizione di sant’Agata toccando tutti i siti noti ai devoti: da San Placido, che inglobò i ruderi di quella che era considerata la casa natale della vergine martire, a Sant’ Agata La Vetere, che fu la prima cattedrale di Catania e dove furono conservate le reliquie della santa, fino a Sant’Agata al Carcere, dove tradizione vuole che fu rinchiusa la giovinetta prima del martirio. Sarà l’ultimo weekend disponibile per visitare l’Anfiteatro romano, il “colosseo nero”, come lo chiamano i catanesi, che per imponenza è secondo soltanto all’originale romano. Da non perdere, inoltre, l’Ipogeo romano, una delle poche tombe monumentali di età romana imperiale che ancora si possono ammirare a Catania. Ultima possibilità anche per la Biblioteca Regionale (la più antica della Sicilia) con i suoi 450 mila tra incunaboli, manoscritti e  cinquecentine, aperta solo venerdì e domenica; per visitare l’imponente e sfarzoso Palazzo Manganelli, assolutamente tra i siti più amati del festival (incantò Visconti che qui volle girare scene del suo “Gattopardo”), disponibile solo domenica. Venerdì e sabato sono aperte anche le Ciminiere dove si aggiungono a sorpresa le antiche raffinerie: alle tre distinte collezioni museali - si passa dalle mappe e carte geografiche rinascimentali alle “pizze” e locandine d’epoca al Museo dello Sbarco, dove vive un pezzo di storia – si aggiunge infatti anche la struttura della raffineria dello zolfo edificata nel 1830. Sarà una tour che consentirà un'interessante immersione in un esempio di archeologia industriale: dalle antiche vasche di sublimazione dello zolfo da cui svettano le antiche ciminiere al progetto di recupero ai fini culturali voluto dall'architetto Leone che pensò di sfruttarne i volumi come spazi multifunzionali.

Ultimo weekend anche per il Cutelli, il convitto per “giovini e nobili signori” Tra i luoghi e l’esperienze su prenotazione, tornano poi per l’ultimo sabato le visite teatralizzate sulla cupola della Badia di Sant’Agata, percorrendo il camminamento segreto delle monache, oppure si può gustare un calice di rosè Planeta al tramonto. Tra i luoghi su prenotazione non perdete la possibilità di salire all’inaccessibile cantoria e da lì, alla terrazza del monastero di San Giuliano; visitare il museo Diocesano arrivando sui camminamenti di Porta Uzeda oppure scendere nelle antiche terme romane sotto piazza Duomo; meravigliarsi di fronte ai 78 “falsi” d’autore di Centuripe che il famoso archeologo Guido Libertini volle esporre tra i reperti del Museo di archeologia dell’Università (aperto però soltanto venerdì).

Senza dimenticare che da Palermo partono i Viaggi dei Tesori alla scoperta di Catania. Ogni weekend del festival, in compagnia di una guida esperta che conosce tutti i segreti nascosti tra vicoli e piazze, una notte indimenticabile in un palazzo storico, due snack alla scoperta dello street food catanese e una cena da non perdere. Sempre da Palermo, infine, e solo domenica, ultima occasione per prendere il bus che vi accompagnerà nel capoluogo etneo per rientrare in serata.

COME PARTECIPARE

Un coupon da € 12 è valido per 10 visite, uno da € 6 è valido per 4 visite e un coupon da € 2.50 per un singolo ingresso a scelta tra i luoghi del circuito. Per i luoghi su prenotazione (€ 3.50) e le esperienze (€ 5), occorre acquisire il relativo coupon sul sito web de Le vie dei tesori. Se restano posti liberi, saranno disponibili all’ingresso del sito. A tutti coloro che acquisiranno i coupon verrà inviata per mail una pagina dotata di un codice QR, come una carta d’imbarco. La pagina con il codice dovrà essere stampata e mostrata all’ingresso dei luoghi. Chi vorrà, potrà fare a meno di stamparla e potrà mostrarla sul proprio smartphone o tablet. I coupon da 10 e 4 visite sono disponibili pure nell’ hub in via Etnea in tutti i giorni della settimana (all’altezza dell’ingresso di Villa Bellini), alla cripta di Sant’Euplio e alla grotta dell’Amenano nei giorni di venerdì, sabato e domenica e - venerdì e sabato, negli orari di apertura - alla Cattedrale. Le visite al museo di archeologia, all’orto Botanico e al monastero dei Benedettini vanno prenotate 48 ore prima. A Catania sono validi i coupon precedentemente acquistati per partecipare al Festival ad Acireale.

