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Venerdì, 26 Novembre 2021

Manfredonia - Il progetto c’è ora occorrono i fondi per realizzarlo

I tecnici del Politecnico e dell’Autorità di bacino hanno presentato e illustrato lo studio tecnico scientifico di difesa del litorale sud commissionato dall’amministrazione comunale. Il sindaco Riccardi: “E’ il primo studio organico che affronta un problema serio riguardante un territorio di forte rilevo turistico”.

“Il progetto tecnico c’è, ora occorre reperire i fondi per realizzare le opere previste per la salvaguardia della riviera sud di Manfredonia. Così come abbiamo tallonato i tecnici in questi ultimi due anni per redigere lo studio tecnico scientifico, attueremo ora un costante pressing sugli enti interessati, Regione e Provincia innanzi tutto, perché finanzino gli interventi. La posta in gioco è alta e importante e non ci è più consentito di perdere altro tempo prezioso”.
Il sindaco Angelo Riccardi è chiaro e perentorio nel tracciare l’agenda di lavoro per “tramutare i disegni del progetto in opere concrete”. Le opere sono quelle che dovranno difendere la riviera sud di Manfredonia dai fenomeni di erosione del mare e dalle inondazioni. Un intervento complesso, interdisciplinare condotto dai tecnici del Politecnico di Bari e dell’Autorità di bacino di Puglia ai quali l’amministrazione comunale ha commissionato lo studio orsono un paio di anni.
Il professor Antonio Di Santo, segretario dell’Autorità di bacino, il professor Ferruccio Piccinni, e il professor Felice Petrillo, rispettivamente docente di costruzioni idrauliche e docente di idraulica al Politecnico di Bari, hanno presentato e illustrato lo studio nella sala consiliare del Municipio di Manfredonia presenti con il sindaco Angelo Riccardi e il vice sindaco Matteo Palumbo, una nutrita rappresentanza di proprietari di alloggi sulla riviera sud, di Ipocampo in particolare.
L’area maggiormente interessata – hanno spiegato i tecnici – è quella antistante il villaggio Ippocampo che occupa più di un terzo di una striscia di terra di 250 ettari interclusa tra la strada delle Saline e il litorale sabbioso e delimitata dal fiume Cervaro e dal canale Peluso. Un’area andatasi costituendo nei secoli scorsi (nel 1716 le carte mostrano la foce del Cervaro fortemente arretrata rispetto a quella di oggi) e attraversata da un reticolo di canali che sfociavano a mare. La bonifica dei terreni, la costruzione di strade e di villaggi hanno formato una sorta di barriera al naturale scorrere delle acque concorrendo alla formazione di aree depresse oggetto di continua invasione delle acque del mare associate a consistenti eventi meteorici che hanno determinato e determinano continui allagamenti con difficoltoso deflusso delle acque conferendo al territorio un aspetto di tipo lagunare.
Tra gli interventi destinati alla difesa costiera, di urgente realizzazione è stato indicato il ripristino del sistema dunale con quota di sommità di tre metri con scogliera di dissipazione a valle della duna. Naturalmente sono previste tutta una serie di opere interdipendenti fra di loro, che in buona sostanza ridisegnano il territorio interessato alla erosione. La soma preventivata di oltre venti milioni di euro esprime peraltro l’importanza degli interventi da realizzare.

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