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Martedì, 21 Maggio 2019

Una più stretta collaborazione fra il professionista e il giudice, e una maggiore incidenza del contraddittorio con i consulenti delle parti, tutto ottenuto in tempi brevi e senza il ricorso alla via giudiziaria.

Con il cambiamento normativo (decreto legislativo n.28 del marzo 2010) in materia di mediazione, attuata con l’intento di alleggerire i tribunali civili, il ruolo di conciliatore professionista viene ritenuto sempre più importante: all’interno di aziende o negli enti pubblici, negli studi professionali così come in quelli legali. La mediazione civile nel nostro ordinamento si arricchisce: la novità consiste nell’affidarla a organismi privati, purché assoggettati a forme di controllo da parte della pubblica amministrazione. La professione di conciliatore, dunque, oggi è in grado di aprire le porte ad aspetti lavorativi nuovi e interessanti, che coinvolgono tutti i professionisti. Una prospettiva di sbocco specialistico che coinvolge anche gli ingegneri che a parte la possibilità di dare una risposta concreta ai disaccordi di natura tecnica potrà rispondere anche alla risoluzione delle controversie.

 

Per trattare questi argomenti, lunedì 7 febbraio, alle 15.00, al President Park Hotel di Acicastello, la Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania con il patrocinio dello stesso Ordine - retti rispettivamente da Santi Maria Cascone e Carmelo Maria Grasso - organizza il seminario: “Io concilio. Conferenza sull’istituto della conciliazione: le nuove opportunità per l’ingegnere”.

«È un convegno propedeutico al corso di “Ingegnere conciliatore” che si svolgerà il prossimo mese di marzo – dichiara Cascone – e che avrà lo scopo di far conseguire ai partecipanti il titolo legalmente riconosciuto dal ministero della Giustizia (ai sensi del D.M. 222/2004 art.10 comma 5), che abilita immediatamente alla professione di conciliatore e favorisce l’accesso agli enti di conciliazione accreditati e alle più autorevoli strutture italiane di Giustizia civile Adr (Alternative Dispute Resolution)».

 

Durante il seminario saranno anticipati i temi propedeutici del corso, le competenze tecniche e specialistiche necessarie per svolgere tale attività. Dopo l’apertura dei lavori - affidata ai presidenti Grasso e Cascone, al segretario della Fondazione Alfio Grassi – il seminario proseguirà con la presentazione dell’iniziativa a cura del direttore del corso Giuseppe Mammana. Si parlerà dei vantaggi della conciliazione con la professionista Agata Grillo, della formazione del conciliatore con Francesca Mannino, componente del comitato scientifico del corso, mentre Alberto Giaconia, componente dell’Ordine degli avvocati di Catania tratterà il tema della conciliazione nelle aziende. Modereranno il seminario Alfonso Maggio, amministratore Mediacom, Life & Business Coach, e Giovanni Pampallona, componente del Consiglio della Fondazione e del comitato tecnico scientifico del corso.

 

Architetti

Fare sistema affinché l’esperienza di uno diventi l’esperienza di tutti. E’ questo l’obiettivo del nuovo Dipartimento Governo del Territorio (DGT) dell’Ordine degli Architetti di Catania, che ha riunito per la prima volta attorno a un tavolo i componenti delle Commissioni edilizie dei comuni della provincia etnea. «Un’iniziativa nata per far dialogare i professionisti delle pubbliche amministrazioni – spiega il presidente Gigi Longhitano – per offrire consulenza legale, per allineare procedure e istruzioni, con il fine di creare codici comuni su cui lavorare per rimettere in moto la macchina dell’economia locale. La spinta per superare questo momento di stagnazione, infatti, può e deve partire dai professionisti operanti e competenti in materia di trasformazione del territorio».

 

Per far questo, il coordinatore del Dipartimento Angelo Ricceri, ha elaborato un database informatico (che verrà aggiornato online dagli stessi iscritti) contenente i riferimenti dei 43 architetti componenti delle Commissioni edilizie provinciali, sviluppando un planning che prevede una plenaria semestrale e incontri mensili nei vari Comuni. Data la complessità ed estensione della provincia, il territorio è stato suddiviso in tre aree: pedemontana, metropolitana e calatina.