 

La fotografia dell’attività dei Consorzi Stabili in Italia restituisce l’immagine di un fenomeno sempre più significativo nel settore delle costruzioni. Sebbene i dati statistici del 2018 rilevino operative soltanto 261 aggregazioni su 635 esistenti, questo 41% ha registrato un fatturato di oltre 5milioni e 200mila euro, un milione in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, i consorzi attivi includono in media il doppio delle imprese rispetto a quelli inattivi. La Sicilia segue alla lettera questa tendenza: su 47 consorzi stabili presenti nell’Isola ne sono attivi 22 ma rappresentano 294 aziende, mentre ai 25 inattivi ne appartengono 119.

In altre parole, laddove l’unione è maggiore cresce la forza competitiva delle strutture consortili. Non a caso, “Unione” si chiama l’organo istituzionale di rappresentanza  (UCSI – Unione Consorzi Stabili Italiani) e “Uniti si cresce” s’intitola il convegno nazionale che si è svolto a Catania ieri pomeriggio (18 ottobre).

Ma il tema è molto dibattuto tra gli addetti ai lavori perché se da un lato c’è chi crede fermamente nell’opportunità di consorziare le piccole e medie imprese per competere negli appalti pubblici, dall’altro lato c’è chi ne evidenzia l’aspetto concorrenziale nei confronti delle singole imprese. 

«Siamo di fronte a un nuovo modello d’impresa che ha cambiato lo scenario del comparto edile – ha affermato Giuseppe Costantino, organizzatore del convegno e CEO del Consorzio Stabile Agoraa – L’offerta produttiva del mercato dei Lavori Pubblici, a fronte di una domanda che negli ultimi dieci anni si è ridotta a causa del 50 per cento in meno degli investimenti in opere pubbliche, ha trovato nella struttura consortile un modo di reagire alla crisi. Consideriamo inoltre che le imprese ancora presenti sul mercato costituiscono realtà ancora più piccole rispetto al passato».

Il presidente dell’Ance di Catania Giuseppe Piana esprime in merito una posizione di mediazione: «Il Consorzio Stabile è senza dubbio un’opportunità importante, ma è chiaro che le imprese che si affidano devono possedere requisiti che diano serietà all’aggregazione. La stabilità del Consorzio deve innanzitutto essere frutto delle responsabilità di ciascuna impresa. La dicotomia con le grandi aziende è sentita, ma in realtà si tratta di due approcci differenti al mercato, ciascuno con le proprie peculiarità. Sono convinto che l’equilibrio è alla base di qualsiasi progetto economico».

In rappresentanza della Regione Siciliana sono intervenuti il capo di gabinetto dell’assessorato alle Infrastrutture Ettore Foti, che si è soffermato sul procedimento delle gare d’appalto e su alcuni criticità da correggere per accelerare i tempi, come gli interventi sul sistema d’apertura delle buste; e Maurizio Croce (soggetto attuatore per il dissesto idrogeologico in Sicilia) il quale ha soprattutto sottolineato la difficoltà del governo regionale a spendere i fondi per la carenza di progettazione.

