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Mercoledì, 08 Dicembre 2021

Manfredonia - Forum cultura

Giovedì 18 aprile prossimo, alle ore 18, presso il Teatro Comunale “L. Dalla”. La bozza di analisi e proposte rivolte ai soggetti che si occupano di attività culturali dall’Assessore alle Politiche Sociali e Culturali, Paolo Cascavilla.

 

“Le iniziative culturali sono numerose nella nostra città, a volte si accavallano e non sempre vi è una efficace informazione. Un momento di riflessione è necessario - dice l’Assessore alle Politiche Sociali e Culturali del Comune di Manfredonia, Paolo Cascavilla - per uno scambio di idee e per verificare la possibilità di stabilire collegamenti, coordinamenti, sinergie. Nessuna idea di una direzione centralizzata, ma l’inizio di un percorso di conoscenza reciproca e di avvio di una programmazione condivisa”.

“Ai fini di una discussione proficua - conclude Cascavilla - allego una bozza di analisi e proposte che sarà illustrata nella serata del 18 aprile, presso il Teatro Comunale "Lucio Dalla" di Manfredonia”.

Qui di seguito il testo integrale rivolto alla Commissione Consiliare, ai gruppi teatrali e di animazione, alle associazioni culturali, alle scuole, alle parrocchie ed in generale a tutti i soggetti che si occupano di attività culturali.

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FORUM CULTURA - Aprile 2013

(Bozza di analisi e proposte dell’Assessore Paolo Cascavilla)

“Il rapporto tra alfabetismo e analfabetismo è costante, ma al giorno d’oggi gli analfabeti sanno leggere” (Eugenio Montale).

“La cultura migliora il profilo affettivo delle persone, la loro spontaneità e autonomia, la capacità intuitiva, la memoria, l’immaginazione e il senso estetico. Tratti questi che generano valori economici e sociali.   Per esempio nuovi modi di guardare i problemi, che aiutano a trovare più rapidamente soluzioni adeguate, una differenziazione dei prodotti e dei consumi, delle aspettative, una salutare messa in discussione di tradizioni conservatrici che solitamente generano disuguaglianze e discriminazioni sociali, senso di identità e appartenenza comunitaria che favoriscono la cooperazione e, non ultima, un’attenzione più spiccata e qualificata per i valori spirituali, simbolici e immateriali” (Manifesto della cultura, Sole 24 ore, pp. 39-40)


Cultura: non vi è una definizione univoca.

Cultura è istruzione, conoscenza, comunicazione, valorizzazione del sapere, conoscenza dei linguaggi del nostro tempo, acquisizione delle capacità di vivere serenamente e criticamente il cambiamento.

 

Quali politiche culturali? E’ il settore forse in cui più di altri conta la partecipazione dal basso, l’elaborazione collettiva, la necessità di far dialogare soggetti diversi: istituzioni culturali (Teatro, Laboratori culturali, musei…), agenzie educative (scuole), soggetti che organizzano forme di appartenenza religiosa o politica, associazioni e cooperative.

La politica deve assumersi la responsabilità di immaginare e progettare il futuro, partendo dall’ascolto e dall’analisi del territorio e degli operatori coinvolti. Progettare il futuro, valorizzando le energie creative, spingendo a lavorare assieme e inserendo le iniziative e gli interventi di politica culturale in una cornice coerente con le esigenze del territorio e con le aspettative di ogni singolo individuo. E oggi con le nuove tecnologie ciascuno confronta il proprio destino con quello di tutti; ma le nuove tecnologie possono sviluppare una miscela tossica, con la presenza spunti irrealistici e aspettative che non possono essere soddisfatte.

Le politiche culturali devono valorizzare la cultura locale, il capitale sociale, le conoscenze diffuse legate alla tradizione, gli intellettuali, riscoprire le tracce scomparse, l’identità del territori (esigenza più forte oggi con la complessità della globalizzazione), stimolare lo scambio tra mondi, linguaggi, culture diversi. Inoltre rafforzare e rinnovare la cultura del passato e confrontarsi con la contemporaneità e i nuovi media, aprire gli occhi sui mutamenti del paesaggio, il patrimonio architettonico, i beni culturali.

