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Lunedì, 23 Novembre 2020

Manfredonia - Nell’area Inside ci sarebbero discariche Enichem

Piove sul bagnato: per l’Inside si profila un’altro grave problema, questa volta non di taglio sindacale, bensì ambientale. Nell’area occupata da quello stabilimento che, come noto, era parte integrante degli impianti industriali Anic poi Enichem, sarebbero nascosti rifiuti derivati dalle produzioni della fabbrica chimica dismessa che non possono che essere assimilati a quelli fin qui trovati e rimossi, vale a dire tossici. A denunciare quella che, se rispondesse a verità, costituirebbe una scelleratezza che richiamerebbe situazioni ambientali non sopite e per tanti versi ancora sotto l’osservazione delle pubbliche autorità di riferimento, è stato il Sindaco Angelo Riccardi che, a sua volta, ha appreso di quella presunta esistenza dagli operai dell’Inside, nel corso di una delle riunioni tenute presso la Prefettura di Foggia, indette per affrontare la nota vertenza sindacale riguardante l’Inside e i suoi dipendenti. Una iniziativa, la denuncia del Sindaco Riccardi, ancorché attinente alla sua sensibilità di cittadino manfredoniano, dovuta anche nella funzione di pubblico ufficiale che viene a conoscenza di un potenziale pericolo riguardante la tutela dell’ambiente e la sicurezza pubblica, in un contesto nel quale si sono verificate situazioni di quel genere. Nella lettera inviata alle autorità istituzionali di competenza fra cui l’ARPA Puglia, Riccardi chiede che “vengano eseguite le opportune indagini per verificare la sussistenza o meno di sostanze inquinanti nel sottosuolo dell’area occupata da Inside”. Secondo quanto riferito dagli operai Inside, nel corso dell’esecuzione di opere di scavo sarebbero incappati nella presenza di non meglio definiti “fusti contenenti sostanze putrescenti”. Informata la direzione dello stabilimento, la stessa ordinava la ricopertura degli scavi eseguiti senza alterare quanto rinvenuto. “Se la cosa rispondesse al vero, e francamente non ci sarebbero motivi per dubitarne – rileva il Sindaco - sarebbe una ulteriore riprova che, in quel sito industriale, di scheletri sotto terra ce ne sono ancora tanti e ben nascosti. Ne è eclatante e clamoroso esempio la "scoperta", avvenuta qualche mese fa, di una grande discarica, la famigerata "vasca Marchesi", nascosta sotto una coltre tombale di cemento fatta passare come pista di esercitazione dei pompieri aziendali. Quando venne posto il problema, gli attuali responsabili di Syndial, la società succeduta a Enichem, hanno tentato vigorosamente di negare, ma hanno dovuto capitolare di fronte a prove incontrovertibili. La bonifica di quella discarica è al vaglio del Ministero per i provvedimenti del caso”. Le domande che ora (in)sorgono sono tante e inquietanti: ci sono altre discariche disseminate in quell’area industriale? Perché sono state nascoste? Quali conseguenze provocano? E così via dicendo. A quanto pare la parola fine sulla vicenda post-Enichem, quella specifica del disinquinamento dell’area, è ancora lontana dall’essere posta. 

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