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Venerdì, 03 Dicembre 2021

Manfredonia - Iniziative per fronteggiare le carenze di servizi sanitari a seguito della mancata stabilizzazione del personale ospedaliero

In data odierna, presso la Prefettura di Foggia, si è tenuto il previsto incontro tra il Prefetto dott. Antonio Nunziante, la Direzione dell’ASL di Foggia rappresentata dal Direttore generale dott. Ruggiero Castrignanò, il Direttore sanitario dott. Leonardo Trivisano, il Direttore amministrativo dott. Nicola Ciccarelli, oltre ai sindaci di Cerignola, Lucera, Manfredonia, San Severo.

 

La riunione, proposta dal Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, per affrontare l’emergenza sanitaria che si profila nella nostra provincia a causa della mancata stabilizzazione del personale ospedaliero medico e paramedico, è stata resa possibile per iniziativa del Prefetto di Foggia che, sempre sensibile ai temi sociali, ha svolto un ruolo importante nel sollecitare le parti per la ricerca di una soluzione realistica, tale da scongiurare l’interruzione di un servizio essenziale quale è quello ospedaliero.

 

Nel merito della questione, il Direttore generale dell’ASL di Foggia dott. Ruggiero Castrignanò ha affermato che, in base alle norme vigenti, non può prorogare i contratti a tempo determinato del personale medico e paramedico. Non vi sono leggi che lo consentono ma al contrario vi sono norme che lo impediscono.

 

Dopo approfondita discussione, la Direzione generale dell’ASL ha convenuto di dover assicurare la riorganizzazione dei livelli minimi di assistenza che, nel caso dell’Ospedale San Camillo De Lellis di Manfredonia, si concretizzano nel fatto che sarà potenziato il reparto di Pediatria e sarà riaperto il reparto Ostetricia e Ginecologia.

 

A tale proposito è opportuno considerare che tale reparto ha una ragion d’essere se le cittadine residenti a Manfredonia utilizzano detta struttura e non vanno in altre città a partorire com’è avvenuto negli ultimi anni in cui si registra una media di oltre 200 cittadini di Manfredonia nati altrove.

 

La U.O.C. Ortopedia resta sospesa fino a quando il personale non sarà stabilizzato, così come da tutti auspicato.

 

Il risultato raggiunto, se da un lato non corrisponde alle aspettative attese, dall’altro rappresenta un passo avanti nella soluzione di una questione importantissima per il benessere della nostra comunità.

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