Vi è oggi una maggiore attenzione e disincanto su proposte effimere e l’esigenza che siano valorizzate iniziative che richiedono tempi lunghi, percorsi pazienti per poter mettere radici. E inoltre un confronto costante con il territorio e attenzione alle potenzialità di un dialogo costruttivo tra pubblico e privato nell’interesse generale e del bene comune.

Può la cultura contribuire allo sviluppo del territorio?

Tutti i territori perseguono strategie di sviluppo economico locale e fanno della cultura una leva di azione privilegiata, aprendo musei, forme sperimentale di disseminazione culturale, riqualificazione urbana. Non vi è un legame diretto tra cultura e sviluppo (oltre l’aspetto specifico tra beni culturali e turismo), ma è indubbio che per lo sviluppo di un territorio sono fondamentali le componenti immateriali (ricerca, innovazione, fiducia, coesione).

 

Indirizzi generali delle politiche culturali:

-          E’ necessario ricucire il tessuto urbano frammentato rendendolo un sistema di relazioni che superi l’immagine di una città fatta di centro e periferia e apra la via a una città policentrica, costituita da molti centri che dialogano tra loro.

-          Con la disgregazione sociale, la crisi dei luoghi di aggregazione tradizionali e le nuove sfide provocate dalle nuove tecnologie è necessario porre tra gli obiettivi fondamentali la coesione sociale.

-          Valorizzare i luoghi dinamici di lettura della realtà e dei bisogni.

-          Riqualificare i territori considerati a rischio sociale con attività socioculturali, centri sociali, luoghi di recupero scolastico.

-          Fare assieme e mettere in rete.

-          Sinergie: raccordo con centri accademici, università di Foggia, scambi culturali, gemellaggi… Enti e istituzioni (Musei, archivi, biblioteche, teatro, Luc, Società di storia patria, Nuovo centro di documentazione storica, gruppi teatrali…).

-          Cultura significa beni culturali. E per i beni culturali è necessario il rapporto pubblico-privato, che implica una forte apertura all’intervento dei privati nella gestione del patrimonio pubblico, che deve divenire cultura diffusa e non presentarsi solo in episodi isolati. Gli interventi privati (sponsorizzazioni) sono risorse di tutto il territorio.

-          Sostenere la produzione di cultura e valorizzare le potenzialità sommerse dei giovani, attenzione alle nuove tecnologie e alle nuove forme creative.

I luoghi:

-          Biblioteca: potenziamento e ampliamento degli spazi giovanili, Nati per leggere, mediateca, archivi. Allestimento wireless in biblioteca. Allestimento per il periodo estivo spazio esterno (chiostro).

-          Casa dei diritti di Siponto: Politiche di integrazione, incontri interculturali.

-          Centri sociali: rapporti intergenerazionali, memoria comune.

-          Centro per i minori e centro polivalente per i disabili: saranno pronti entro l’anno e potranno essere luoghi di elaborazione culturale e di integrazione sociale.

-          Rete di musei: Museo nazionale, museo del mare, museo etnografico di Siponto, museo diocesano (?), museo della fotografia (?) (le notizie sull’archivio Valente parlano di attrezzature importanti e soprattutto di uno straordinario patrimonio fotografico), museo civico (?) (reperti e soprattutto collezione di monete)

-          Parco letterario non è un museo, ma uno spazio fisico e mentale. Il parco letterario comprende luoghi, case, centri storici, vecchie strade… e cerca di salvaguardare le esperienze visive ed emozionali dell’autore… E intorno sviluppare attività che stimolino creatività e fantasia. Il Parco letterario Cristanziano Serricchio: Sciali (Seppina degli Sciali), il sacco dei Turchi (Islam e la croce), Stele daunie, paesaggi garganici… tanti i luoghi legati alle opere del poeta e scrittore.

