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Venerdì, 27 Novembre 2020

Corteo Ilva, tensione a Taranto: lancio di uova e fumogeni

La manifestazione sindacale è stata conclusa in seguito all'incursione di un centinaio di contestatori appartenenti a Cobas e centri sociali. Polizia e carabinieri in tenuta antisommossa hanno impedito che i contestatori raggiungessero il palco.

I contestatori sono giunti in piazza facendosi largo tra la folla a bordo di un Apecar. Hanno diffuso fumogeni e lanciato uova contro il palco da dove era in corso il comizio. Secondo quanto riferito dal segretario della Fiom, Maurizio Landini, durante l'incursione i contestatori hanno staccato fili del sistema di amplificazione. L'incursione era stata preceduta da fischi durante il comizio del leader della Cisl, Raffaele Bonanni. L'interruzione è avvenuta durante l'intervento del segretario Fiom Landini.

In precedenza migliaia di lavoratori dell'Ilva, muniti di fischietti, bandiere e striscioni, hanno attraversato la città vecchia di Taranto in due cortei. Gli operai, sventolando le bandiere delle organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil hanno intonato spesso lo slogan 'Il lavoro non si tocca' e hanno raggiunto il centro cittadino.

Almeno 2.000 manifestanti partecipano a Genova al corteo organizzato dai lavoratori dell'Ilva per protestare contro l'ipotesi di chiusura dello stabilimento di Taranto. Alla manifestazione sono presenti anche le Rsu di Fincantieri, e degli stabilimenti Ilva di Racconogi e Novi Ligure. I manifestanti sono partiti dallo stabilimento di Cornigliano e, attraverso Sampierdarena, raggiungeranno il centro di Genova. Una delegazione sarà ricevuta in Regione dal presidente, Claudio Burlando.

"E' essenziale che l'azienda cambi atteggiamento, perché troppo spesso ha avuto quello di chi voleva fare tutto ciò che desiderava, senza attenzione ai problemi e anche all'innovazione tecnologica fondamentale per fare produzione di qualità". Lo ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, durante uno dei cortei in corso a Taranto per lo sciopero dei lavoratori dell'Ilva. "Speriamo - ha aggiunto - che i segnali di questi giorni siano positivi, perché occorrono risorse, scelte e rispetto per tutti i soggetti in campo".

"Abbiamo deciso di scioperare e manifestare nella città e di discutere con la città proprio perché vogliamo unire il diritto al lavoro col diritto alla salute e allo sviluppo del territorio". Lo ha detto il leader nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, a margine della manifestazione in corso a Taranto. "Non è facile - ha proseguito Landini - perché ci sono anni di ritardi, ma bisogna provare a voltare pagina. Noi ci rivolgiamo direttamente all'azienda, al nuovo presidente dell'Ilva, perché dicano delle cose chiare. Per abbattere le polveri c'é bisogno di fare degli investimenti, si sa dove agire, dai parchi alla cokeria, e di fronte a un impegno preciso dell'Ilva anche le istituzioni, a partire dal governo, faranno la loro parte". Landini ha precisato che i sindacati vogliono "difendere il lavoro e dire che l'idea di fermare lo stabilimento non sta in piedi. Sappiamo che i problemi non si risolvono in pochi giorni ma è il momento di fare delle cose concrete. Non è il momento di dividere - ha sottolineato il leader della Fiom - ma di unire per recuperare dei ritardi anche nostri".

"Non vogliamo fare pressioni su nessuno, ma abbiamo il diritto non solo di dire ciò che vogliamo ma di dire che se non ci fanno lavorare, noi non spariremo in silenzio, se non ci fanno stare nelle fabbriche noi staremo nelle piazze". Lo ha detto il leader nazionale della Uil, Luigi Angeletti, alla manifestazione di Taranto contro la chiusura dell'Ilva. Non si può pensare di chiudere la fabbrica - ha aggiunto "perché al disastro ambientale si aggiungerebbe il disastro sociale".

Alla ripresa degli interventi, il leader Cgil Susanna Camusso dal palco della manifestazione ha detto che "non si può contrapporre il lavoro alla salute, sarebbe svuotare e negare il futuro. Per avere la salute non si possono chiudere semplicemente gli impianti industriali".

 

 

Per il leader della Uil Angeletti, "in nessun paese europeo si è chiuso uno stabilimento siderurgico come l'Ilva, che è il più grande d'Europa. Se la settima potenza mondiale fa questo, pensate che ci sarà un imprenditore sano di mente che investirà un altro soldo in Italia?".

 

 

I due cortei organizzati dai sindacati a Taranto nell'ambito della giornata di sciopero generale, proclamato in seguito al sequestro disposto dal gip del Tribunale Ionico dello stabilimento siderurgico Ilva, fanno segnare la presenza di migliaia di persone. "Il lavoro non si tocca" e "Taranto non deve morire" sono alcuni degli slogan scanditi; oltre alle bandiere di Cgil, Cisl e Uil e dei sindacati dei metalmeccanici Fiom, Fim, Uilm ci sono i gonfaloni dei comuni di Palagianello, Martina Franca, Castellaneta e Ginosa.

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