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Domenica, 20 Ottobre 2019

“Nonostante la provincia di Taranto sia quella con il rapporto posti letto/abitanti più basso della regione e tra i più bassi d’Italia (2,87 per mille), si è deciso di penalizzarla ulteriormente con tagli sfrenati alla Sanità e con la chiusura degli ospedali di Massafra e Mottola. Ma la cura dimagrante pare non avere mai fine e si è arricchita del blocco ai turnover di medici e infermieri e dei tagli alla Sanità privata. Il tutto condito da numeri impietosi riguardo alla spesa pro-capite per investimenti in edilizia ospedaliera: anche in questo caso la Regione Puglia non ha dimostrato particolare attenzione alla provincia ionica, limitandosi a una spesa pro-capite di 3,56, nettamente la più esigua della regione e decisamente umiliante se paragonata con quella di Bari (36,30)”.

Il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, snocciola i numeri deficitari del sistema sanitario pugliese. Numeri che, secondo il Segretario Generale della UIL regionale, “sollevano perplessità su un’operazione la cui unica certezza è una variante del piano regolatore di Taranto che permetterà di trasformare un terreno storicamente destinato all’attività agricola in zona edificabile: un regalo all’immobiliare dell’ex Iri sul quale attendiamo ancora, ogni giorno sempre meno fiduciosi, spiegazioni dalle istituzioni locali”. Aldo Pugliese si riferisce, ovviamente, all’operazione San Raffaele. “A Milano – spiega Pugliese – si è accumulato circa un miliardo di debiti, che ha portato la struttura sanitaria al bordo dell’abisso del fallimento. Eppure in Puglia, nell’agosto dell’anno scorso, non si è lesinato un finanziamento da 60 milioni di euro, prima rata di un’operazione complessiva da più di 200 milioni, per il San Raffaele del Mediterraneo. Pur tuttavia, non sono state ancora sgombrate le nuvole nere del dubbio sul futuro che attenderebbe l’ospedale SS Annunziata e il Nord di Taranto, oltre ai rispettivi dipendenti, qualora la costruzione del San Raffaele dovesse andare in porto. E nessuna precisazione è giunta sul parere del Nucleo di Valutazione e Verifica sugli Investimenti Pubblici regionale, che ha chiesto molti approfondimenti tra i quali sull’utilizzo del leasing in costruendo sulla proprietà immobiliare e la congruità sulle proiezioni finanziarie”.

“Non si scorgono proiezioni ottimistiche per il futuro della Sanità tarantina – chiosa Pugliese – intanto permane l’offesa spudorata ai cittadini della provincia ionica, penalizzati da un servizio precario e incapace di rispondere alle necessità degli stessi. Una riflessione profonda da parte della Regione e un cambio di direzione a 360 gradi non sarebbe una sconfitta, ma un semplice atto di buon senso nei confronti della provincia intera”.

 

Nella giornata odierna ha avuto luogo il passaggio di consegne al comando del Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto.

Il Tenente Colonnello Rocco Nicola SAVINO, proveniente dal Comando della Stazione Navale di Manovra di Taranto, è subentrato nel comando del Reparto al Colonnello pilota Francesco Saverio GUARINI, designato a capo della missione estera in Albania quale Comandante del Nucleo Frontiera Marittima in Durazzo.

Il Comando Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Taranto rientra nella componente aeronavale d’altura del Corpo ed, unitamente agli altri quattro Gruppi Aeronavali di La Spezia, Cagliari, Trapani e Messina, dipende gerarchicamente dal Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare.

L’area d’interesse operativo del Comando Gruppo Aeronavale di Taranto va ben oltre i confini della regione Puglia, abbracciando tutto il Mare Adriatico ed il bacino dello Ionio settentrionale, sul quale opera in cooperazione e coordinamento con i reparti aeronavali costieri del Corpo presenti nelle regioni affacciate su questi mari.

Dotato dei mezzi aerei e navali tecnologicamente più evoluti e di maggiore autonomia operativa è orientato ad esercitare l’azione di vigilanza in alto mare, in forza del diritto internazionale, ove la presenza istituzionale del Corpo si rende necessaria, ponendo in essere un attività di prevenzione attraverso il monitoraggio, da un lato, del traffico marittimo di passaggio dal mare aperto ai bacini interni e, dall’altro, operando proiezioni in profondità per acquisire obiettivi di interesse specifico.

Il reparto è infatti deputato a sviluppare l’innesco di attività di polizia economico finanziaria in acque internazionali, con particolare riguardo alla prevenzione e repressione del contrabbando, funzione propria ed esclusiva della Guardia di Finanza a tutela degli interessi economici e finanziari nazionali e comunitari.

