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Mercoledì, 19 Giugno 2019

Dal Medioevo al ‘900: secoli di storia della moda  in passerella a Palazzo degli Elefantì nel salone Bellini. Gli abiti, provenienti dalla collezione dal Museo del Costume del settore Moda dell’Istituto di Istruzione Superiore “ Marconi-Mangano” di Catania con sede nell’Istituto professionale Lucia Mangano, erano indossati da studentesse e studenti dello stesso Istituto. La collezione. che attualmente conta circa 50 modelli, è nata dall’esigenza di costruire nella sezione moda una memoria tangibile dell’evoluzione dell’abito nella storia.

Il progetto è partito negli anni Novanta e si è realizzato grazie al lavoro degli studenti guidati dai docenti del settore moda dell’Istituto e con il contributo di noti atelier catanesi.

La presentazione dei costumi è iniziata con abiti medievali e passando per il Rinascimento, il Barocco, il Settecento, l’Impero e l’Ottocento si è arrivati alla “ Belle Epoque”  e agli anni Cinquanta. La colonna sonora che accompagnava i costumi in passerella ne sottolineava l’epoca, quindi musica medievale, rinascimentale, barocca, fino al valzer e al Charleston. Gli ultimi modelli, anni Cinquanta hanno sfilato sulle note di “ A Summer Place”  colonna sonora del film “Scandalo al Sole”.

L’uscita dei modelli è stata accompagnata dalla lettura di interessanti didascalie inerenti la storia della moda.

Le acconciature e il trucco sono stati curati dagli studenti del settore “Benessere” del medesimo indirizzo di studio attivo nel plesso “Mangano”. 

All’evento culturale, patrocinato dal Comune di Catania hanno assistito il sindaco Salvo Pogliese, il dirigente scolastico Egidio Pagano e un numeroso pubblico che ha sottolineato con calorosi applausi l’uscita dei modelli storici.

L’intera collezione degli abiti presentata a Palazzo degli Elefanti,  può essere visitata, su richiesta telefonica, nel Museo del Costume allestito all’interno dell’Istituto “Lucia Mangano” di Catania in via Befana 12/C.

 

 

Parcheggio in doppia fila o sulle rampe di passaggio, attraversamenti pedonali poco sicuri, assenza di percorsi tattili e semafori sonori, scarso uso sociale degli spazi, disturbo della quiete pubblica. Non è difficile riconoscere in queste immagini il disordine urbano di molte aree di Catania. Eppure basta prevedere e progettare percorsi tattili, aree info braille, semaforo a chiamata con linguaggi LIM e PECS, pulsanti a misura di carrozzina, dispositivi sonori per non udenti, per avere una R.A.M., cioè una Rete Accessibile Minima, che renda la città dell’Elefante protagonista di un cambiamento radicale sul piano civile, sociale, culturale, urbano e architettonico. Presupposti che sono stati al centro del workshop “Catania Città Accessibile a tutti – Insuperabile Catania”, che ha visto studenti universitari e professionisti progettare masterplan per riqualificare il cuore storico e metropolitano del capoluogo etneo in ottica inclusiva, per garantire a cittadini e visitatori pari dignità e opportunità.

Trenta partecipanti suddivisi i cinque team che, per tre giorni consecutivi, hanno elaborato le proposte progettuali nelle sedi degli Ordini e delle Fondazioni degli Architetti e degli Ingegneri, affiancati dai resident e dai tutor degli enti organizzatori (tra cui anche Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell’Università di Catania e Centro Nazionale di Studi Urbanistici) e patrocinatori (Comune di Catania, Inu Sicilia, Adi Sicilia, Biennale Spazio Pubblico).

«L’accessibilità è un tema legato non solo ai diversamente abili ma a tutti coloro che fruiscono della città, compresi noi stessi – ha affermato il presidente degli Architetti Alessandro Amaro – perché riguarda la qualità, l’efficienza e la democrazia del territorio, che deve essere vissuto senza distinzioni». «Per la prima volta, in una grande città come Catania – ha continuato il presidente degli Ingegneri Giuseppe Platania – affrontiamo questo argomento proponendo progetti possibili che facciano da input al redigendo Piano Regolatore Generale. L’accessibilità urbana è una questione che va percepita dalle istituzioni che amministrano». Non a caso, alla chiusura del workshop – svoltasi ieri (17 maggio) nell’Aula Magna del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) – è intervenuto il sindaco Salvo Pogliese accompagnato dall’assessore Giuseppe Arcidiacono, «a conferma della sensibilità dell’Amministrazione comunale al tema e del rapporto sinergico con i professionisti».

