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Mercoledì, 15 Luglio 2020

Manfredonia - L’isola dei cittadini modello

“Noi cittadini abbiamo il dovere di apprezzare, appoggiare e sostenere quelle iniziative che provano a far rispettare la nostra identità di uomini della stessa comunità. Vanno salutate con favore le azioni volte al perseguimento di obiettivi di interesse comune, di salvaguardia, di spiccato senso civico. Quando ho ricevuto l'invito, per unirmi ad un amichevole banchetto con i protagonisti di una favola che si sviluppa da quattro anni a questa via sulla scogliera sipontina, ho accettato volentieri e ne è valsa davvero la pena. Buona tavola, ottima compagnia e perenne buonumore. Cos'altro chiedere per trascorrere qualche ora piacevole?”. Esordisce così il primo cittadino di Manfredonia, Angelo Riccardi, se gli si chiede un parere sull'enclave di civiltà e senso di responsabilità che risponde al nome di “Isola che non c'è”. Un'isola nel cui nome ci siamo imbattuti probabilmente per la prima volta leggendo di Peter Pan, o anche guardandolo in tv, e scoprendo quel posto speciale dove vi possono accedere solo i bambini. Edoardo Bennato, parlandone, diceva che “E a pensarci, che pazzia, è una favola, è solo fantasia e chi è saggio, chi è maturo lo sa: non può esistere nella realtà!” ed invece soltanto la smisurata immaginazione tipica dei bambini e la loro tendenza a fidarsi più spesso degli adulti, potevano spingere un manipolo di concittadini, anagraficamente e mentalmente ben più che bambini, a creare lentamente e con encomiabile spirito d'iniziativa un posticino così godibile ed apprezzato. “Duole constatare, ma è purtroppo così, che spesso latita il senso civico. Sarebbe necessario - afferma ancora il Sindaco Riccardi - creare una comunità, ovvero una cittadinanza attiva, cosciente dei propri diritti tanto quanto dei propri doveri. Far sentire la propria disapprovazione verso chi non ha senso civico è il primo passo e tutti si devono impegnare in tal senso. Quello che invece succede da qualche anno a questa via all'Isola che non c'é é un esempio di gente che ha fatto ben più di un passo avanti in questo percorso virtuoso e invita tutti alla riflessione. Comuni cittadini – prosegue Riccardi - che si rendono protagonisti in prima persona del decoro della propria città, senza invocare l'aiuto di alcuno. Si arrotolano le maniche, dividendosi i compiti, creando un angolo di scogliera che può essere indicato ai giovani per spiegare loro con esempi pratici cosa é lo spirito d'iniziativa e l'amore per la propria terra”. Quest'estate sono state ben tre le feste organizzate per creare nuovi momenti di socializzazione. Feste autofinanziate e che hanno riscosso così tanto successo da riempire di felicità tutti coloro i quali se ne occupano. Giuseppe Prencipe, meglio noto come “Pupirato”, è con Oronzo Farfalletta uno dei deus ex machina dell' “Isola che non c'è”, ma ci tiene a sottolineare che “Siamo un gruppo di venti-venticinque persone a darci quotidianamente da fare nella pulizia della scogliera e nel metterci al servizio di tutti quelli che vogliono venire a farsi un bagno agli scogli”. Ovviamente l'accesso è libero perché, come dice Giuseppe, “di questi tempi i luoghi organizzati sono un lusso e mi sembra giusto che chi non può permettersi di spendere soldi per le proprie giornate a mare può trovare un posto dove non si paga”. Da poco dopo l'inizio dell'estate è stata montata, dopo regolare richiesta, una cabina che funge da spazio per il cambio d'abiti di chiunque ne abbia bisogno. Una struttura rimovibile e che tra non molto verrà smontata e riposta fino alla prossima estate, un'ulteriore servizio per chi attratto dalla bellezza della scogliera o dalle voci, tutte positive, su questo gruppo di manfredoniani che se ne prende cura vorrà approfittare di questi giorni di settembre per prolungare la propria tintarella. “Non accetto il pensiero – conclude il Sindaco, Angelo Riccardi - di chi ritiene che se non si è sorvegliati, dal personale preposto ai controlli del caso o da eventuali telecamere, si é legittimati a non rispettare le regole. Apprezzo Giuseppe, Oronzo, Marcello, Adolfo e tutti coloro i quali hanno trasformato in realtà solida quella che poteva apparire una chimera, l' “Isola che non c'è”. Manfredoniani fieri di esserlo ed orgogliosi della propria terra tanto da proteggerla e prendersene cura senza alcun fine recondito. Un modello che, se seguito, aiuta a sviluppare una nuova cultura, in se stessi e negli altri, che supera le vecchie abitudini e gli egoismi civici. La nostra Città ha margini di crescita enormi e ce la può fare solo se riusciamo a trasmettere ai nostri giovani, con l'aiuto imprescindibile dei genitori, quale é il grimaldello che apre i varchi per essere un cittadino attivo”. 

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