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E’ la fase operativa più avanzata di quel lungo percorso che ha richiamato l’attenzione della pubblica opinione, delle istituzioni e dello stesso legislatore, verso i soggetti e i nuclei più esposti a scivolare verso forme di povertà anche estrema. A realizzarla l’amministrazione comunale attraverso l’assessorato alle politiche sociali che ha sottoscritto un protocollo d’intesa con le associazioni di volontariato per disciplinare gli impegni reciproci e le modalità di realizzazione di interventi a sostegno dei soggetti in difficoltà a vario titolo.
“Un intervento trasversale nel sempre più dilatato e multidimensionale mondo della povertà e dell’esclusione sociale popolato da famiglie monogenitoriali, anziani soli, persone con gravi patologie sole, donne sole o separate e padri separati, famiglie monoreddito”, ha esemplificato l’assessore Paolo Cascavilla.
Comune e Associazioni di volontariato hanno convenuto si stabilire i seguenti criteri funzionali: realizzazione condivisa e integrata di azioni, servizi e interventi a favore di cittadini e delle famiglie che si trovano in condizione di indigenza, grave emarginazione, assenza di alloggio, di persone senza rete familiare e in forte difficoltà a sostenere  il lavoro di cura (minori e anziani); creare e curare centri di ascolto per un orientamento ai servizi e una prima valutazione dei bisogni; sostenere anche mediante l’apporto di risorse umane le mense per le persone in difficoltà (la mensa presso la parrocchia Croce a cura del SS. Redentore e la mensa serale presso i locali della chiesa S. Andrea curata dalla fraternità Paolo VI); sostenere la raccolta di beni alimentari da effettuare almeno tre volte in un anno e assegnazione dei beni alimentari raccolti alle mense per i poveri e alle associazioni che abbiano spazi e possibilità di distribuzione alle famiglie in difficoltà in collegamento con il Servizio sociale professionale; collaborare e sostenere tutte le iniziative di solidarietà e di socializzazione per anziani e disabili; collaborare e supportare la gestione di interventi di prima assistenza (docce, distribuzione indumenti, ospitalità…) presso le strutture socioassistenziali esistenti (Casa di riposo Anna Rizzi, Dopo di noi don Mario Carmone, Seminario Scalabrini) per persone emarginate e sole che si presentano autonomamente e/o segnalate e inviate dai servizi sociali.
Criterio di fondo stabilito è quello che pone come obiettivo principale il sostegno alla autonomia delle persona sia dal punto di vista sociale che economico e quindi di sviluppare interventi in una logica di rete collegandoli all’interno di un sistema di aiuto da tutti conosciuto e comprendente aiuti monetari ma anche in servizi. Un piano di interveti individuali da monitorare, è stato sancito, con lo specifico apporto professionale dell’assistente sociale.

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