«Le Commissioni sono il braccio periferico, l’avamposto per comprendere criticità e potenzialità del territorio – ha spiegato Ricceri – grazie a questo lavoro oggi abbiamo un quadro completo che ci consentirà di proporre e produrre alternative utili per rispondere alle esigenze dei cittadini e del territorio». Dagli strumenti di previsione urbanistica alle linee-guida per i pareri consultivi; dalla tutela paesaggistica alla ricerca & sviluppo in materia energetica, «il Dipartimento – continua Longhitano – offrirà consulto in ambito legale, tecnico e soprattutto  deontologico, grazie all’apporto della Commissione in materia presieduta da Emilio Randazzo. L’Ordine etneo – che già dirige l’omologo Dipartimento della Consulta regionale, attraverso l’impegno dell’arch. Nuccio Russo - diventa così un’interfaccia territoriale per far convergere le istanze e convertirle in proposte istituzionali».

 

Presente all’incontro, anche l’arch. Giovanni Leone, membro della Commissione edilizia del Comune di Catania: «Siamo lieti per questa opportunità offertaci dall’Ordine – ha spiegato – grazie al Dipartimento, infatti, avremo modo di conoscerci, confrontarci e consultarci. Quello delle Commissioni edilizie è un tema davvero delicato, condizionato da ritardi, lungaggini burocratiche e strumenti ormai superati: basti pensare che all’interno del nostro regolamento edilizio (quello catanese, ndr) compare ancora il termine “potestà” e che paghiamo lo scotto di un PRG in attesa di essere attualizzato. Problemi che riguardano, con diverse prerogative, un po’ tutti i colleghi degli altri Comuni: criticità che su larga scala vengono aggravate da una disomogeneità territoriale che va a discapito della qualità».

 

«L’Ordine, quale catalizzatore di esigenze e urgenze – ha concluso Longhitano – continuerà a percorrere questa strada riunendo, tra un mese, gli architetti che hanno il ruolo di funzionari pubblici, per costruire un network al fine di elaborare piani di sviluppo reali e concreti».

Habita e sposa

Serata di spettacolo quella di ieri in città: da un lato fari accesi sugli spalti dello stadio Massimino, per “Catania-Milan”; dall’altro luci, musica e fashion wedding in passerella, con la gran sfilata del sabato sera che ha visto protagoniste 14 future spose, emozionate come se fosse il giorno del “sì”. L’occasione è stata la finalissima di “Un giorno da modella”, l’esclusivo concorso di Habita e Sposa che, grazie alla sinergia con la rivista “White Magazine”, ha realizzato il sogno di giovani e graziose promesse spose che hanno indossato abiti nuziali da favola degli atelier più “in” della città. Dopo la due-giorni di casting – con oltre 50 aspiranti mannequin - ieri sabato 29 gennaio – un’attenta giuria d’eccezione ha decretato reginetta della serata la ventunenne Chiara Saitta, prossima alle nozze del 18 giugno prossimo. Ai casting si è definita solare, divertente e allegra: per lei in premio il prezioso abito messo in palio da Blanco Atelier.

Simpatia, grazia, portamento e quel pizzico di autoironia che non guasta mai: questi gli ingredienti che hanno condito il galà condotto da Ruggero Sardo, e curato in ogni dettaglio dal fashion producer romano Antonio Falanga, con il look curato da Modhair.

Sono stati giorni intensi, emozionanti e anche un po’ frenetici, ma soprattutto divertenti, come ha commentato in passerella l’editrice di “White Magazine”, nonché ideatrice del concorso Rita Rabassi: «È stato un gioco coinvolgente, le ragazze hanno provato l’emozione di indossare l’abito dei sogni e di sentire tutti gli occhi addosso proprio come accade nel giorno del matrimonio. A Catania troviamo sempre “candidate” raggianti e belle. Ma ciò che conta è che sono tutte vincitrici». Spettatore d’eccezione, accompagnato dalla famiglia, l’ex bomber del Calcio Catania Gionatha Spinesi.

Il Salone dell’arredamento e del matrimonio ha regalato altri momenti di alto spettacolo, come quello offerto dal giovane talento catanese Claudio Di Mari che ha raccontato la Sicilia attraverso il fascino delle sue creazioni, indossate da 10 manichini che ruotavano attorno al sarto “di una volta” con un primo piano su quelle mani custodi di sapienza, artigianalità, tradizione, essenza di un’isola dalle infinite sfaccettature e che infiniti capolavori artistici ha ispirato nei secoli.

A pochi metri di distanza tutti pazzi per il wed casting point allestito all’interno del Salone, il primo in assoluto in Sicilia, che ha dato il via a una serie di selezioni “on tour” in giro per l’Isola. Ad iscriversi sono state oltre 200 coppie di futuri sposi, per partecipare alla prima web fiction dedicata alle nozze.