Presenti il direttore del Dicar Enrico Foti e il docente Paolo La Greca – anche nelle vesti di presidente del Centro Nazionale Studi Urbanistici e di Inu Sicilia – che hanno sottolineato il giudizio positivo sugli esiti dell’iniziativa: «Una città accessibile più funzionale e attenta alla qualità urbana, nonché competitiva anche dal punto di vista turistico».

«Non basta solo progettare, il cambiamento inizia anche dai comportamenti quotidiani. Da cittadini dobbiamo fare la nostra parte, anche sforzandoci di comprendere il punto di vista dei soggetti più fragili» ha dichiarato il presidente della Fondazione Ingegneri Mauro Scaccianoce; mentre il segretario della Fondazione Architetti Fabrizio Russo ha ribadito «la necessità di ridurre gli spazi riservati alle auto per poter liberare superfice destinata alla mobilità dolce per i pedoni».

Ricchissimo il parterre di autorità ed esperti, intervenuti a vario titolo e moderati da Gaetano Manuele, ideatore e coordinatore dell’intero progetto “Insuperabile Catania”, anima organizzativa del workshop insieme al segretario degli Ingegneri Giuseppe Marano, al consigliere degli Architetti Giuseppe Messina. Questi invece i resident che hanno affiancato i gruppi di lavoro: Luca Barbarossa, Carlo Colloca, Sebastiano D’Urso, Sonia Grasso, Michele Marchese, Luigi Patitucci.

Prima della premiazione dei cinque progetti, nel corso della sessione mattutina sono intervenuti tra gli altri: Alessandro Bruni (presidente Inu Umbria e coordinatore “Città Accessibili”), Fabio Finocchiaro (responsabile Catania PON Metro), Giuseppe Inturri (delegato del Rettore Unicit per la Mobilità), Luca Barbarossa (segretario Inu Sicilia), Massimo Oliveri (presidente Cinap), Antonino Giuseppe Nigro (funzionario tecnico Unict); mentre alla tavola rotonda pomeridiana hanno preso parte anche Biagio Bisignani (direttore Ufficio comunale Urbanistica), Salvo Bazzano (vicepresidente Fondazione Ingegneri), Andrea Toscano (componente Fondazione Architetti).

  

“Catania corre per Catania”, lo slogan che accompagna Corri Catania fin dal 2009, anno della prima edizione, si è davvero concretizzato. Il "popolo delle magliette bianche" ha vinto ancora e il tempo variabile non ha affatto rovinato la festa.

La Corri Catania prima “baciata” dal sole, poi bagnata per 15’ e, poi, ancora con il sole, ha fatto anche quest’anno centro.

Sono state oltre 34.000 le magliette consegnate dall’inizio del tour promozionale e in tanti, oggi, le hanno indossate per prendere parte a questa manifestazione che è ormai diventata binomio di sport e solidarietà ed esempio di una città che è capace di fare grandi cose con le giuste sollecitazioni.

Fin dal mattino piazza Università, con il riscaldamento guidato dalle Palestre Altair, ha accolto migliaia di catanesi di tutte le età, persone provenienti da tutta la Sicilia e tanti tanti turisti.

Un “fiume” di persone ha invaso fin dalle prime ore il capoluogo etneo; sotto il segno della solidarietà si sono uniti uomini, donne, ragazzi, bambini, anziani, disabili, istituzioni, sportivi e famiglie intere a sostegno del progetto “La Scuola della Nascita” all’Ospedale Garibaldi Nesima.

Alle 10,00 in punto la partenza con in prima fila S.E. il Prefetto di Catania, Claudio Sammartino; il Sindaco Salvo Pogliese, affiancato dall’Assessore allo Sport Sergio Parisi, dal Capo di Gabinetto Giuseppe Ferraro, dal Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Castiglione e da Stefano Sorbino, Comandante della Polizia Municipale; il Comandante provinciale dei Carabinieri, Raffaele Covetti; il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Antonio Nicola Quintavalle Cecere; il Vicario del Questore, Salvatore Fazzino; il Magg. Ezio Raciti del 62° Reggimento Fanteria Sicilia dell’Esercito; il Rettore dell’Università degli Studi di Catania, Francesco Basile; gli sportivi Maria Cocuzza, Orazio Arancio, Giuseppe Garraffo, Carmelo Barcella insieme ai due campioni del mondo Rossella Fiamingo (scherma) e Luca Dotto (nuoto) e ancora il Segretario Generale della Fidal, Fabio Pagliara; il presidente Federmedici Sportivi Sicilia, Genni La Delfa; Anna Cavallotto e i componenti dell’Associazione Carabinieri.

