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Sabato, 16 Ottobre 2021

Manfredonia - L’emergenza inverno e una rete per gli immigrati

Vi è stata nei giorni scorsi, presso i Servizi Sociali di Manfredonia, una riunione tra tutte le associazioni che si occupano degli immigrati. Sono stati presi degli impegni e si è creata, alla luce dell’esperienza dello scorso anno, una collaborazione tra Comune e associazioni.

L’associazione PASER svolgerà, nel periodo più freddo, un servizio notturno per vigilare e avvicinare le persone senza dimora e che stazionano in ricoveri provvisori e poco sicuri, non riparati dal freddo. A queste persone si offriranno bevande calde e indumenti pesanti. Già lo sorso anno questo servizio si è dimostrato molto utile. Servono, però, coperte e giubbotti pesanti. Per chi vorrà e potrà la consegna si può effettuare presso il centro Aim – Seminario Scalabrini, il martedì e il giovedì pomeriggio, o presso la Paser tutti i giorni.

Il servizio doccia si potrà effettuare presso l’associazione “Paolo VI” (chiesa S. Andrea), la casa di riposo “Anna Rizzi”, il seminario Scalabrini. E’ possibile effettuare un servizio limitato di lavanderia presso la PASER. Nel territorio si muoverà anche il Camper Salute dell’Assessorato alle Politiche Sociali.

Si tratta, come si può vedere, di servizi minimi che vengono incontro a bisogni essenziali.

Nel corso della stessa riunione è stato compiuto un esame approfondito sul Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA), posto nei pressi di Borgo Mezzanone. L’Assessore Cascavilla ha riferito sull’incontro in Prefettura, presente anche l’Assessore Regionale Fratoianni, dove si è riunito il Consiglio Territoriale per l’immigrazione.

Nel CARA di Borgo Mezzanone stazionano circa 450 stranieri non aventi diritto. E’ una situazione che si trascina da tempo, ma ora occorre sanarla con lo sgombero, previsto in un primo tempo per il 16 novembre, poi rinviato, per tentare azioni e soluzioni concertate. Si è provveduto a formare un gruppo tecnico per una verifica delle persone che si trovano nel CARA, per convincere molti a verificare la possibilità del rientro in patria o, se hanno avuto lo status di rifugiati, a trovare altre forme di ospitalità.

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