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Rodi Garganico - Una singolare protesta in difesa della dignità di uomo e lavoratore

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410 giorni davanti al Comune con un cartello appeso al collo, questa la singolare forma di protesta pacifica di Michele Panella, cassintegrato della “Tributi Italia”, società estromessa dal servizio di esattoria esercitato per conto del Comune di Rodi Garganico e attualmente in amministrazione controllata. Sono questi i risvolti umani della crisi economico-finanziaria che attanaglia l’Europa e la nostra Italia, una crisi che – come ha affermato il Santo Padre, Benedetto XVI – in ultima analisi, si fonda sulla crisi etica che minaccia il Vecchio Continente. E nel caso di Michele Panella l’etica è stata, in qualche modo, messa da parte. Sono circa 410 i lavoratori in cassa integrazione. Una clausola che prevedeva che la società subentrante dovesse riassumere i lavoratori della precedente concessionaria era stata inserita da diverse amministrazioni comunali. Però, a rimetterci, in questo passaggio, è stato proprio Panella che dopo varie battaglie, ha ottenuto solo la cassa integrazione, attualmente prorogata fino al prossimo mese di giugno 2012. L’Aipa, subentrata alla Tributi Italia ha preferito assumere un giovane disoccupato della cittadina garganica. “Ho svolto questo  lavoro per venti lunghi anni, ma il sindaco e il vice sindaco non mi hanno tutelato nel bando di gara del febbraio 2009 – dichiara Panella – mi hanno tolto il lavoro per darlo a un giovane mio concittadino che, però, non può vantare la mia ventennale esperienza”. Michele Panella, infatti, ha lavorato con tutte le società che hanno svolto il servizio di riscossione, con la Mondelli Delmonte srl, con la Gestor spa e infine con la Tributi Italia. “Gli amministratori comunali rimangono ancora freddi e impassibili – scrive Panella – nonostante conoscano molto bene le mie gravi difficoltà economiche. Il prossimo mese di settembre compirò 50 anni, ho una famiglia da mandare avanti con un bambino di 12 anni e so fare solo questo lavoro, loro lo sanno benissimo, ma se ne infischiano”. Per questo Panella continua nella sua protesta anche se oggi, per problemi di salute, non può stazionare davanti al Comune per più di tre ore al giorno. Il medico glielo ha proibito a causa delle somatizzazioni d’ansia  e dei diversi attacchi di panico dovuti al grande stress psicologico conseguente alla perdita del lavoro. Oltre al danno anche la beffa: Panella è imputato in un processo che lo vede accusato di oltraggio e diffamazione. Purtroppo la cassa integrazione volge al termine, si vocifera di una cessione o dell’affitto di un ramo dell’azienda alle Poste Tributi “ma per noi cassintegrati – conclude Panella nella sua lettera – si parla di esubero per l’eventuale acquisto e sicuramente si ricorrerà ala mobilità”. L’unica speranza per Panella è che alle prossime amministrative il vento cambi.

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