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Mercoledì, 19 Gennaio 2022

Primo maggio: sull’apertura dei negozi imbarazzante l’immobilismo dell’amministrazione

Il primo maggio a Lecce, cosi’ come in tutte le altre citta’ pugliesi, i negozi devono restare chiusi. E’ una legge regionale (la n. 11/03) che vieta l’apertura in quella ed in altre date considerate di particolare valore civile e religioso. Una legge iniqua che, come in alcune occasioni evidenziato da Tar di Lecce, contrasta apertamente i principi nazionali e comunitari in materia di libera concorrenza. Un provvedimento che la Regione Puglia dovrebbe avere il dovere d’abrogare nelle sue parti illegittime. Eppure quella stessa legge consente alle amministrazioni comunali d’accordo con le associazioni di categoria di poter derogare ad alcuni limiti imposti consentendo, ad esempio, l’apertura dei negozi anche il primo maggio. Mentre in altre parti d’Italia si discute e si agisce in tal senso, a Lecce che cosa si fa? Nulla. L’amministrazione comunale non manca occasione per propagandare il proprio sforzo volto a rendere Lecce una citta’
turistica, moderna ed a vocazione internazionale eppure dimostra un disarmante immobilismo su un tema cosi’ importante in quest’ottica. Il primo maggio, cosi’ com’e’ gia’ stato il 25 aprile, la citta’ sara’ piena di turisti ma i negozi dovranno restare chiusi. Il tutto naturalmente sempre in ossequio alle corporazioni dominanti ed  a danno del consumatore i cui diritti sono ormai inutili orpelli buoni a riempire qualche vuoto discorso in campagna elettorale. Ci vuole piu’ coraggio.

Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce

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