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Nuove centraline per monitorare l’area ex Enichem

I lavori di demolizione della torre di prilling dell’ex stabilimento Enichem di Macchia potranno riprendere solo dopo il posizionamento di due centraline per il monitoraggio dell’aria relativa al cantiere installato per la demolizione della torre. I rilievi ottenuti saranno analizzati separatamente tanto da Syndial quanto da ARPA.

E’ la decisione assunta dalla Conferenza dei servizi, riunitasi in aggiornamento di quella tenuta martedì scorso, su convocazione del Sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, per esaminare la documentazione richiesta a Syndial e Mosmode, rispettivamente proprietaria delle aree sulle quali sono eseguite le opere di demolizione da parte dell’impresa Mosmode, dei manufatti superstiti del dimesso stabilimento chimico Enichem.

La misura precauzionale di un più capillare monitoraggio dell’area interessata ai lavori, è stata mantenuta dalla Conferenza anche in presenza delle analisi fornite da ARPA Puglia sui campioni di aria relativi al periodo 8 – 20 aprile scorso che hanno dato valori medi pari a 0,1 (il limite massimo della media annuale è pari a 6). Emergenza del tutto rientrata? Pare di sì anche se rimane l’interrogativo circa gli sbalzi dei dati registrati a fine aprile.

“Le risultanze del lavoro prodotto dalla Conferenza dei servizi – ha rilevato il Sindaco, Angelo Riccardisono alquanto rassicuranti. Era quello che volevamo appurare per evitare ogni coinvolgimento della popolazione. Naturalmente non molleremo alcuna azione utile ad assicurare il massimo della sicurezza e della tranquillità”.

L’iniziativa di convocare la Conferenza dei servizi tra gli Enti interessati ai problemi di inquinamento atmosferico (ARPA, ASL, Spesal) nonché le istituzioni coinvolte (Provincia di Foggia, Comuni di Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Mattinata) e quindi la società Syndial del Gruppo ENI, e l’impresa Mosmode appaltatrice dei lavori, è scaturita da una nota inviata via fax dall’ARPA Foggia con la quale si segnalava il rilevamento nella centralina sita al di fuori dell’area ex Enichem, presenza di arsenico oltre i valori normali della media annuale. L’effetto di tale situazione denunciata da ARPA ha prodotto la sospensione dei lavori di demolizione e la convocazione della Conferenza dei servizi.

Syndial e Mosmode hanno ribadito che tutte le operazioni di demolizione sono state eseguite secondo una progettazione e un protocollo regolarmente approvati. Esibendo le proprie rilevazioni, hanno contestato che l’arsenico evidenziato possa provenire dalla torre anche perché in precedenza era stata demolita l’altra torre gemella. Hanno pertanto ipotizzato come fonti possibili dell’arsenico riscontrato i terreni arati e irrorati con fertilizzanti chimici, portato dal vento in quei giorni particolarmente impetuoso o da altre sorgenti tutte da scoprire e verificare. Ipotesi scartate o messe in dubbio dai tecnici ARPA e ASL. Da cosa sono allora scaturite quelle tracce di arsenico?

Le misure adottate dalla Conferenza servizi potranno dare delle indicazioni sulle quali poter lavorare e andare alla ricerca dell’arsenico perduto. Ancora una volta l’arsenico, così come accadde con lo scoppio della colonna di arsenico del 1976, la madre di tutte le sue fonti, sfugge ad ogni controllo.

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