«Ci piace emozionarci dietro le quinte – hanno commentato entusiasti gli organizzatori Alessandro Lanzafame e Barbara Mirabella – e appurare con soddisfazione che Habita e Sposa è un evento completo e coinvolgente che regala intrattenimento, dispensa consigli e invita al relax, soprattutto nel week end. Domani si concluderà un’edizione che non dimenticheremo, che ci ha impegnato particolarmente e che per questo segna ancora di più un successo. Un successo che dobbiamo anche al lavoro incessante del nostro instancabile staff». La giuria, guidata dal presidente Silvio Ontario, era composta da Salvo Pogliese, Rita Rabassi, Antonio Cristaldi di Modhair, Alessandro Lanzafame, Barbara Mirabella e dagli editori: Salvatore Caracciolo per Tuttosposi, Giuseppe Sambataro per Sposarreda, Filippo Mannino per Le Nozze Magazine, Fabio Giordano responsabile commerciale I Love Sicilia Wedding.

Accanto alla vincitrice, la seconda classificata Maria Rosaria Ali – che ha vinto una settimana presso Ora Hotel a Zanzibar e la terza Marlen Privitera si è aggiudicata la coppia di fedi Polello. I bouquet che hanno accompagnato il defilé sono stati curati da: Pantha Rei e Michelangelo Finocchiaro Flower designer.

 

Politiche socali, consuntivo convegno

“Siamo lieti di ospitare un convegno che mette in chiaro l’importanza della comunicazione e del linguaggio,  attraverso i quali raccontiamo il nostro essere nel mondo, la nostra avventura esistenziale. Purtroppo, però, talvolta il rapporto tra mente e parole ha uno scollamento e non riusciamo ad esprimere i nostri pensieri più veri o le autentiche emozioni. Le parole possono diventare rumore di fondo oppure, come capita spesso nella comunicazione pubblicitaria, non esprimere verità. Gli specialisti che oggi, nella sede della Provincia, discutono di “Parola e Psiche” ci danno indicazioni sui diversi ambiti del dire e ringrazio i relatori per il loro contributo nel farci comprendere le conseguenze delle parole in ambito filosofico, legislativo, economico e politico. Viviamo in un tempo di parole senza anima, di frasi stereotipate. Ma fare politica è ridare valore alle parole, sviluppare una comunicazione vera, ma soprattutto far sì che a queste corrispondano i fatti, perché soltanto così si diventa credibili. Don Lorenzo Milani diceva che il divario da colmare tra il padrone e l’operaio era tra chi possedeva 1500 parole e chi, invece, 150. Oggi bisogna far sì che tutti possano accedere alle tecnologie e superare il digital divide, per la adesione collettiva ai processi di condivisione e partecipazione”.

Così ha dichiarato il presidente, Giuseppe Castiglione, aprendo il convegno “Parole e Psiche”, organizzato dall'associazione culturale Artemide e patrocinato dalla Provincia. All’incontro hanno partecipato la presidente dell’associazione, Gabriella Li Vigni, la vice presidente Nora Caserta, l’assessore alle Politiche sociali, Pippo Pagano, e il presidente della Commissione consiliare Cultura, Salvo Patanè: questi ultimi, in qualità di amministratori, hanno affermato: “ il dovere di chi fa politica è innanzi tutto ascoltare e saper dare risposte alle ansie e aspettative degli elettori”.

Introdotti dalla giornalista Grazia  Calanna, hanno esposto le loro relazioni Pasquale Musarra (psicologo), Salvo Cacciola (sociologo), Giovanni Sollima (psichiatra), Carola Savoca (pedagogista). “Le parole scatenano processi neuronali e endocrinologici – ha affermato Musarra nella sua affascinate relazione -. Come psicologo, nella quotidianità dei miei compiti capisco quanto sia difficile esprimere con parole consuete la complessità dei comportamenti e dei pensieri. Se la parola non diventa poesia, che è l’espressione più vera della psiche, non riusciremo ad attingere alle espressioni più profonde dell’essere umano”.