Dopo l’introduzione del presidente dell’Ucsi Franco Vorro sono seguite le relazioni di: Gaetano Vecchio (presidente “Gruppo PMI Internazionale” Ance nazionale) che ha illustrato la presenza delle imprese italiane all’estero e le potenzialità e il ruolo che possono svolgere i consorzi stabili; Eleonora Iannace (componente Consiglio direttivo Ucsi), la quale ha esposto i dati statistici; Mariano Maggi (founding partner MMZ studio legale) che ha affrontato gli aspetti relativi alla contabilizzazione dei lavori e dei ritardi delle amministrazioni, ma anche agli strumenti a tutela delle imprese; e Luigi Corea (responsabile area controlli tecnici e formazione specialistica Dirextra), cha ha chiuso gli interventi trattando il tema delle riserve dell’appaltatore. Numerosi gli interventi da parte dei partecipanti in platea per approfondire aspetti specifici dei singoli interventi.

Cresce in maniera esponenziale l’ottobrata zafferanese che, per la terza domenica consecutiva, raccoglie un altro successo di pubblico, con la partecipazione di oltre 50 mila persone.

Complice la bella giornata di sole, la mostra mercato più importante del Sud Italia, non smentisce la sua fama nell’essere culla, dei migliori prodotti della Sicilia:  miele, mele dell’Etna nelle svariate qualità di “cola”, “mela cola” e “delizioso bianco rosso”, funghi, uva e castagne cotte a puntino sulla brace.

Straordinario il lavoro svolto in queste domeniche dal comitato organizzatore dell’omonima manifestazione, che in collaborazione con il comune, coinvolge i commercianti locali, per creare sviluppo economico che possa favorire, specie in questa 41esima edizione, la rinasciata del territorio, dopo il terremoto del 2018.

“È stata un’ottobrata super affollata con un tempo meraviglioso – ha commentato il sindaco, avv. Salvo Russo – che ha permesso a tanti turisti, famiglie e giovani di venire nella nostra città per una bellissima passeggiata all’insegna del gusto, della tradizione, della cultura e dell’arte. Stiamo già lavorando per l’ultima domenica che vi riserverà molte sorprese”.

Letteralmente presi d’assalto gli oltre 80 stand, lungo tutto il cicurito da via Roma, a piazza Cardinale Pappalardo fino all’ex campo sportivo dove si trova la nuova area food gourmet, allestita dalla èxpo, azienda leader nell’organizzazione di eventi nazionali, che ha registrato un record di presenze.

Sulla tavola dei sapori gli “straccetti di maiale e pollo con mele”, piatto di punta della settiamana, la pasta al sugo di maialino, la caponata siciliana, il risotto ai funghi e gli immancabili panini con salsiccia o hamburger.

E poi ancora le bontà dolciarie, dalle foglie di te, al tradizionale biscotto “sciatore”, ricoperto di glassa al cioccolato, dal cannolo ripieno di ricotta cosparso di pistacchio fino alle tortine alle mele, le ciambelle e la cassata.

Un tripudio di sapori anche per le prelibatezze gluten free con la presenza di AiC Sicilia, che all’interno del suo info point, ha fornito tutte le informazioni relative alla celiachia.

Un evento da guinness, raccontato anche dalla trasmissione di Rai Uno, “La vita in diretta”, che ha selezionato le immagini più evocative della kermesse del gusto, intervistando alcuni dei più antichi maestri artigiani, come il pasticciere Alfio Leonardi e la pittrice Nonna Chiarenza. che alla veneranda età di 85 anni, e da 5 generazioni, dipinge i carretti siciliani.

Divertimento puro e tanti sorrisi, tra musica e qualità, grazie al contributo di “Pasta Etna” di Alberto Poiatti, la pasta ufficiale dell’ottobrata 2019, il gruppo Arena Deco, che si è occupato di fornire le materie prime, così come i formaggi della famiglia Zappalà, in tutte le loro varianti. Grande attenzione all’ambiente, con stoviglie monouso 100% biodegradabili, compostabili e riciclabili, grazie all’azienda “green” TU SI BÌO e ad un processo di smaltimento differenziato dell’olio grazie a Sicilgrassi.

