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Mercoledì, 25 Novembre 2020

Coldiretti: “in barba alla crisi della centrale del latte via alle fantanomine”

“Finalmente la Centrale del latte di Taranto ha un nuovo amministratore! Lunga vita al nuovo amministratore! Allevatori gioite!”. Cronaca di una pantomima annunciata.

“Si è consumato l’ultimo atto di un dramma pirandelliano che – siamo alle solite – colpirà allevatori, lavoratori e tessuto economico e sociale della provincia di Taranto. La società Archita Finance srl rappresentata dal Dott. Pomes, proprietaria della Gealat – Centrale del Latte di Taranto, dopo aver ‘indotto’ le dimissioni dell’Amministratore Delegato per “non condivisione di talune scelte aziendali e perché decaduto il rapporto di fiducia con lo stesso AD”, ha deciso, a maggioranza dei soci presenti in assemblea, di riconfermare lo stesso amministratore, ritornandogli il ‘maltolto’, ovvero l’incarico, conferendogli pieni poteri e nominandolo addirittura Amministratore Unico.” Dura la presa di posizione del Presidente della Coldiretti di Taranto, Alfonso Cavallo, circa quanto accaduto ieri nel corso dell’Assemblea dei soci della Centrale del latte di Taranto.

“Non possiamo credere che nulla sia cambiato – continua il Direttore della Coldiretti di Taranto, Francesco Carbone - e sia stato riconfermato e addirittura premiato chi, in venti mesi di gestione, ha perso numerose commesse, creando un buco di bilancio di qualche milione di euro e non pagando gli allevatori oramai da oltre sette mesi. Le ‘fantanomine’ alla Centrale del Latte aggravano in maniera irreversibile il contesto generale del comparto lattiero-.caseario. In provincia di Taranto operano molti trasportatori/commercianti pagano con grande ritardo le forniture del latte, anche a 150 giorni dalla fattura, ed alcuni di questi, dopo aver illuso gli allevatori con flussi finanziari facili – denuncia Carbone - “scappano” lasciando buchi anche di milioni di euro. Se per alcuni l’alibi della crisi può essere plausibile, per molti altri si può tranquillamente parlare di vera e propria truffa. Per questo la Coldiretti ha dato mandato ai legali di difendere gli allevatori soci contro truffe e speculazioni”.

A ciò si aggiungono i continui rincari che gli allevatori subiscono: +9,1 % la voce mangimi, +6% i concimi, +5,7% i prodotti energetici, + 8,3% l’elettricità.

Per la Coldiretti di Taranto urgono risposte tempestive ed efficaci da parte delle Istituzioni di breve e lungo periodo. Per contrastare i fenomeni speculativi, le proposte di medio periodo dovranno prevedere sia soluzioni legislative che organizzative:

•           una indifferibile riorganizzazione della filiera lattiero-casearia, in funzione della quale la Coldiretti sarà impegnata a favorirne le condizioni e la realizzazione;

•           interventi legislativi urgenti da parte della Regione Puglia a difesa degli allevatori dalle facili truffe. Coldiretti Taranto, nello specifico, chiede che i trasportatori/commercianti siano accreditati come primi acquirenti soltanto se affidabili e disponibili a contrattualizzare l’attività di commercio del latte secondo quanto previsto dall’art. 62 della legge 27/2012 inserendo qualche riferimento anche nei disciplinari del marchio Prodotti di Puglia.

 

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