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Giovedì, 09 Luglio 2020

Manfredonia - Il volo dei gufi intorno al Contratto d’Area

 

Sotto i colpi della concorrenza dei Paesi emergenti, che hanno costi molto bassi e dunque prezzi dei prodotti molto competitivi, l’industria manifatturiera dei Paesi industrializzati attraversa una crisi senza precedenti. In tutta Italia vi sono crisi aziendali, lavoratori in cassa integrazione, chiusure di fabbriche, licenziamenti.

Nonostante questo scenario drammatico gli esponenti del PdL, che evidentemente pensano che Manfredonia non sia in Italia, non rinunciano a ridicole quanto assurde speculazioni: gridano allo scandalo sul presunto fallimento del Contratto d’Area di Manfredonia. Dal che si deduce che i due milioni di disoccupati esistenti in Italia sono dovuti a chissà quali inefficaci gestioni di immaginarie amministrazioni comunali!

La questione è grave, ma gli argomenti non sono seri.

Incapaci di confrontarsi sui grandi temi dello sviluppo del territorio, pur di non rinunciare ai rimasugli di una bassa polemica politica, i rappresentanti del PdL, a corto di ragionamenti validi, speculano in modo vergognoso sulla pelle dei lavoratori che perdono il posto di lavoro.

Con argomenti caricaturali evitano di entrare nel merito dei dati ed evocano il disagio sociale -col quale noi, a differenza di altri, ci confrontiamo tutti i giorni-, omettendo di riconoscere che se non ci fosse il Contratto d’Area oggi avremmo più disoccupati.

Grazie a esso, infatti, è stato possibile far fronte alla crisi occupazionale determinatasi a seguito della chiusura dello stabilimento Enichem: sono circa 40 le imprese in attività, in cui trovano lavoro circa 1.400 addetti, oltre l’indotto.

Non ci attardiamo su questi risultati, ma ci occupiamo delle prospettive perché grande resta la domanda di occupazione da parte dei giovani: non consideriamo il Contratto d’Area un punto di arrivo ma di partenza di una nuova fase di sviluppo.

Ci sono stati ritardi e difficoltà nella realizzazione delle infrastrutture a servizio delle aree industriali. Questa è una realtà che non vogliamo nascondere e che intendiamo risolvere nel più breve tempo possibile, perché vogliamo che le imprese che si sono insediate nel nostro territorio siano messe nella condizione di operare in modo sempre più agevole, di consolidare i propri investimenti e, se possibile, di incrementarli. Su questo aspetto siamo disponibili al confronto, ma non può essere occasione di polemica fine a se stessa che, pur di colpire una parte, reca danno all’immagine del nostro territorio

 

 

con relativa sconfitta di tutti e delle stesse prospettive di sviluppo.

Sui temi della crescita l’Amministrazione comunale intende chiamare tutte le forze politiche e sociali a confrontarsi su un progetto di sviluppo territoriale per un grande lavoro di rinnovamento, costruito sul coinvolgimento diretto dei cittadini, su una matura forma di 2democrazia partecipata”, nonché su uno sviluppo imprenditoriale basato su criteri d’innovazione e di responsabilità sociale, capaci di creare nuova occupazione e maggiore crescita economica.

Con l’avvio di questo percorso per Manfredonia, intesa sia come comunità sia come governo locale, ci proponiamo d’individuare un metodo condiviso di programmazione delle politiche di sviluppo territoriali, al fine d’integrare la dimensioni sociale, economica, culturale e ambientale, sia nell’azione pubblica sia nell’azione privata di tutti i soggetti che aderiscono al progetto.

La partecipazione della cittadinanza e della società civile organizzata alle scelte strategiche di sviluppo locale significa responsabilizzare i cittadini, renderli partecipi e attivi nella costruzione e determinazione del proprio destino.

Su questi temi auspichiamo un confronto serio e costruttivo con tutta la Città.

 

La coalizione Manfredonia Viva

Insieme x Manfredonia

Partito Democratico

Comunisti Italiani

La Riviera Sud nel Cuore

Italia dei Valori

Unione di Centro

Cristiani Uniti

Partito della Rifondazione Comunista

Sinistra Ecologia e Libertà

Partito Socialista Italiano

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