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Venerdì, 06 Dicembre 2019

Manfredonia - Manfredonia e la ‘Giornata della Legalità’

Sabato 19 marzo 2011 Manfredonia ha celebrato la XVI ‘Giornata della Legalità’, dedicata alla “memoria e all’impegno, in ricordo delle vittime delle mafie”.

La manifestazione, organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri Sez. di Manfredonia, ha visto l’auditorium dell’I.T.C. ‘Toniolo’ gremito di professori e studenti, provenienti anche dal Liceo Scientifico ‘Galilei’ e dalla Scuola Media ‘Perotto’, a sottolineare l’importanza degli istituti formativi nell’educazione alla legalità.

Testimoni d’eccezione di questo cammino sul nostro territorio il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi, l’arcivescovo di Manfredonia-San Giovanni Rotondo-Vieste Michele Castoro, l’onorevole Michele Bordo, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, Michele Trotta e Salvatore Costa, rispettivamente presidente e tenente ispettore regionale, il comandante provinciale dei Carabinieri Antonio Diomedea, il comandante provinciale dei Carabinieri di Giulianova Francesco D’Amelio e il pm Giuseppe Gatti della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari.

Presente anche il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Potenza Massimo Lucianetti.

Sono felicissimo che nella nostra città si organizzi questo momento di riflessione sulla legalità interamente dedicato ai giovani. Perché con voi giovani bisogna parlare, e noi istituzioni abbiamo il dovere di informarvi, dirvi la verità”, ha esordito il sindaco Riccardi.

Cari ragazzi, è inutile nasconderlo: la nostra è una terra di mafia. Negli ultimi tempi sono stati lanciati tanti semi di legalità, ma spesso sono caduti in zone aride, incapaci di reagire e germogliare. Troppe volte ci si limita a piangersi addosso, a fare commenti negativi e a scagliare provocazioni su argomenti futili, mentre tutto tace la faida tra i clan fa registrare l’ennesimo omicidio -ha continuato il primo cittadino di Manfredonia, rivolgendo poi un caloroso ringraziamento alle forze dell’ordine- che, in sinergia tra i vari corpi, stanno compiendo un ottimo lavoro – e alla Procura- per quanto riguarda le indagini in corso in campo amministrativo”.

Non posso, oggi, non ricordare il ‘Patto della città per la legalità, la cittadinanza responsabile e la coesione sociale’, l’alleanza siglata dal Comune di Manfredonia con la Diocesi e con chiunque voglia contribuire, con le proprie competenze, alla crescita della città”, ha concluso Angelo Riccardi.

L’Italia l’hanno fatta gli italiani che, insieme, hanno creduto in alcuni ideali e per essi sono morti -ha chiosato il vescovo Michele Castoro citando il messaggio del Presidente della Repubblica per l’Unità d’Italia-. È questo che dobbiamo recuperare: un’unità di ideali da portare avanti. Le forze dell’ordine e la magistratura hanno il compito di repressione,ma a noi, e non ad altri, spetta il compito della prevenzione. Noi come chiesa ci siamo, impegnati in prima linea, e con voi giovani vogliamo stabilire un rapporto tutto particolare di dialogo”.

Focalizzando l’attenzione sul fenomeno dell’illegalità diffusa in Capitanata, l’onorevole Michele Bordo ha illustrato i “grandi passi fatti nella lotta alla criminalità organizzata. Su alcuni fronti siamo all’avanguardia, ma la mafia è dura da sconfiggere. E togliamoci dalla testa che sia un fenomeno circoscritto al Sud: l’economia dell’intero Paese presenta inserimenti mafiosi capillari che vanno a intaccare anche il PIL, visto che il 12% delle nostre ricchezze si disperde in fenomeni criminali. È vero, però, che gli ultimi rapporti di analisi vedono la mafia garganica come la più militarmente organizzata. Per questo occorre intaccarne la forza economica con la confisca dei beni promossa dallo Stato”.

Altri dati sulla Capitanata sono stati forniti dal comandante Antonio Diomedea che, rispondendo alle domande di alcuni studenti, ha dichiarato che la nostra terra “è al quinto posto in Italia per densità mafiosa. Le nostre particolarità sono l’omertà e la paura di collaborazione. Eppure, come Arma, da più di vent’anni organizziamo eventi di promozione ed educazione sul territorio”.

È un fattore culturale e sociologico –ha aggiunto, poi, il pm Giuseppe Gatti-. Si tratta di combattere la criminalità organizzata con una legalità organizzata. È una lotta aperta tra cittadini-istituzioni e mafia: la mafia ha relazioni di scontro, dove il più forte domina e l’altro viene represso; i cittadini e le istituzioni hanno relazioni d’incontro, dove l’altro è un dono da valorizzare, un bene da difendere e a cui dimostrare solidarietà. Quando queste regole si invertono, o una sfocia nell’altra, si perde l’essenza del tutto. I giovani vanno rieducati ai valori di relazione-

incontro, di libertà, uguaglianza, fraternità. Solo così i cittadini-istituzioni possono combattere l’organizzazione mafiosa”.

In chiusura il procuratore generale Massimo Lucianetti ha ricordato i valori della Costituzione, principi da recuperare e trasmettere alle nuove generazioni.

Prima tutti erano eticamente orientati, ora spesso non c’è unità tra le fonti e le istituzioni sull’etica a cui mirare. Dobbiamo ridircelo”, ha concluso Lucianetti.

Per ‘ridircelo’ sarà preziosa occasione l’appuntamento di giovedì 24 marzo con il ‘Patto della città’ a Palazzo Celestini.

E quando la parola è passata agli studenti, Giovanni Prencipe, che ha parlato per tutti, ha espresso l’entusiasmo per l’incontro che ha permesso loro di dialogare con personaggi impegnati su vari fronti nella lotta alla criminalità: “Dà coraggio sentir parlare il vescovo e il sindaco, insieme: vi si percepisce unità d’intenti e lotta comune, per il bene di noi giovani e di tutta la città”.

 

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