 

disauromania

Occhi sgranati e sguardo rivolto in alto. I bambini stentano a crederlo, eppure i dinosauri sono proprio lì a qualche metro da loro. Qualcuno ride, qualcun altro resta incredulo e ascolta con attenzione i rumori che provengono dalle fauci spalancate dei giganti meccanici. Una cosa è certa: il Tyrannosaurus Rex, fa paura, ha ancora nella bocca i segni della sua ultima preda. Una scena vivida in cui altri piccoli esemplari scappano intorno al temibile gigante per sfuggire alla sua ira, mentre i velociraptor volano nella posizione d’attacco. Sembra tutto così reale, ed in fondo lo è pure: basta chiudere gli occhi e in un attimo sembra proprio di essere approdati sulla spiaggia di un’isola preistorica dove il tempo si è fermato all’era Giurassica.

Questa l’atmosfera stamani all’inaugurazione della “Mostra sui dinosauri” al Centro commerciale Porte di Catania – patrocinata dall’Università degli Studi, dalla Provincia Regionale e dal Comune di Catania, assessorato alla Cultura - che ospiterà per un mese lungo le ampie gallerie, le perfette riproduzioni a dimensioni naturali degli animali – sia carnivori che erbivori – che popolarono la terra milioni e milioni di anni addietro.

«Una mostra scientifico–didattica che ha il duplice scopo di coniugare l’attività di animazione a quella istruttiva» esordisce Gennaro Simeone, direttore Centro Commerciale Porte di Catania. E, infatti, lungo i corridoi del tempo, grandi e piccini sono rimasti incantati dagli esemplari realizzati con abilità dai maghi della Special Effects Creatures Studios, specialisti in creazioni ed effetti speciali per il cinema. Macchine fotografiche in mano, oggi la parola d’ordine è stata: catturare il passato per immergersi dentro la storia.

«La mostra, che per la prima volta approda in Sicilia – prosegue Simeone – è stata realizzata pensando a un percorso didattico per i ragazzi e per questa ragione abbiamo messo a disposizione un servizio navetta gratuito per le scolaresche che hanno prenotato la visita. Inoltre, per interagire con il pubblico abbiamo creato delle “isole” con una scenografia studiata nei minimi dettagli, inserendo didascalie tecnico-scientifiche per gli appassionati e non. Un vero e proprio evento creato con l’obiettivo di integrare la nostra struttura nel territorio che la ospita». Nove le postazioni che compongono la “Mostra sui dinosauri”, dove spiccano i quattro giganteschi esemplari: il Tyrannosaurus Rex (8 metri di lunghezza x 4,5 metri di altezza), lo Stegosaurus (7,50 m di lunghezza x 3,50 di altezza metri), il Triceratops (alto 3,5 metri e lungo 8) e il Camarasaurus (7 m di lunghezza x 3 m di altezza), conosciuti sui libri di scuola certo, ma impressi nella memoria sui maxi schermi dei cinema. Studiando ogni dettaglio insieme a paleontologi ed esperti del settore, Gaetano e Francesco Paolocci, rispettivamente direttore tecnico e artistico della Special Effects Creatures Studios, nel lontano 1999 hanno impiegato circa otto mesi per costruire i quattro giganti animatronici e un anno per completare tutta la mostra. Da allora l’esposizione ha viaggiato in diversi stati europei e in varie città italiane. «Abbiamo cominciato studiando ogni minimo particolare e riproducendo il tutto rispettando i dettagli e le norme di sicurezza che servono per allestire la mostra» osserva Francesco Paolocci. «Rinnovare sempre l’interesse delle persone è possibile grazie alla spettacolarizzazione dei dinosauri, animati attraverso l’utilizzo di componenti elettroniche e robotiche, che gli danno autonomia di movimento: questo li rende davvero vivi e attraenti».

A completare la mostra, riproduzioni in lastre fossili di scheletri di dinosauri e la ricostruzione – a dimensione naturale - di un’intera famiglia di ominidi preistorici del Paleolitico con prole. E ancora, embrioni di dinosauro e nidiate di uova con piccoli appena nati. Questi bestioni che per mamme, papà, nonni e zie sono semplicemente i dinosauri, ma che per i loro pargoli hanno nome, cognome e data di nascita, stanno già catturando l’attenzione di centinaia di bambini. In un’atmosfera surreale con pachidermi animati che ruggiscono e ambientazione fedelmente ricreate, lastre fossili e reperti affascinanti, fuori dai musei, rivive un mondo ormai perduto. Gli organizzatori ne sono certi: questa mostra, a Catania, lascerà l’impronta.


La “mostra sui dinosauri” sarà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 presso il centro “Porte di Catania”, situato alla fine dell’autostrada Pa-Ct, sull’asse dei servizi in prossimità dell’aeroporto e all’ingresso della città etnea

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