Al via anche i medici dell’Ospedale Garibaldi, in testa il Direttore Generale Fabrizio De Nicola, il direttore Sanitario Giuseppe Giammanco e il direttore del Dipartimento Materno Infantile Giuseppe Ettore; un nutrito gruppo della STMicroelectronics; numerosi studenti Erasmus, tante associazioni e tantissimi alunni e alunne delle scuole con i loro docenti e le loro famiglie.

“Siamo orgogliosi di aver fatto crescere una manifestazione che è entrata nel cuore di migliaia di persone – sottolineano gli organizzatori dell’asd Corri Catania – e le emozioni ogni anno sono sempre tante. Fin dalle prime edizioni abbiamo capito che la città aveva voglia di mettersi in moto e di diventare protagonista di un evento bello, sano e ricco di valori positivi”.

Un successo pienamente condiviso con le tante realtà che hanno collaborato alla piena riuscita dell’evento: “ringraziamo il Comune di Catania che con l’Ufficio Traffico Urbano e la Polizia Municipale, affiancata dagli uomini dell’Associazione Nazionale Carabinieri hanno garantito la massima sicurezza lungo tutto il percorso consentendo ai partecipanti di vivere una giornata serena lungo le strade di Catania. Grazie anche all’Esercito, con il 62° Reggimento Fanteria Sicilia che ha partecipato in massa all’evento e che, con il coordinamento del Maggiore Ezio Raciti, ha collaborato in modo spontaneo alle delicate fasi di partenza e alla Croce Rossa di Catania, guidata da Stefano Principato, sempre presente con professionalità ed efficenza, che ha messo in campo per l’occasione uno stuolo di uomini e mezzi. Un grazie particolare lo rivolgiamo alla Questura di Catania e a tutte le Forze dell’Ordine e di Sicurezza che per l’evento hanno adottato tutte le misure, le iniziative e gli interventi necessari a tutela dei partecipanti mantenendo serena e spensierata la domenica di Corri Catania”.

Questa è la Corri Catania, che unisce tutti per un unico obiettivo solidale che quest’anno è la «Scuola della Nascita» al Dipartimento Materno – Infantile dell’Ospedale Garibaldi Nesima, per dare vita a un’area polifunzionale per la preparazione al parto delle future mamme e per la gestione dei neonati.

“Un grande ringraziamento – concludono gli organizzatori – va ai partner della manifestazione Dais; Comer Sud; Ragazzini Generali; Strano; Mondo Convenienza; Turkish Airlines; Haus; Etnapolis; Bruno Euronics – Wiko; Mc Donald’s; Decò; IBL Banca; Rio Mare; STMicroelectronics; Gran Farmacia La Scogliera; Altair Club; Professionisti del Sorriso; Buy in Sicily; Cavagrande; Linker Pharma; Coldiretti; Powerade; Pan del Sole; Europolice; Arti Grafiche Leonardi e si estende a tutte le realtà, alle società sportive, ai club service, alle onlus e a ciascuno dei partecipanti che hanno condiviso l’evento”.

Al termine della corsa-camminata, dopo il ristoro, la mattinata è continuata sul palco di Corri Catania con la festa finale che ha visto ancora protagonisti gli istruttori dell’Altair e, sulle note del jingle della manifestazione si è svolta l’estrazione di premi simbolici tra i partecipanti; poi il momento degli auguri a tutte le mamme nel giorno a loro dedicato e, infine, l’applauso finale per il gruppo di Corri Catania che si è impegnato senza sosta per la piena riuscita dell’evento: Elena Cambiaghi, Giovanni Nania, Carmelo Prestipino, Roberta Caruso, Elvira Guglielmino, Andrea Caudullo, Ornella Intile, Agata Sangiorgio, Daniele Alosi, Viviana Bonanzinga, Leandro Sciuto, Daniele Marchese, Martina Denaro, Gaia Caruso, Manuela Grasso, Francesco Filia, Alessandro Marchese, Giusi Lanzanò, Daniele Zappalà e Danilo Pasqualino, “voce” dell’evento.

Nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio, l’associazione “Genius Loci” ha consegnato al sindaco Gino Ioppolo, quale rappresentante della città, quattro nuovi vasi in maiolica, realizzati da Vincenzo Vincenti, che sostituiranno a breve quelli danneggiati dai vandali lungo la bella balconata della via Roma. Insieme ai vasi, l’associazione ha donato pure tre pigne e un lampione. L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune.

