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Venerdì, 03 Luglio 2020

Manfredonia - Invecchiare attivamente

2012 Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. L’Anno europeo mira a sensibilizzare la popolazione sul contributo che le persone anziane possono dare alla società. Invecchiamento attivo significa diventare vecchi in buona salute, ma non solo. Significa partecipare alla vita della collettività e sentirsi più impegnati nella società. Anche in età avanzata è possibile avere un ruolo attivo e beneficiare di una migliore qualità della vita. A Manfredonia la popolazione anziana è in progressiva crescita e sono pure numerose le associazioni di volontariato che cercano di offrire opportunità di vita attiva agli anziani. Considerando solo la fascia di età tra i 70 e gli 80 anni, sono 4.705 gli anziani (2.216 i maschi, 2.489 le donne): pari all’otto per cento della popolazione residente (57.478). Su iniziativa dell’Assessorato alle Politiche Sociali, è stata celebrata la “Giornata dell’invecchiamento attivo” con varie manifestazioni volte ad informare sulle attività che le associazioni svolgono e, al contempo, sensibilizzare gli anziani a partecipare più attivamente alla vita sociale e culturale. Un sabato e domenica intensi, il 27 e il 28 ottobre scorsi. Tavola rotonda e poi momenti unitari di festa e di confronto, gazebo con materiale informativo di tutte le attività che le associazioni svolgono. Nella tavola rotonda sul tema dell’invecchiamento sono stati affrontati i temi della prevenzione, il ruolo dei centri sociali, il lavoro delle associazioni e delle strutture di accoglienza, dei sindacati. “Il Comune fa la sua parte – ha sostenuto l’Assessore Paolo Cascavilla – ma ci sono bisogni cui è necessario rispondere con la vicinanza, le relazioni, un nuovo senso della comunità. C’è il problema per tanti della solitudine, della paura del futuro. Specie per chi non ha una rete familiare ricca e presente”. Il  “pianeta anziani” presenta molti aspetti, ai quali occorre rispondere in maniera creativa e originale. Si può pensare a forme di affido di anziani, così come si fa per i minori? Si è chiesto il teologo Michele Iliceto. “D’accordo, "vecchio" non vuole dire malato - ha insistito il dott. Ciro Mundi, primario di Neurologia degli Ospedali Riuniti di Foggia - anche se la spesa sanitaria di un settantenne è il doppio di un quarantenne. Di qui la necessità della prevenzione e di nuove forme di collaborazione tra interventi sanitari e socio-assistenziali”. In sintonia il Sindaco, Angelo Riccardi, che ha osservato come “Non abbiamo difeso solo l’ospedale, ma abbiamo posto con forza l’esigenza della domiciliarità e di nuovi servizi territoriali; purtroppo non abbiamo ricevuto risposte adeguate”. Sulla necessità che la comunità si debba mettere in rete, hanno insistito Michele Spinelli, presidente della Consulta Anziani e Paolo Balzamo, presidente dell’ASP “Smar” (Azienda di servizi alla persona) ed i rappresentanti delle varie associazioni d volontariato. Grande interesse hanno suscitato i numerosi gazebo allestiti in Piazza del Popolo per presentare progetti, servizi (assistenza domiciliare, telesoccorso), i corsi dell’Unitre, le attività dei sindacati pensionati e del Centro Sociale Anziani, delle Acli, delle associazioni Arcobaleno, Anteas, Confartigianato.   

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