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Giovedì, 02 Luglio 2020

Manfredonia - Presentazione del libro “Dalla terra, dal mare. Storie di donne e di Puglia”

Dopo la partecipazione alla Bitrel, all’interno del Salone “Vie Sacre del Sud”, continuano le presentazioni del libro di Angelo Cavallo “Dalla terra, dal mare. Storie di donne e di Puglia”. Cavallo è autore di diverse pubblicazioni - tra cui “Il paese della nave felice” ed. Books & News (1993), “La luna aggira il mondo e voi dormite” ed. Stampa Alternativa (2002), “Giosuè Rizzi giudizio e pregiudizio” ed. Perdisa Pop (2011), “Matteo Salvatore le canzoni e la storia” (2012) e nel teatro autore dello spettacolo “Di fame, di denaro, di passione” con Sergio Rubini. Inoltre è operatore culturale e produttore artistico e musicale (del Carpino Folk Festival e del Premio Matteo Salvatore, tra i tanti), biografo del cantastorie Matteo Salvatore e nei suoi racconti ripercorre sempre con grande precisione date, luoghi, avvenimenti, avvalendosi anche dell’ausilio di testimonianze orali. Autore degli spettacoli: “La leggenda di Pizzomunno”, “Il circo del mare”, “Il Mondo delle illusioni”, “Le lancette di Giacco”, “Parola mia” con Antonio Albanese e Nicola Rignanese, “Ballando ballando” con Antonio Albanese e Nicola Rignanese, “Si mostrò nel Gargano”, “La luna aggira il mondo e voi dormite”, “Il canzoniere meridiano”, “Di fame, di denaro, di passione” con Sergio Rubini, ”Matteo” Tressage Fou Compagnie Chizé (Francia).

“Il mio lavoro è l’arte: materia da guerriglia cubana, con pause bagno, a mare. Facevo il sub! Nuotavo benissimo e lo insegnavo, il nuoto. Oggi nuoto adagio. La bellezza salverà il mondo, scrivo di bellezza - afferma Angelo Cavallo - anche quando il mondo non lo merita. Dedico tempo quando qualcuno merita. Il merito non è mio. Questo è carattere. Canaglia e cristiano, angelo e diavolo. Pausa pranzo, sonno della controra. Faccia da sud, vita da sud, vivo a sud. Crocefisso a sud. Casual come a diciassette anni. Odore del mare mischiato alla benzina. Quella rubata. “Angelo, un’altra volta senza benzina ?” aspirai dal tubicino la benzina di un’auto, la trattenni in bocca e il sifone passò nella tanica. Senza una lira. La benzina finiva, così d’improvviso. Comunque, dicevo, adoro la mia terra ma non quelli della mia terra. L’odore dei pini marini, dell’acqua di mare. Politica? multicolore come il logo della mia regione, la Puglia. Non vivrei meglio in altri luoghi ma vivrei meglio senza la mia città. Magari solo spostandomi lì. Li, dove c’è il mare”.

Venerdì 16 novembre, a partire dalle ore 19, presso l’Auditorium di Palazzo dei Celestini a Manfredonia, si narreranno le “imprese” di Oscar Pilla, giornalista barese ma nativo di Grumo Appula che somiglia fisicamente a Lucio Dalla e scrive per la Gazzetta del Levante. Pilla è il protagonista del volume composto da tre racconti inediti - Amanti perduti, Mamuscia, Mondo sommerso - ambientati nell’universo magico e naturalistico del Gargano e delle Isole Tremiti, che si ritrova coinvolto fino al collo e all’anima in tre indagini di tipo differente che mettono a dura prova il suo universo esistenziale e il suo vissuto.

Dal libro emerge l’anima degli abitanti del Gargano e delle isole, si percepisce quello spirito tipicamente meridionale e pugliese che caratterizza i luoghi dei racconti. Si impara a conoscere un pò di storia, quella delle persone comuni. Quella vera: a Foggia i tedeschi durante la seconda guerra mondiale stavano sperimentando la prima bomba radiocomandata; sul Gargano il mondo magico dei guaritori e dei santoni non è mai stato codificato apertamente; durante la deportazione degli antifascisti alle Isole Tremiti c’era Dumini, l’assassino di Giacomo Matteotti.

All’interno del volume sono citate diverse città pugliesi, tra cui anche Manfredonia, come ad esempio nel racconto “Amanti perduti”: “La mattina seguente una barca a vela vide sta ragazza infreddolita e ferita sullo scoglio e la salvò. Il comandante disse via radio alla milizia del porto che aveva una naufraga ferita a bordo. Da terra la milizia chiese quale fosse il suo nome. Entrarono nel porto di Manfredonia. Alla banchina quando la barca ormeggiò, ad aspettarla c’era una camionetta dei Carabinieri. Perché il tedesco ferito fece il suo nome e lei fece il mio per scagionare uno dei suoi fratelli o il padre”.

La prefazione del libro è stata curata da Diego Abatantuono, che ha voluto condividere i suoi ricordi personali legati al Gargano, in modo particolare a Vieste, e che crede fermamente nel progetto “Di terra di mare”, capace di diffondere un approccio innovativo alla conoscenza dei luoghi. “Metà del Giambellino, il quartiere di Milano dove sono nato, era pugliese. [...] Fin da piccolo - scrive Abatantuono nella prefazione - tutte le estati si prendeva e si andava al Sud. [...] Per andare in Puglia non facevamo l’autostrada, anche dopo che era stata costruita, si percorreva la Via Emilia. Duecento chilometri al giorno o giù di lì. Con calma. Il mondo andava più piano. Allora il Gargano era isolato. Era davvero la montagna sacra e profana dove “Mamuscia” sopravvisse e fu terapeutica, a suo modo, alle anime dei pastori. Adesso c’è una strada che passa tra il mare e i laghi di Lesina e di Varano, una volta eri costretto ad arrivare a Foggia e fare un itinerario all’interno che era pazzesco. Se trovavi un camion ci mettevi mezza giornata. Matematico che i bambini vomitassero. Faticoso ma era tanta la soddisfazione di vedere il mare che ne valeva la pena”.

Alla presentazione interverranno l’autore Angelo Cavallo, l’editore Andrea Pacilli ed il Sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi.

Il progetto “Di terra di mare” vanta il patrocinio di Puglia Promozione, di Promodaunia, dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Foggia e dei Comuni di Foggia, Manfredonia, Mattinata, San Severo, San Marco in Lamis, Ischitella.

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