Sono intervenuti alla cerimonia il presidente dell’associazione, Francesco Iudica (“Raggiungiamo così, con l’apporto di tutti i nostri soci – ha sottolineato il dott. Iudica – un ulteriore obiettivo del nostro programma finalizzato alla più piena valorizzazione della città”), l’assessore Concetta Mancuso, che ha evidenziato “l’importanza di sempre più fitti rapporti di collaborazione fra la scuola, le associazioni e le istituzioni”, e il sindaco Gino Ioppolo, che ha plaudito ai soci di Genius Loci, “capaci di atti concreti, che esprimono amore per la città e desiderio di spendersi per essa” e, di ritorno dalla “due giorni” di Faenza, anticipato alcune iniziative che, nei prossime mesi, interesseranno Caltagirone “nel segno della ceramica”. Infine Beatrice Barone, moglie dell’artista, ha ringraziato i presenti.

 

 

La crisi d’impresa è tra i principali temi giuridici del momento, fulcro di una riforma normativa che vuole dare una risposta concreta alla domanda che si pongono tutte le aziende di fronte al rischio di fallimento: come guarire dal malessere economico?

Il nuovo Codice – emanato con decreto legislativo del 12 gennaio 2019 n. 14 – prescrive le cure della “prevenzione” e della “diagnosi precoce”, cioè il rafforzamento dei sistemi di controllo e di allerta per intervenire tempestivamente prima che la situazione economica imprenditoriale si deteriori.

Il Notariato è tra le categorie professionali chiamate a esercitare tale funzione di monitoraggio, motivo per cui il Consiglio Distrettuale di Catania e Caltagirone ha approfondito l’argomento con i suoi iscritti e con altri professionisti interessati, in occasione del convegno di studio che si è svolto oggi (11 maggio) al Mercure Catania Excelsior.

«Il concetto di tutela e responsabilità dell’azienda che il decreto intende consolidare collima perfettamente con la nostra attività professionale – ha affermato il presidente del Consiglio Notarile Andrea Grasso – i primi provvedimenti in vigore ci hanno già coinvolti nel sistema, adesso ci prepariamo alle prossime scadenze, come per esempio la necessità di adeguare gli statuti delle società alle nuove norme».

Ha introdotto e moderato i lavori il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania e ordinario di Diritto commerciale Roberto Pennisi, che ha tracciato l’evoluzione culturale che caratterizza la riforma rispetto alla precedente legge fallimentare del 1942: «Dal punto di vista sociale ogni caso di crisi aziendale è solitamente stigmatizzato, come fosse vergogna dell’imprenditore incapace – ha detto – tuttavia ogni impresa ricorre fisiologicamente al debito, anche quando gode di salute economica. La nuova filosofia è quella di tutelare l’intero tessuto imprenditoriale già dalla comparsa delle prime sofferenze».

Il concetto di protezione si allarga anche ai creditori che vengono coinvolti, per i quali il decreto predilige una procedura di risanamento e di composizione della crisi – cioè acquisire una percentuale delle somme dovute – piuttosto che una procedura fallimentare come quella già conosciuta che assorbe, con le sue spese, le poche risorse rimaste all’azienda. Tale scenario è stato approfondito dal punto di vista tecnico dai due docenti universitari Pierpaolo Sanfilippo (ordinario di Diritto fallimentare presso l’Ateneo catanese) e Fabrizio Guerrera (ordinario di Diritto Commerciale all’Università di Messina).

Del caso specifico delle nuove forme di tutela per coloro che acquistano immobili da costruire si è occupato il componente del Consiglio Nazionale del Notariato Enrico Sironi, il quale ha specificato che «dal 16 marzo di quest’anno è obbligatorio l’atto notarile per il preliminare di vendita fra acquirente e costruttore».

È intervenuto inoltre il presidente dell’Ordine etneo dei Commercialisti Giorgio Sangiorgio, sottolineando il ruolo sempre più determinante del professionista nella prevenzione della crisi: «La riforma delle procedure concorsuali punta sui meccanismi di allerta per attenuare o neutralizzare il ritardo con cui le imprese segnalano la crisi, tuttavia le soglie impostate per l’obbligo di segnalazione dell’insolvenza non appaiono coincidenti con la realtà del tessuto imprenditoriale italiano».

Al convegno è intervenuto inoltre il responsabile dell’Area Sicilia del Credito Valtellinese Santo Sciuto, evidenziando il ruolo fondamentale degli istituti bancari nell’ambito dell’insolvenza aziendale.

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