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Mercoledì, 08 Luglio 2020

Fiore: “Per l’ospedale di Manfredonia non vedo grandi motivi di allarme e preoccupazione”

primari da Fiore

 

Resta alta l’attenzione sulla sanità del territorio.

Alla luce di quanto avvenuto negli ultimi tempi, mentre si prevede la riconversione delle strutture ospedaliere di Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis e Torremaggiore, e si prospettano ulteriori tagli e chiusure, sale la preoccupazione per le sorti del ‘San Camillo’ di Manfredonia.

Proprio per capire quale destino attende la nostra struttura ospedaliera, nel pomeriggio di ieri, lunedì 11 aprile 2011, il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, accompagnato da un pool di primari e dirigenti del nosocomio sipontino, ha incontrato l’assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore.

A Bari il direttore sanitario Salvatore Gentile e i primari del Pronto Soccorso Matteo Melchionda, di Medicina Generale Serafino Talarico, di Cardiologia Gaetano Prencipe, di Anestesia e Rianimazione Matteo Vitulano, di Pediatria Giovanni Lauriola e di Psichiatria Carmine Mattiello hanno esposto le proprie paure per una situazione sull’orlo del collasso, dove reparti ridotti all’osso funzionano a scartamento ridotto per l’impossibilità di avere personale in sostituzione.

Si fa grande fatica ad andare avanti”, ha sottolineato il sindaco Riccardi aprendo l’incontro, a cui era presente anche il consigliere regionale Franco Ognissanti.

Per l’ospedale di Manfredonia non vedo grandi motivi di allarme e preoccupazione -ha esordito l’assessore Fiore-. Unico punto dolente, che riguarda un po’ tutte le strutture ospedaliere, anche le più grandi, è il personale”.

L’assessore, tracciando brevemente la cronistoria che ha condotto alla situazione sanitaria attuale, ha spiegato che la Puglia, come tutte le altre regioni d’Italia, è tenuta a rispettare la finanziaria del 2006 che, basandosi su una ‘fotografia’ del personale nel 2004, ne ha disposto un taglio dell’1,4%; la spesa del personale così ‘limata’, inoltre, deve restare stabile fino a dicembre 2012.

Una ‘legge capestro’, come l’ha definita Tommaso Fiore, che in pratica ha vietato qualsiasi sviluppo di servizi e che, per di più, ha messo in difficoltà i servizi già esistenti.

I conteggi fatti a livello regionale, non di singola Asl, indicano uno sfondamento delle spese per il personale quantificato attorno ai 180 milioni di euro. È per questo motivo che, entrando nel merito dei piani di rientro, indipendentemente da altre vicende c’è un serio problema di personale, ovunque, e, pur senza il blocco di turn over, non è possibile assumere”, ha continuato l’assessore alla Sanità.

La Regione Puglia sta portando avanti una ricognizione puntuale sui dati del 2004, nel tentativo di ‘scovare’ errori di sottostima che avrebbero subito processo di trascinamento nel corso del tempo.

Qualcosa sta emergendo, con la speranza che, in sede di ridiscussione con il Ministero, venga riconosciuto che la vera spesa del 2004 era superiore a quella evidenziata”, sono le speranze di Fiore.

La riduzione del numero degli ospedali doveva servire a recuperare personale, per poi spostarlo in altri plessi; a livello regionale, infatti, il numero dei medici è lievemente al di sotto della media. Ma, di contro, le comunità locali hanno richiesto una serie di attività sostitutive, propriamente territoriali.

Analizzando i dati, comunque, per l’ospedale di Manfredonia non sono state previste operazioni di dimagramento. Inoltre l’assessore si è personalmente impegnato a “lavorare per ottenere deroghe che, nell’ambito delle nostre forze, ci permettano di potenziare i servizi più importanti legati all’urgenza e all’emergenza”.

La Regione Puglia, oltre alla partita del personale, sta giocando anche quelle della farmaceutica territoriale e ospedaliera, per cui conta di avere a disposizione una massa finanziaria più alta rispetto alle previsioni.

Se tutto va in quest’ottica, a giugno, quando avremo le prime proiezioni dell’anno, ridiscuteremo della faccenda del personale, l’emergenza principale”, ha concluso Tommaso Fiore.

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