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Sabato, 04 Dicembre 2021

Carosino - Ricorrenza dell’Immacolata: tra fede, storia e tradizione

Statua Mad_Immacol_Carosino

 

La festa dell’Immacolata Concezione a Carosino vanta una consuetudine addirittura secolare, come ricorda l’ultra centenario monumento eretto in suo onore in Piazza Dante, nei pressi della Chiesa Madre. Una venerazione popolare che fa propria la “bolla” di Papa Pio IX dell'8 dicembre 1854 anche se, in realtà, già un quarto di secolo prima di tale data, nella cittadina jonica era in uso festeggiare la Madonna col “titolo” di Immacolata. La prova risiede negli stessi fatti storici. L’allora Principessa di Sant’Angelo e Faggiano, nonché Duchessa di Carosino, cedette un piccola cappella alla Municipalità di Carosino, proprio per il culto della Vergine Immacolata. Il popolo, in segno di gratitudine per questo gesto, decise allora di istituire un’apposita festa nel mese di luglio che nel 1854 fu spostata a dicembre. Tutto aveva inizio il pomeriggio del 7 dicembre quando la maggior parte della popolazione carosinese, col parroco in testa, si recava in processione alle porte del cimitero, a prelevare il simulacro della Madonna Immacolata situato dall’antica cappella. Dopo alcune preghiere di rito, la statua era trasferita nella Chiesa Madre, ove rimaneva esposta alla venerazione dei fedeli fino al pomeriggio dell’8 dicembre per essere riportata, dopo una breve sosta presso la chiesa di San Francesco, nell’antica cappella di culto. Dell’antica usanza processionale, gloriosamente trascinatasi fino all’inizio del secolo scorso, oggigiorno resiste purtroppo solamente la fiaccolata cerimoniale, che si tiene ancora tutte le sere dell’8 dicembre dopo la messa vespertina, e la banda musicale che nella notte fra il 7 e 8 dicembre percorre le vie del paese suonando classici motivi natalizi. Accanto a questa che è la tradizione seppur intelaiata su una solida base religiosa, soprattutto negli ultimi anni si sta affiancando una vera e propria rinascita della fede. Il simbolismo mero e fine a se stesso, la superficialità dell’azione devota solo esteriormente, sta divenendo invece un momento di ascolto e di comunione, grazie agli alti momenti religiosi e di preparazione spirituale proposti. Le lectio divinae del giovedì sera, gli incontri con lo svariato tessuto sociale della parrocchia (giovani, giovanissimi, famiglie ed anziani), accompagnate dalle riflessioni su un vissuto costruito all’ombra della fede, stanno facendo si che anche semplici gesti della tradizione religiosa, assurgano a momenti di vera testimonianza della propria fede. Solo così, unendo cioè i due momenti di tradizione e di fede in una sola realtà, si riesce a godere e gioire della caratteristica atmosfera di questa festa mariana che introduce il Natale.

 

FLORIANO CARTANI’

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