Ad impreziosire la manifestazione, gli spettacoli sul palco di piazza Cardinale Pappalardo e quelli solidali a cura di Telethon Catania, in collaborazione con Asi, nell’area food gourmet . E di sera tutti a ballare con la musica del “Gatto e la volpa” e il dj set di Lucio Pappalardo.

A condire la kermesse dei sapori, gli chef Gaetano e Vincenzo Quattropani, della Valentino Catering and Events, che hanno fatto meraviglie ai fornelli anche in magnetici cooking show, utilizzando solo prodotti made in Sud.

 

 

Bullismo, cyberbullismo e cybercrime. Il cyber bullismo è la manifestazione in Rete di un fenomeno più ampio e meglio conosciuto come il bullismo. Con il termine cyber-crime, invece, si fa riferimento ai crimini che, in qualche modo, coinvolgono le tecnologie informatiche. Ma quali sono le categorie di cybercrime più conosciute e quali sono le conseguenze sulle vittime? Quali le caratteristiche del cyberbullismo, un reato che di cui si sente sempre più spesso parlare? Se ne è discusso con gli studenti delle terze classi, dell'istituto comprensivo Dusmet - Doria di Catania insieme al sostituto procuratore della Repubblica, dott. Andrea Norzi, relatore dell'incontro organizzato dall'associazione nazionale antimafia Alfredo Agosta con il sostegno dei referenti della legalità della scuola.

L'obiettivo dell'incontro è stato quello di mettere in guardia gli studenti, perché non si rendano artefici di violenze fisiche o verbali oppure ne diventino vittime. Né nella vita quotidiana né sul web. Nell'aula “Cineforum” dell’istituto è intervenuto il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Catania, dott. Andrea Norzi. Il magistrato ha spiegato ai ragazzi le fattispecie criminose del bullismo, del cyberbullismo e del cybercrime, illustrando anche alcuni casi realmente accaduti nelle scuole. Ma soprattutto ha parlato delle conseguenze che questi fenomeni, o meglio questi reati, producono: emarginazione ed esclusione, che interferiscono certamente nella crescita di una personalità in fieri come quella di un giovane adolescente. «Mi piace - ha affermato il sostituto procuratore - l'idea che rappresentanti della legalità come magistrati e forze dell'ordine vadano nelle scuole a incontrare i ragazzi per far comprendere loro il significato delle loro azioni e le conseguenze. I ragazzi senza rendersene conto commettono fatti penalmente rilevanti».

Da sempre l'associazione Agosta porta avanti il progetto di un dialogo costruttivo tra istituzioni e giovani. «Siamo sempre impegnati in prima linea negli incontri con le scuole con dedizione - ha spiegato Giuseppe Agosta, rappresentante dell'associazione, figlio del maresciallo ucciso dalla mafia nel 1982 - mettendoci tutto il nostro impegno. Oggi ci sono fenomeni di bullismo e di aggressioni varie dovute a questo modo di comportamento tra i giovani. E' importante spiegare loro che il rispetto deve essere condiviso e reciproco».

Presente anche la professoressa Agata Vinciguerra, referente alla legalità dell'istituto comprensivo e coordinatrice dell'incontro, che punta da sempre sul dialogo tra i portavoce della giustizia e i giovani perché imparino dal passato per non commettere errori in futuro. «Già da otto anni ci occupiamo in questa scuola con molta fermezza dei temi della legalità» conclude la professoressa Vinciguerra, referente del progetto legalità dell'istituto Dusmet - Doria. «Quest'anno stiamo inaugurando questo percorso di legalità proprio con l'associazione Agosta con cui siamo legati in maniera particolare da diversi anni. Oggi il problema del cyberbullismo è diventato importante, ci lavoriamo molto e con questi incontri cerchiamo di offrire ai ragazzi gli strumenti per potersi difendere».

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