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Sabato, 23 Ottobre 2021

Chiusura in bellezza per la 46^ Sagra del Vino di Carosino: pienone per gli concerto degli “Stadio”

Tutto esaurito l’altra sera per il concerto finale degli Stadio a Carosino, in occasione della 46^ Sagra del Vino. Sete di grande musica, quindi, e non solo di grande vino, che in questa ridente cittadina alla porte di Taranto richiamano sempre migliaia di persone. Oltre 50.000 presenze totali, fanno sapere gli organizzatori, con il picco massimo nella serata del concerto finale che grazie alla performance degli Stadio ha fatto registrare il tutto esaurito. Un concerto sicuramente da archiviare tra i memorabili, che ha regalato suggestioni a non finire in oltre due ore e mezza di no stop musicale, dedicato ad un pubblico che li ha certamente ripagati con applausi scroscianti alternati ad accompagnamenti canori. E, forse, la durata del concerto poteva essere anche di più, se un improvviso quanto inaspettato vento fortissimo non ne avesse rinviato l’inizio, costringendo i tecnici ad un surplus di lavoro sulle strumentazioni ed amplificazioni. Solo un piccolo intoppo che non ha scalfito minimamente l’attesa del concerto e che è esplosa immancabilmente all’apparizione del gruppo musicale capeggiato dall’inconfondibile voce di Gaetano Curreri. Tanta buona musica, con brani che hanno accompagnato giusto trent’anni di carriera musicale, prima come complesso di apertura dei grandi concerti, poi come accompagnatori strumentali e vocalist di alcune tra le migliori voci del cantautorato italiano, tra cui Lucio Dalla. Grande emozione ha pervaso praticamente l’intera platea nel ricordo del cantautore emiliano recentemente scomparso, quando è stata intonata “La settima Luna”. Visibilmente commossa pure la voce magica di Gaetano Curreri, che fra un brano e l’altro ha ricordato episodi inediti vissuti con l’amico scomparso Dalla e con la Puglia della musica parlando dei Negroamaro. Sostanzialmente buona l’organizzazione e abbastanza ordinato l’afflusso delle migliaia di persone, è stato sottolineato dal Sindaco di Carosino Biagio Chiloiro e il Vice Sindaco Carlo Avrusci, i quali hanno stigmatizzato come legalità e rispetto delle regole, siano state la grande sfida vinta con grande fatica dall’edizione 2012. Per Paco Vinci Assessore alla Cultura, giusto il tempo di ribadire l’apertura del territorio anche attraverso questo evento a nuovi stimoli e di ringraziare, in un coro di applausi, il pubblico accorso ancora una volta così numeroso alla Sagra del Vino di Carosino.

 fontana diventa rossa

 

Alla prossima.....

Ancora un test, e di quelli importanti, per l’Amministrazione comunale a guida Chiloiro. Da sempre, infatti, la Sagra del Vino, immagine e quasi essenza stessa del paese sia all’interno che all’esterno del comprensorio comunale, ha sempre raffigurato un momento per saggiare non solo e non tanto le capacità organizzative dell’evento, quanto (se non soprattutto) la tenuta politica della Maggioranza. Di converso, sempre la stessa “sagra”, ha immancabilmente rappresentato uno degli spunti più appetibili per gli avversari politici facenti capo alla Minoranza, di poter sferrare colpi decisivi per creare scompensi e lesionare la capacità dell’amministrazione in carica. Non sarebbe infatti “la sagra”, come familiarmente la chiamano i Carosinesi, se queste giornate festaiole non fossero accompagnate anche da tutta una pletora di giudizi, commenti, ecc. ecc., sia positivi che negativi che interpellano non solo i cittadini ma anche le forze politiche del territorio. E’ su questo duplice filo, subdolamente politico, che probabilmente sin dalla sua origine, ma sicuramente sempre in via maggiore negli ultimi decenni, si muove questo vero e proprio biglietto da visita dei Carosinesi, rappresentato dalla Sagra del Vino. Motivi per cui la Sagra, non ingiustamente, vede puntarsi ogni hanno migliaia di occhi addosso che le fanno assumere una valenza “altra”. Quest’anno poi, la prova per gli organizzatori è stata doppia, dovendo fare i conti con le risorse oramai ridotte al lumicino. E se si attendeva una risposta sul campo ai tanti e tanti interrogativi per organizzarla, tutto sommato riteniamo che questa sia stata ampiamente positiva, a giudicare almeno le presenze fatte registrare e la qualità degli incontri e della musica in tutte le serate. Certo sull’ultima giornata, quella del concerto degli Stadio per intenderci, sono pervenute alcune critiche da parte di chi e sono stati diversi visitatori, non interessati al concerto, sono venuti ugualmente a Carosino per “godersi” l’ultima giorno della rinomata Sagra del Vino ed hanno trovato la sorpresa della piazza al buio con la fontana spenta. E’ certamente questo il pegno da pagare se ci si vuole ancora rifarsi ad un’antica tradizione che richiama indubbiamente migliaia di persone tutte in una volta ma che,dall’altra faccia, impone pure di “spostare” l’attenzione in sede diverse e più opportune per un concerto rispetto alla stupenda piazza principale del paese. Una situazione tuttavia che nulla o poco toglie alla buona riuscita di una manifestazione che quest’anno ha visto enormi sacrifici personali degli amministratori ed economici della comunità. E’ necessario certamente migliorarsi anche in queste attenzioni, così come aprirsi ai suggerimenti come la costituzione di un apposito comitato ( una proposta che andiamo ripetendo oramai inascoltati da tempo), o l’opportunità di mettere mano anche sulla durata dell’evento (che può ancora essere ulteriormente accorciata a 4 o 3 giorni addirittura i quali, per i tempi moderni, sembrano bastare ampiamente a vivere una sagra comunque intensa ed all’altezza della situazione). Per ultimo riteniamo che pure sarebbe necessario far tramontare una volta per tutte l’assaggio gratis dei vini a tutto spiano, relegandolo magari ad un piccolissimo e tradizionale stand (giusto il ricordo), introducendo invece un modestissimo ticket (anche 1,oo euro) x gli assaggi di più elevata qualità. In questo modo si darebbe grandissimo rilievo alla “bevuta”, contribuendo a selezionare pubblico veramente interessato alla degustazione, alla spiegazione ed alla storia del suo produttore. Tutto questo se vogliamo davvero che la Sagra del Vino di Carosino continui sulla buona strada intrapresa di recente e cresca sino a divenire alla soglia dei 50° anni di vita, “La Sagra” per eccellenza. Avendo sempre il vino per la testa, ovviamente.

 

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