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Manfredonia - Un parco giochi e un campo sportivo per i ragazzi scampati al terremoto dell’Aquila

Li realizzerà a Cese di Preturo la Città di Manfredonia utilizzando i fondi raccolti all’indomani del terremoto dell’Aquila. Il parroco di Cese: “Strutture importanti per la rinascita della nostra comunità”.
Un parco giochi e un campo sportivo polivalente per sentirsi comunità viva e sperare nel futuro. E’ la richiesta fatta dagli abitanti di Cese di Preturo, una borgata frazione dell’Aquila di 400 anime dilatatasi a tremila per aver accolto una fetta importante di abitanti del centro abruzzese colpito dal terremoto del 6 aprile 2009. Una cittadina costruita in fretta e furia nell’ambito del progetto C.A.S.E. per dare una alloggio agli sfollati dal terremoto. Nessuno ha però pensato ad un minimo di strutture di aggregazione, per i bambini e i ragazzi prima di tutto.
A colmare una lacuna particolarmente avvertita da quella comunità ci ha pensato la Città di Manfredonia realizzando il desiderio espresso dalla popolazione tramite il vescovo ausiliare della diocesi dell’Aquila, mons. Giovanni D’Ercole. La realizzazione appunto di un parco giochi e di un campo sportivo polivalente “tanto utili alla nostra comunità in quanto al momento non abbiamo nessuna struttura aggregativa”, ha scritto al sindaco di Manfredonia il parroco della parrocchia San Giovanni Battista, don Jean Claude Rajanaorivelo evidenziando come “sia importante per la comunità intera poter avere un luogo dove incontrarsi e far giocare i nostri bambini e ragazzi”.
I fondi necessari per l’intervento, 18 mila euro, sono attinti dal fondo raccolto all’indomani del terremoto dell’Aquila per contribuire ad alleviare le necessità di quelle popolazioni private di tutto. “I manfredoniani si attivarono immediatamente – spiega l’assessore alla politiche sociali Paolo Cascavilla - per aiutare la popolazione a fronteggiare il grave evento. I dipendenti comunali decisero di devolvere il compenso di una giornata lavorativa. Un input per organizzare una raccolta di fondi che coinvolse l’intera città, con l’impegno a utilizzare la somma raccolta per la realizzazione di un progetto definito e finalizzato, da attuare dopo che fosse passata la fase dell’emergenza”.
Nacque “Manfredonia per l’Abruzzo”, un coordinamento cittadino cui aderirono i rappresentanti dei dipendenti e amministratori comunali, la Paser, il gruppo scout Agesci, l’associazione SS. Redentore, l’Anteas, l’Avi, l’Aido, l’Ual, l’Accademia internazionale di musica Re Manfredi, la fondazione Karol, la casa di riposo Anna Rizzi, i Sindacati dei pensionati, scuole e parrocchie. Si decise di aprire un conto corrente presso la Banca prossima, intestato all’associazione SS. Redentore. Cofirmatari del conto e Coordinatori dell’iniziativa Paolo Cascavilla e Salvatore Coppolecchia.
Su quel conto confluì il contributo dei dipendenti comunali e degli amministratori per quasi 10.000 Euro, il gettone di presenza dei consiglieri comunali della seduta del 4 maggio del 2009, i contributi di singoli cittadini e quelli raccolti da associazioni e scuole e poi il contributo diretto del Comune per 9.000 euro. In tutto 28.830 Euro.
“Di questa somma 10.000 Euro sono stati utilizzati – ragguaglia Cascavilla - a S. Eusanio Forconese, comune in provincia dell’Aquila, per ricostruire un punto vendita di generi alimentari. L’intervento è stato realizzato in collaborazione con la cooperativa Mucafer. I rimanenti 18 mila euro sono stati destinati a Cese di Preturo”.
Il parroco don Jean Claude ha invitato gli amministratori del Comune di Manfredonia a partecipare alla inaugurazione delle strutture realizzate.

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