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Giovedì, 06 Agosto 2020

Manfredonia - Le variabili del bilancio comunale

Rispetto al 2011, le minori risorse sul bilancio del Comune di Manfredonia ammontano a circa 4 milioni e mezzo di euro (4.425.950,08 euro); nel 2010 sono state 6.358.828,43 euro.

Una minore disponibilità di risorse enorme che pone l’Amministrazione Comunale in forte difficoltà per far fronte agli impegni istituzionali, in particolar modo ai vari e diversificati servizi non solo sociali. La ragione di tale scostamento sta nelle politiche economiche di stretto rigore impostate dal Governo Monti per far fronte alla crisi perdurante ormai da tempo e dunque fronteggiare le emergenze finanziarie nazionali. La scure dei famigerati tagli si ripercuote inesorabilmente sugli enti periferici quali sono appunto i Comuni.

La dinamica dei trasferimenti erariali dal 2010 ad oggi evidenzia la drastica riduzione che il Comune di Manfredonia ha subìto in soli due anni. E non è finita. E’ infatti in arrivo un’altra stangata dalla spending review: una ulteriore riduzione di oltre 300 mila euro.

In particolare la struttura delle entrate tributarie è profondamente cambiata. Tra le novità introdotte troviamo: la eliminazione dell’addizionale comunale sul consumo dell’energia elettrica fatta rientrare nel Fondo Sperimentale di Riequilibrio (FSR), il che vuol dire che di fatto il cittadino continua a pagare l’addizionale che però anziché nelle casse comunali va a finire in quelle dello Stato; la scomparsa della compartecipazione all’IVA che già dal 2011 aveva sostituito la compartecipazione all’IRPEF, riassorbita nel Fondo Sperimentale di Riequilibrio (l’importo accertato nel 2011 è stato di 2.260.504,31 euro).

Discorso a parte va fatto per l’IMU che ha sostituito la vecchia ICI. Come noto la legge 214/2011 ha introdotto in via sperimentale l’imposta anche sulle abitazioni principali ad una aliquota base del 4 per mille che i Comuni possono aumentare fino ad un massimo del 2 per mille; per gli altri immobili l’aliquota base è del 7,6 per mille che può essere aumentata fino ad un massimo del 3 per mille. Per i fabbricati rurali l’aliquota è del 2 per mille. Oscillazioni che costringono ad iscrivere nel bilancio comunale somme suscettibili di variazioni, stimate secondo un “accertamento convenzionale” che potrà differire, anche per difetto, da quello reale.

Il Comune entro il 30 settembre prossimo dovrà regolamentare il tributo modificando le aliquote nei limiti fissati per legge e in base al gettito reale che si potrà iniziare a valutare non prima del mese di luglio.

Una situazione di oggettiva incertezza contabile che mette a rischio la stabilità del bilancio con tutto quello che ne deriva in termini di gestione della cosa pubblica e dunque di governo della città. Il conteggio dell’IMU obbligherà l’Ente ad una maggiore attenzione sulla dinamica delle entrate tributarie e potrà comportare non pochi aggiustamenti in itinere del documento contabile.

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