Compito primario è il contrasto ai traffici illeciti provenienti dall’alto mare, costituendo, questo Reparto, grazie alla sua specificità, la linea più esterna contro le minacce rivenienti dal traffico di sostanze stupefacenti, dal traffico d’armi e di rifiuti tossici e nocivi nonché dall’immigrazione clandestina.

Proprio tale specificità ha portato alla proiezione internazionale del comparto aeronavale d’Altura della Guardia di Finanza ed alla sua alta considerazione in ambito FRONTEX, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne, che si è avvalsa di uomini e mezzi, anche del Gruppo Aeronavale di Taranto, per l’invio in missioni di cooperazione in Grecia, Spagna e Francia.

Per il corrente anno, inoltre, a seguito della ripresa e notevole incremento di sbarchi di clandestini sulle coste del Salento e su quelle ionico calabresi, nonchè dei notevoli successi conseguiti nello specifico settore, grazie al perfetto coordinamento ed alla collaborazione con i due Reparti Aeronavali regionali di Bari e Vibo Valentia, che ha portato al sequestro complessivo, nei soli primi mesi dell’anno di nr.21 imbarcazioni di vario tipo, all’arresto di nr.27 scafisti ed al fermo di nr. 1714 migranti, il Gruppo Aeronavale è stato prescelto quale “Local Coordination Center” dell’operazione “AENEAS 2011”, voluta e finanziata da FRONTEX per contrastare tale fenomeno presente alle frontiere meridionali d’Europa, cui partecipano, oltre alle unità aeronavali del Corpo e delle altre Forze di polizia operanti sul mare, anche assetti aerei stranieri.

 

 

 

 

Nell'ambito delle attività in materia di internazionalizzazione delle imprese la Camera di commercio di Taranto coadiuvata dall’Azienda Speciale – Subfor, organizza presso la Cittadella delle imprese di Taranto - Sala Monfredi - Viale Virgilio, 152, “Country presentation” un’iniziativa di presentazione paese rivolta alle imprese del territorio per favorire l'accesso e l'espansione delle stesse sui mercati esteri.

Al tal proposito si terrà mercoledì 04 maggio 2011, a partire dalle ore 9.30 “L’incontro con la Camera di commercio Italiana per la Francia di Lione”.

Nel corso dell’incontro, rappresentanti delle Camere di commercio Italiane all'Estero illustreranno agli intervenuti le opportunità di business dei mercati di riferimento al fine di valutare eventuali proposte di affari.

Tale presentazione servirà a dettagliare meglio gli strumenti propedeutici al consolidamento dell’export, mediante una breve sessione esplicativa delle norme generali sulle aree di competenza e successivamente incontri one-to-one con gli operatori dei settori agroalimentare, ricerca/innovazione (nei vari settori industriali ed artigianali) e formazione per i quadri, per gli apprendisti.

La partecipazione è gratuita.

Ragioni organizzative consentono di accettare solo un numero limitato di partecipanti. Per tale motivo gli interessati dovranno procedere quanto prima a formalizzare la propria adesione oltre che con la compilazione della scheda di adesione anche della scheda company profile, le quali dovranno pervenire a mezzo fax al numero 099/7783046 o via e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 02.05.2011. Inoltre, anche al fine di permettere all’organizzatore la predisposizione del materiale in quantità congrua, è richiesto agli iscritti di garantire l’effettiva presenza o di comunicare per tempo l’impossibilità intervenuta a partecipare. Alla data del 26/04/2011 sono disponibili 30 posti (il numero sarà costantemente aggiornato).

Sito:

http://www.camcomtaranto.gov.it/Pagine/news/20110427_country_presentation.html

Stamattina presso il Consorzio di Bonifica Stornara e Tara di Taranto è stata raggiunta l’intesa, tra i 27 lavoratori stagionali e il Consorzio, alla presenza del Segretario provinciale della UILA UIL Antonio Trenta, del Commissario dott. Vito Latorre assistito dal dott. Francesco Fatone e dal Direttore Generale dott. Angelo D’Andria.

La protesta degli stagionali era iniziata il 24 maggio con il blocco del “casello 4” a Castellaneta e proseguita nei giorni successivi con un sit in presso la sede del consorzio in Viale Magna Grecia a Taranto poiché il consorzio aveva comunicato ai lavoratori un taglio del 50% delle giornate di lavoro rispetto all’anno precedente, per effetto del “patto di stabilità” una legge imposta dal governo nazionale.

