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Manfredonia - Forme di contrasto alla povertà e nuovi bisogni

Durante la settimana scorsa sono stati pagati i contributi straordinari. Le domande pervenute sono 850: gli ammessi 671 e comprendono disabili (102), anziani (133) e nuclei familiari (436) che vivono momenti di particolare fragilità. I respinti sono 179 (rispettivamente 13 disabili, 32 anziani, 134 adulti e nuclei familiari). Tutte le domande ammesse al contributo presentano un quadro di bisogni complessi, che va dalle problematiche di salute, all’assenza di una abitazione propria, alla carenza di reddito. La somma impegnata in questo intervento è stata di circa 167.000 euro, tutti fondi del bilancio comunale.

Gli assistenti sociali, nell’istruttoria delle domande, hanno tenuto conto di alcune priorità: le donne sole con minori, persone colpite da gravi patologie, persone sole ed emarginate, presenza di un evento straordinario che ha turbato l’equilibrio personale e familiare. Un ruolo fondamentale è attribuito alla rete familiare e sociale, che riveste notevole importanza nel definire le forme di aiuto. Nessun automatismo, quindi, né vale, per giustificare l’insistenza nella richiesta del contributo, l’affermazione: “L’altra volta me l’avete dato”.

“La difficoltà – ha detto l’Assessore alla Solidarietà, Paolo Cascavillaè definire oggi i bisogni essenziali e valutare gli stili di vita. Nessuno vuole invadere la sfera privata, ma chi viene a chiedere aiuto deve capire che non si possono fare spese voluttuarie e poi chiedere soldi per bisogni primari. Il compito del Servizio Sociale è anche quello di educare alla sobrietà e a corrette abitudini alimentari e di vita. Per questo intervento si utilizzano solo contributi comunali. Da parte dei cittadini di Manfredonia vi è la richiesta di mantenere sempre alta la vigilanza sui veri bisogni e di effettuare controlli rigorosi. Per questo ci sono apposite cassette per segnalare coloro che percepiscono aiuti senza averne diritto”.

L’accertamento dei bisogni è oggi più difficile di un tempo. Ma l’impegno dell’Ufficio Servizi Sociali è massimo nell’effettuare i controlli e le verifiche, comprese le visite domiciliari, che permettono di vedere direttamente il tenore di vita della famiglia richiedente. E spesso con molte sorprese “Ci sono nuclei familiari – dicono le assistenti sociali – che dichiarano reddito zero, ma hanno una casa che non sembra affatto di persone senza reddito. Tutt’altro. Per non parlare dello stile di vita, non giustificato dal reddito zero dichiarato”.

Sabato 17 novembre è stata organizzata la raccolta alimentare nei vari supermercati di Manfredonia. Il Comune e le associazioni hanno costruito in questi anni forme di collaborazione e una rete per aiutare chi si trova in difficoltà. Questo rapporto si è consolidato in un protocollo di intesa che stabilisce le azioni da fare per aiutare le persone e i nuclei familiari fragili e contrastare la povertà e le nuove forme di vulnerabilità. I beni alimentari raccolti il 17 novembre (oltre i 20 quintali) sono stati portati presso la sede dei Servizi Sociali, in via S. Lorenzo n. 47, dove sono stati catalogati e distribuiti alle due mense per i poveri (SS. Redentore e Fraternità Paolo VI) e all’Associazione P.A.S.E.R. che preparerà pacchi per i nuclei familiari in difficoltà segnalati dai Servizi Sociali.

Infine, per quanto concerne i contributi alle associazioni bisogna tenere conto che sono numerose, a Manfredonia, le associazioni che operano sul fronte della solidarietà: dalle mense per i poveri, al recupero scolastico, alle iniziative di socializzazione per i disabili e gli anziani, alla cura dei malati, all’accoglienza degli immigrati, dei senza fissa dimora. Si tratta di attività che vengono svolte in collaborazione con il Servizio Sociale e che coinvolgono decine e decine di volontari.

Con la crisi poi muta il quadro dei bisogni; per questo è necessario rimodulare sempre le forme di aiuto. Così oggi è attiva la vigilanza notturna per verificare se ci sono persone bisognose di aiuto e senza dimora o anche la predisposizione avvenuta in questi giorni di container con posti letti da usare in emergenza solo nelle giornate più fredde, o anche il recupero scolastico presente in molti luoghi della città.

“Un lavoro spesso nascosto e di grande utilità sociale, ed è doveroso che la Pubblica Amministrazione - conclude l'Assessore Cascavilla - sostenga con un contributo le associazioni che portano aiuto alle fasce più emarginate. Un contributo differenziato frutto di una valutazione effettuata dai Servizi Sociali sugli interventi documentati e sviluppati lungo tutto il 2012”.


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