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Sabato, 15 Agosto 2020

Manfredonia - Torrione San Francesco e torrione dell’Astrologo

In questi ultimi giorni la Giunta Comunale ha dato mandato all'Ufficio Legale del Comune di Manfredonia di avviare le procedure necessarie per definire la vicenda che interessa i torrioni San Francesco e dell'Astrologo senza pregiudicare gli interessi di questo Ente.

 

Il recupero dei torrioni cittadini è una questione di cui si parla da tempo, ma al di là della avvenuta cessione volontaria da parte dei proprietari, occorre individuare un percorso giuridico e legale che determini il pieno possesso del Comune di Manfredonia. Il problema risiede nei titoli di proprietà che risultano sin troppo vecchi determinando insidiose problematiche negli atti catastali e, come nel caso del torrione dell'Astrologo, hanno portato anche all'abbandono dell'incarico, alcuni anni fa, da parte di un legale delegato a reperire la documentazione utile per l'aggiornamento catastale.

 

"E' fuori di dubbio che la maggiore ricchezza del nostro Paese è rappresentata dai beni culturali - afferma Angelo Riccardi - . Disponiamo di un variegato patrimonio che richiede costantemente la nostra attenzione. Lo stesso può essere considerato come un insieme di opere e monumenti strettamente legate al territorio che lo hanno prodotto. Storia e cultura concorrono a creare quel senso di appartenenza che ci fa difendere ciò che si ama".

 

Le mura di cinta della città furono affidate, nella realizzazione, al magister Giordano di Monte Sant'Angelo. A questi venne data facoltà di disporre di tutte le pietre presenti in città e, nel caso in cui ne occorressero altre, di attingere dal materiale lapideo dell'antica Siponto. Curioso notare che, vista la considerevole estensione delle opere da realizzare, Giordano costituì una sorta di cooperativa: un’associazione temporanea di imprenditori, guidata da lui stesso, provenienti sia dal Gargano che dal barese. L'inizio è databile negli ultimi mesi del 1277 e il termine dei lavori delle mura angioine è collocabile intorno alla Pasqua del 1283.

 

Le mura si caratterizzavano per l'assenza di torri nel senso strettamente militare del termine: sarebbero occorsi centinaia e centinaia di combattenti per presidiare tutta la cinta muraria e ciò avrebbe limitato la potenza di tiro e costretto i difensori a lunghi e continui spostamenti per raggiungere ora questa torre ed ora quell'altra. Compito primario delle torri, quindi, fu quello di costituire una minima difesa di fiancheggiamento e null'altro. La cinta cittadina fu testata per la prima volta nel 1349, momento per certi versi propizio ai malintenzionati stante l'esiguo numero di cittadini rimasti esenti dall'epidemia di peste sviluppatasi un pò dovunque: gli uomini di Ludovico, signore di Taranto, tentarono di penetrare in città nottetempo, ma i manfredoniani, che avevano avuto sentore di queste intenzioni bellicose, avevano già ottenuto la presenza nell'abitato di un drappello di ungheresi di stanza a Monte Sant'Angelo. Quando gli invasori provarono con scale ed altri artifizi a penetrare le mura spuntarono da dietro i merli delle torri i difensori che, con un fitto lancio di pietre, ricacciarono bruscamente indietro gli invasori.

 

Tornando all'attualità l'Amministrazione cittadina ha dapprima dato incarico ad un tecnico comunale di verificare lo stato dei torrioni San Francesco e dell'Astrologo e, successivamente, lette le relazioni, ha ravvisato la necessità di intervenire con urgenza nella realizzazione di misure atte a fronteggiare il degrado in cui versano gli stessi.

 

Un lavoro minuzioso e certosino, quello svolto su espressa indicazione dell'Assessore Zingariello, per constatare sia lo stato igienico che quello ambientale e per verificare se possono sussistere eventuali pericoli per l'incolumità pubblica.

 

Nel caso del torrione dell'Astrologo è stato constatato che la sommità è ricolma di vegetazione spontanea; che il parapetto, ormai quasi del tutto assente, consente lo scivolamento del terrapieno durante le piogge; che numerosi volatili, corvi e colombi soprattutto, hanno nidificato nei fori di drenaggio contribuendo, tra l'altro, al distacco di pietre e malta nel loro inerpicarsi lungo le mura.

 

"Considerate le pessime condizioni del torrione - spiega Salvatore Zingariello, Assessore ai Lavori Pubblici e Servizi Urbani - si è già provveduto ad una prima messa in sicurezza posizionando, lungo via Torre dell'Astrologo, delle transenne che possano risparmiare a persone o automezzi il pericolo della caduta di materiali. E' stato inoltre previsto il decespugliamento e la rimozione delle erbacce situate sulla sommità; la rimozione dei blocchi di pietra, chiamati "conci", che risultano pericolanti ponendo in opera della malta idonea per la delicatezza di un tale intervento; la realizzazione di una staccionata in legno che recinti l'intero perimetro del Torrione e, infine, la chiusura dei fori di drenaggio con rete metallica che impedisca ai volatili di insistere nell'abitudine di stazionarvi".

 

La situazione del torrione San Francesco è pressoché identica a quella descritta per l'altro torrione. Erbacce sulla sommità, pericolo di scivolamento del terrapieno vista la quasi totale assenza del parapetto, nidi di corvi e colombi che determinano, nel loro arrampicarsi, il distacco di mattoni e blocchi di pietra. E' stato notato, inoltre, che il lato sud della torre si ritrova in un grave stato di degrado che potrebbe addirittura determinarne il crollo o un sensibile cedimento. Anche in questo caso si è intervenuti dislocando delle transenne che evitino rischi a chiunque sia di passaggio, ma "l'intervento non finisce certo qui: è previsto, infatti, tutta una serie di misure, analoghe a quelle studiate per il torrione dell'Astrologo, che restituiranno dignità e decoro ad una delle più importanti testimonianze storiche della nostra terra", conclude Salvatore Zingariello.

 

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