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Mercoledì, 08 Luglio 2020

Il porto di Manfredonia risorsa dimenticata

Ci sono anche tre porti pugliesi tra quelli per i quali la Corte dei Conti europea ha bocciato l’uso che si è fatto dei fondi concessi dalla UE. Si tratta dei porti di Vieste, Bari e Brindisi i cui progetti di sviluppo, per la realizzazione dei quali vennero concessi i fondi europei, sono stati passati al setaccio. Stesso giudizio è stato espresso per i porti di Augusta e Ragusa. Del lotto di sei porti presi in considerazione si è salvato solo quello di Messina ove sono stati realizzati due ponti di attracco e relativo collegamento all'autostrada.

Come si vede non c’è, nell’elenco trasmesso dalla Corte dei Conti europea, il tanto discusso porto di Manfredonia ma solo perché non ha avuto alcun finanziamento probabilmente perché non ne sono stati chiesti sebbene lo scalo sipontino abbia bisogno, e da tempo, di urgenti interventi ordinari e straordinari. Per non parlare di opportune ristrutturazioni finalizzate a soddisfare le nuove esigenze della movimentazione portuale.

“I rilievi evidenziati dalla Corte dei Conti europea – osserva il Sindaco, Angelo Riccardiaggiungono, se possibile, ulteriori elementi di mortificazione per la situazione in cui si ritrova il porto di Manfredonia finito ai margini dei traffici portuali, ridotti ormai ai minimi storici, per la mancanza di opportuni progetti finalizzati al consolidamento dell’esistente ma anche al potenziamento delle sue strutture di base che consentano l’introduzione di nuove tecnologie portuali".

"Una situazione ancor più paradossale – insiste Riccardi - poiché lo scalo marittimo di Manfredonia è dotato di quelle strutture ausiliarie come ad esempio i collegamenti diretti stradali e ferroviari con l'hinterland, la cui mancanza è stata fortemente denunciata per i porti di Bari e Brindisi. Per non parlare dei fondali non riscontrabili in nessun altro porto pugliese e di molti altri dell’Adriatico. Eppur tuttavia il porto di Manfredonia si trova escluso dalle strategie dei traffici marittimi quando potrebbe invece dare un grosso contributo e non soltanto allo sviluppo e all’economia pugliese”.

Da un paio di mesi è stato costituito un Comitato per il porto del quale fanno parte gli enti significativi e rappresentativi della Capitanata, il cui compito primo è quello di escogitare una strategia operativa di questo scalo, coordinata con la programmazione portuale pugliese. Prospettive ne sono state delineate però cozzano contro la struttura del porto che, come detto, ha bisogno di interventi strutturali innovativi. Che tradotti in termini reali vogliono dire finanziamenti alla cui base ci devono essere dei progetti tecnici ed economici ben definiti e rapportati ai mercati europei. I tempi entro i quali il Comitato dovrà pronunciarsi sono alquanto ristretti: l’auspicio è pertanto quello che non si perda anche quest'ultimo traghetto.

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