-          Teatro. Scelta strategica l’affidamento del teatro comunale “Lucio Dalla” ad una Cooperativa. Questo ha permesso la crescita di una impresa culturale e lo sviluppo di una produzione teatrale che viaggia per l’Italia. E poi la stagione di prosa, la scena dei ragazzi, il teatro delle scuole, il teatro per le famiglie, i laboratori.

-          Teatro significa anche valorizzare il lavoro delle compagnie amatoriali che a Manfredonia ha una storia e livelli di qualità notevoli.

-          Laboratorio urbano culturale “Peppino Impastato”. Funzione di sostegno e di stimolo alla creatività giovanile. Azione positiva nel settore musicale e nelle arti visive in particolare.

-          Chiostro di Palazzo S. Domenico e di palazzo Celestini per mostre, incontri, letture…

-          Presidi del libro diffusi e cineforum…

 

Le attività: E’ possibile organizzare attività lungo tutto l’anno, evitando sovrapposizioni e affollamenti in momenti particolari. E’ possibile fare di Manfredonia la città in cui ogni settimana c’è qualcosa da vedere, ascoltare, da visitare…

Gennaio – febbraio: giornata della memoria; stagione di prosa; scena dei ragazzi; teatro per le famiglie. E poi tutte le attività connesse al Carnevale: i giovedì grassi e non solo, sfilate…

marzo – aprile: Termine della stagione di prosa; festival teatro amatoriale; presentazione di libri (auditorium, scuole…); Lucphonic: rassegna di band giovanili…Campagna di primavera del FAI

maggio - giugno: Festival internazionale di chitarra; Teatro delle scuole; Iniziative di fine anno attuate dalle scuole; Leggere Manfredonia (rassegna di libri e spettacoli), concorso fotografico…

luglio – agosto: Stagione estiva: musica, cinema e teatro, mostre… cercando di dare continuità alle iniziative; festa patronale...

settembre – ottobre: iniziative per apertura scuole; piedibus; giornate dell’invecchiamento attivo; presentazione libri…

novembre – dicembre: giornata dell’infanzia; giornate contro la pena di morte; Festival famiglia; iniziative periodo di Natale.

 

La programmazione è necessaria per gli appuntamenti che rivestono carattere di continuità, e certamente indicativa per tutti ciò che, pur importante, è occasionale. In questa programmazione devono trovare posto anche quelle iniziative dei privati, delle chiese (le corali, S. Leonardo…).

Considerazioni

Rete di musei. Se si operasse in sinergia e con impegni comuni la rete museale potrebbe essere realizzata in 5 anni. E l’offerta turistica si innalzerebbe sicuramente di molti punti.

Parco letterario Cristanziano Serricchio. Il Parco letterario si può realizzare in due anni.

Centri socioculturali. Il centro Sociale Anziani, il Centro per i minori, Centro polivalente per i disabili, il Centro di salute mentale “Alda Merini”… sono e possono divenire ancor di più luoghi di aggregazione e di elaborazione culturale.

Il pubblico. E’ necessario entrare in contatto e raggiungere nuove fasce di pubblico e soprattutto coinvolgere i giovani e i ragazzi (laboratori teatrali nelle scuole e nelle periferie; le bande musicali nelle scuole e quelle di quartiere…). Le forme di coinvolgimento devono riguardano le scelte da fare e non solo la fruizione.

Necessità di assicurare continuità alle iniziative.

L’utilità di un collegamento e di una sinergia con i comuni e centri vicini: Pulsano, Monte S. Angelo (città Unesco), Mattinata, S. Giovanni Rotondo…

 

La crisi difficile e drammatica del dopoguerra fu affrontata investendo in cultura. Le città del sud in particolare hanno impegnato molte risorse umane trasformando plebi di analfabeti in cittadini.

“Ora le sfide paiono meno tangibili rispetto alle macerie del dopoguerra, ma le necessità e la capacità di immaginare e creare il futuro sono ancora più necessarie e non rinviabili” (Manifesto della cultura)

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