…”Oggi, dopo una trattativa durata circa due ore, chiariti alcuni aspetti sull’applicazione della suddetta legge e con la disponibilità del Consorzio, abbiamo concordato che ai 27 lavoratori stagionali dello Stornara e Tara sarà garantita l’occupazione per 70 giornate, pertanto le aziende agricole non avranno nessun disservizio per quanto riguarda l’irrigazione”.

Nei prossimi giorni saremo impegnati ad affrontare una questione ancora più delicata che riguarda la legge di riforma dei consorzi e la stabilizzazione del personale stagionale. I Sindaci dei comuni della zona occidentale della provincia di Taranto, in una nota sottoscritta congiuntamente qualche giorno fa, hanno già dimostrato il loro impegno politico affinché si possa modificare la proposta di legge.

Pertanto, ci aspettiamo, in occasione della discussione in Consiglio Regionale per l’approvazione di tale Legge, un forte impegno politico di tutti i consiglieri regionali della provincia di Taranto atto a modificare il requisito delle “453 giornate”, al fine di consentire anche ai lavoratori stagionali dello “Stornara e Tara”, che attualmente sono gli unici esclusi, di raggiungere la stabilizzazione.

In questi giorni sono stati inviati a Manduria da tutta Italia mezzi delle Colonne Mobili regionali - in dotazione ai VVF soprattutto per supportare il loro lavoro nel corso delle grandi emergenze - ai fini dell’allestimento del campo profughi in cui accogliere i migranti in fuga dal Nord Africa. Oltre al grave fatto già segnalato (l'aver in questo modo sguarnito di mezzi fondamentali le Colonne mobili regionali) è necessario sottolineare che una volta giunto a destinazione il personale impiegato si è trovato per giorni privo della minima assistenza logistica necessaria, arrangiandosi per ottenere vitto, alloggio e servizi igienici. Se parte delle Colonne mobili non fosse stata rispedita indietro per un esubero di mezzi da imputare alla carente organizzazione, i nostri uomini si troverebbero ancora lì ad operare in condizioni vergognose e sarebbero ormai poco distinguibili dai migranti nordafricani, ridotti nelle pietose condizioni che conosciamo.
Duemilacinquecento chilometri sono stati fatti percorrere inutilmente alla Colonna mobile del Friuli Venezia Giulia di stanza ad Udine. Stessa sorte è capitata ad altri mezzi inviati da altre regioni italiane: chi ha dato l’ordine di questo spostamento? E soprattutto perché quel “qualcuno” a un certo punto ha cambiato idea ordinando “la ritirata”, incurante degli  alti costi che tutti questi spostamenti comportano?
Ci sentiamo inermi innanzi alla tracotanza di un Sistema (sindacati inclusi) che non vuole concedere possibilità di espressione e di critica. Ci indigna osservare impotenti una situazione in cui la casta che forma la classe governativa, sempre più incurante degli effettivi bisogni anche fondamentali della gente, pensa soltanto a soddisfare gli appetiti dei propri membri in un’orgia di sperpero antropofago. A questo potere sembrano irrimediabilmente asserviti i vertici dei Vigili del Fuoco quando si prestano a soddisfare richieste del governo che se pur legittime, non possono essere soddisfatte a causa di una mancata pianificazione tale da poter garantire la soluzione dell’emergenza, e da una or mai cronica carenza di uomini e mezzi. Manduria è l’ennesima dimostrazione dell'inefficienza amministrativa e dell'incapacità organizzativa di chi guida il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Ora andrebbero ricercate le effettive responsabilità di queste decisioni, affinché nessun Dirigente possa mai più gestire le risorse pubbliche se non è in grado di farlo, e non possono esserci scuse o giustificazioni per tali comportamenti, dal momento che a pagare per queste deficienze sono i lavoratori e i cittadini.
Come Vigili del Fuoco siamo estremamente orgogliosi di svolgere questo mestiere, mestiere che vogliamo difendere e proteggere, perché serve a tutelare la vita umana e l’ambiente. Proprio per questo soffriamo nel dover criticare, da Pompieri e da Sindacalisti, l’operato dei nostri dirigenti, ma ci sentiamo obbligati a farlo, poiché ogni risorsa sprecata, magari per logiche politiche e non per effettiva necessità, può avere come conseguenza la perdita di vite umane.
Chiediamo quindi che a fronte di una così palese mala gestione delle pubbliche risorse vengano utilizzati tutti gli strumenti a disposizione dell’Amministrazione affinché i responsabili vengano disincentivati a replicare  scempi di questo genere.

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