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Manfredonia - “La comunità vive se ci si guarda negli occhi”

Dopo il primo incontro comunitario del ‘Patto della Città di Manfredonia’, avvenuto lo scorso 24 marzo, lunedì 11 aprile 2011 nella sede dei Servizi Sociali ha preso vita un’accesa serata, ricca di spunti e proposte, caratterizzata da una grande scoperta, affatto scontata nel contesto in cui viviamo: quando ci si mette insieme si scopre l’identità e la passione di essere comunità.

È la scoperta già intravista nel primo incontro presso l’Auditorium di Palazzo dei Celestini, e confermata con maggior consapevolezza lunedì, quando si è tenuto un forum tra le associazioni; prossimamente seguirà un forum con i dirigenti scolastici e i docenti, e uno con i parroci.

Alla riunione di lunedì, protrattasi fino a tarda sera, erano presenti Paolo Cascavilla, assessore alla Solidarietà del Comune, Michele Illiceto, responsabile dell’Ufficio Cultura dell’Arcidiocesi Manfredonia-Vieste-S.G.Rotondo, don Salvatore Miscio, responsabile del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, e le associazioni aderenti al Patto.

Sono stati tre i momenti salienti: le provocazioni iniziali dei tre referenti; un confronto di riflessioni e proposte tra i presenti; le conclusioni finali.

L’assessore Cascavilla ha esordito dicendo che “il forum è ciò che serve al Patto e alla stessa città. Abbiamo scelto la forma di forum, e non di osservatorio, per evitare il rischio di uno sguardo troppo professionale, fatto da occhi esperti ma non calati nel vivo delle problematiche. Il forum, invece, è una forma aperta, che già di per sé racconta la natura del Patto: un continuo cantiere con lavori in corso”.

Paolo Cascavilla ha poi sottolineato il fatto che i valori, la legalità, il senso civico non si insegnano, non servono conferenze, ma serve discuterne insieme, creare piccoli progetti concreti, laboratori attivi che producano piccoli cambiamenti, condivisi e apprezzati anche dagli altri”.

Michele Illiceto ha spiegato, quindi, come il forum deve spronarci a non adattarci, a non accontentarci dei risultati mediocri che vediamo nelle cose. Evitiamo le competizioni, apriamo collaborazioni e pensiamo a luoghi e persone che nessuno vuole incontrare. Penso a circoli e sale

giochi: quanti adulti sono lì da mattino a sera, lontani dalle nostre discussioni e confronti? Da qui si apre anche un confronto sulle periferie”.

Don Salvatore Miscio ha puntato a trovare “una metodologia, capace di far diventare il Patto un tempo, un luogo, uno strumento di analisi, sintesi e azione sulla città”.

Tra i presenti si è acceso un dibattito sul ‘lavoro che non c’è’: i dati parlano di un 50% di popolazione impiegata regolarmente, mentre la restante metà vive senza reddito o produce ‘a nero’, spesso approfittando anche dei sussidi elargiti dai Servizi Sociali.

Prima di parlare di Patto e di progetti educativi occorre, quindi, pensare a nuove forme di lavoro, per non formare giovani menti costrette poi a migrare.

Il Forum non ha certo il compito di creare situazioni lavorative, ma può divenire il luogo per ripensare la nuova cultura del lavoro, creando scambi intergenerazionali, incontri sul campo, rivalutazione di vecchi mestieri, una provocazione a ‘inventare’ nuove figure professionali, la possibilità di metter su coraggiose cooperative giovanili basate sull’ingegno.

Si è poi passati ad affrontare la problematica dell’educazione ‘scarica barili’: sempre più spesso le famiglie vivono in solitudine, sperando che la scuola supplisca alla carenza di dinamiche educative. A sua volta la scuola presuppone che queste siano già in atto in famiglia.

Per questo bisogna creare occasioni di incontro e confronto: bisogna trovare il modo e il luogo per progettare insieme e verificare in itinere gli obiettivi del Patto, per poter passare dall’osservazione-giudizio, all’azione concreta.

Ma su quali forze effettive può contare il Patto, sia umane, sia strutturali sia economiche?

Alla domanda sorta da più parti ha cercato di dare risposta l’associazione ‘Arcipelago scec’, con un progetto volto a recuperare il concetto di comunità, di città, di polis come luogo dove ci si sostiene a vicenda, abbattendo tutto ciò che va contro il bene comune. L’iniziativa proposta è visionabile sul portale http://www.arcipelagoscec.org .

L’incontro si è concluso con una serie di proponimenti:

- continuità del forum come luogo di confronto e verifica;

- conservare l’unicità di ogni associazione, pur nella condivisone di progetti attraverso incontri e scambi trasversali;

- dialogo e riflessioni sulle proposte delle singole associazioni e sui progetti del Patto, per una crescente condivisione e democrazia anche sul piano del bilancio fondi;

- creazione di una sede del Patto, individuata con probabilità nel Centro Giovanile ‘ARV’ di piazzetta Mercato, con la possibilità di una segreteria di lavoro che ne garantisca la continuità;

- creazione di una ‘banca del tempo’ e di un data-base contenente le finalità di ogni associazione, i vari progetti presentati, in modo da mettere tutto in rete;

- possibilità di creare un portale attivo sul web, oltre la pagina su Facebook già esistente, dove interagire e scambiarsi continue indicazioni;

- adozione del logo del Patto per ogni singola iniziativa, in segno di unità di intenti e vicinanza.

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