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Sabato, 16 Gennaio 2021

‘Dal Pug al Piru’, per ridisegnare Manfredonia

Martedì 21 giugno 2011, a partire dalle ore 19.00, presso l’Auditorium di Palazzo Celestini si è svolto un dibattito pubblico dal titolo ‘Rigeneriamo partecipando, dal Pug al Piru’, in cui è stato presentato alla città un nuovo strumento di pianificazione urbanistica, il Piru appunto, che ha l’obiettivo di rigenerare parti significative di Manfredonia mediante interventi organici.

Il vicesindaco Matteo Palumbo, che ha aperto i lavori, ha sottolineato l’importanza epocale di questo passo, “con cui si disegnano le future fattezze della nostra città”.

Con una ricca presentazione di slide, tavole e tabelle, sono stati evidenziati i punti di forza e di debolezza, i vincoli e le opportunità del nostro territorio, prime indicazioni del percorso da seguire.

Il coordinatore scientifico del Pug, Leonardo Rignanese, ha quindi illustrato i passaggi che conducono dal Documento Programmatico Preliminare al Piano Urbanistico Generale, fino al Piano di Rigenerazione Urbana, individuandone gli obiettivi principali, da modificare e perfezionare attraverso l’interazione con la comunità locale.

La stesura del Documento Programmatico Preliminare –ha spiegato Rignanese-, operazione lunga e complessa, ha offerto l’occasione per sperimentare modalità inedite di interpretare il territorio: ha individuato i diversi ‘contest’, le parti della città da valorizzare, riqualificare o trasformare, formulando una strategia di intervento, poi compiutamente definita dal Piano Urbanistico Generale. I grandi temi individuati nel Dpp sono la sicurezza del territorio, il paesaggio, il recupero della forma urbana e del Centro Storico, lo spazio pubblico e il sistema del verde, la trama viaria, le dotazioni territoriali e il Piano dei Servizi”.

Una delle prime operazioni intraprese dopo l’adozione del DPP, infatti, è stato il Rilievo del Centro Storico che, insieme al fronte mare e ai comparti CB6 e CB7, sono i tasselli che andranno a costituire il grande mosaico del Pug.

Anche il Documento Programmatico per la Rigenerazione Urbana (Dpru) trova origine nel Dpp, a cui deve gran parte dei contenuti, degli obiettivi e delle strategie.

Ulteriore passo verso il Pug, il Dpru raccorda e sviluppa alcuni temi riguardanti la forma urbana e lo spazio pubblico, per renderli attuabili trasformando le previsioni in progettualità concreta, guidata da un disegno unitario sintetizzato nel logo.

La linea della costa, il luogo in cui la costruzione dell’uomo si confronta con l’elemento ‘acqua’, deve trovare una maggior definizione e divenire centralità urbana maggiore; il perimetro delle mura, che ha contenuto la vita di Manfredonia fino al XIX secolo, dev’essere recuperato nelle sue vestigia e nella sua traccia; l’anello intorno alla città attuale va ripensato come nuovo viale urbano, per connettere e sorreggere le espansioni esterne in fase di realizzazione; i canaloni, presenze antiche e vitali trattate come semplici invasi, potrebbero diventare, come nel logo, bracci dei moli che prolungano l’elemento ‘acqua’, aree verdi attorno a cui addensare funzioni e servizi.

Tra i temi, luoghi e questioni del Dpp, grande valore viene dato al recupero della forma urbana originaria.

Per molti secoli Manfredonia è cresciuta dentro le mura con una maglia ortogonale; anche le prime espansioni oltre le mura hanno seguito le direttrici storiche. È a partire dalla metà degli anni ’70 del Novecento il processo di edificazione si è scollegato dalla struttura originaria, e la città ha cominciato a perdere la sua forma, ma soprattutto la cultura della forma -ha continuato Rignanese-. A Manfredonia va restituita un’immagine urbana che sappia associare alla testimonianza del suo passato una visione del futuro. Non c’è bisogno di occupare nuove aree, ma di dare ordine e senso a quelle già esistenti, e le marginali, come le CB, sono occasione per dare forma urbana”.

Anche la città dentro le mura necessita di una specifica regolamentazione, per evitare di mettere in pericolo la natura del centro stesso.

Attorno al Centro Storico si sviluppa la città consolidata, quella dei quartieri storici, che non rientra nelle aree di rigenerazione, ma ne beneficerà comunque, come tutta la città.

Infine c’è la città da consolidare, quella recente che ha visto sorgere quartieri di edilizia pubblica e lottizzazioni ai bordi della città consolidata: si tratta di aree eterogenee, non sempre integrate con il tessuto circostante, da riconnettere attraverso nuove trame viarie, di verde e di spazio pubblico. Sono queste le aree su cui intervenire prioritariamente, utilizzando anche programmi integrati di rigenerazione urbana, per migliorare le condizioni urbanistiche, abitative, socioeconomiche, ambientali e culturali degli insediamenti, coinvolgendo gli abitanti e i soggetti pubblici e privati interessati.

Infine Fabio Sciannameo, esperto in Programmi di Sviluppo Territoriale e relativi strumenti finanziari di supporto, ha spiegato come il Dpp punti essenzialmente a migliorare la qualità, l’accessibilità e la vivibilità degli spazi pubblici e collettivi, delle attrezzature e dei servizi.

Dai quadri interpretativi del Dpp emergono carenze che riguardano soprattutto i luoghi sociali, di aggregazione e di verde: Manfredonia non ha un parco urbano –ha specificato Sciannameo-. Nei nuovi quartieri, ma anche in quelli storici, oltre ai servizi indispensabili, si trova un tessuto povero di aree specialistiche, fatto solo di residenze e di strade: poche piazze, pochi luoghi aggregativi, escludendo il centro storico”.

A riguardo il Dpp individua alcuni luoghi strategici per riorganizzare la struttura urbana: le aree lungo l’attuale perimetro urbano; le aree tra viale Di Vittorio e il mare; l’affaccio al mare del centro storico e parte dell’area del porto.

Le sequenze di spazi pubblici da potenziare e realizzare, la rete viaria principale, la trame del verde e degli spazi aperti ritrovate, saranno incardinate le une nelle altre, catene di spazi incrociate tra loro, a delineare nuove centralità.

Il carattere e la qualità dello spazio pubblico contribuisce in maniera determinante alla qualità sociale degli abitanti, favorendo i rapporti interpersonali, l’interazione e l’identificazione con i luoghi: premessa indispensabile per sviluppare anche una qualità culturale, che si nutre del senso di appartenenza al territorio e alla sua storia.

E domani un secondo appuntamento con la città, a partire dalle ore 18.00 presso l’Auditorium di Palazzo Celestini.

 

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