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Venerdì, 10 Luglio 2020

Manfredonia - La trasparenza del bilancio comunale

I risultati del consuntivo 2011, a differenza di quanto sostenuto tendenziosamente da qualcuno, dimostrano l’impegno politico amministrativo di questa Amministrazione. Ciò si evince dai numeri e dagli obiettivi raggiunti.

“Il Comune - afferma con decisione il Sindaco, Angelo Riccardi - è come se avesse in qualche maniera anticipato gli effetti della "spending review"; basta il solo dato della contrazione delle spese correnti per dimostrare gli sforzi compiuti nel corso dell’anno 2011: le spese correnti, ossia le spese ordinarie sostenute dall’Ente per garantire l’assolvimento delle funzioni istituzionali e fondamentali e per l’erogazione dei servizi pubblici alla collettività, sono passate da 45 milioni di euro del 2010 a 37,6 milioni di euro nel 2011. Sono stati attivati, inoltre, 4,7 milioni di euro per investimenti necessari alla città e al suo sviluppo”.

“La lettura dei dati di un bilancio - dice a sua volta l'Assessore al Bilancio e Patrimonio, Pasquale Rinaldi - può essere soggetta a diverse strumentalizzazioni, ma i numeri non possono essere interpretati diversamente da quelli che sono. La vera questione è saperli leggere correttamente. È facile confondere la crescita di un indicatore dato da un rapporto di numeri, se non si conoscono le fonti dei numeri stessi. Tanto per essere chiari, l’aumento della pressione fiscale, contestata, è frutto di una diversa allocazione di alcune poste di bilancio che il legislatore ha stabilito a decorrere dal 2011. I vecchi trasferimenti dello Stato, dal 2011, vengono contabilizzati tra le entrate tributarie. Appare scontato che l’indice che mostra la pressione fiscale sopportata dal cittadino schizza verso l’alto. Una lettura più attenta della relazione tecnica di accompagnamento al Consuntivo 2011, proprio nella pagina introduttiva, avrebbe sciolto ogni dubbio”.

Se ne riporta qui di seguito un breve stralcio:

“Appare opportuno precisare che la comparabilità dei numeri e degli indicatori tra il 2011 e gli anni precedenti è influenzata da novità legislative direttamente connesse all’attuazione del federalismo fiscale di cui alla L. n. 42/2009 e successivi decreti attuativi. La principale novità deriva dall’introduzione del Fondo Sperimentale di Riequilibrio (FSR), in sostituzione dei trasferimenti dello Stato, e dalla modifica della compartecipazione Irpef in compartecipazione IVA. Non solo, l’aspetto più importante da tener in conto nella dinamica degli indicatori, soprattutto quelli legati alla parte corrente del bilancio e ai valori pro-capite, è la diversa allocazione nel bilancio delle nuove poste introdotte dal legislatore. Una per tutte, il Fondo Sperimentale di Riequilibrio va allocato al Titolo 1 delle entrate tributarie, non più al Titolo 2 dei trasferimenti correnti dallo Stato. Ovviamente questa semplice operazione di riallocazione comporta, di fatto, una variazione di alcuni indicatori la cui dinamica non deve essere interpretata in termini peggiorativi. Solo a titolo di esempio, e nel corso della relazione se ne parlerà più ampiamente, la pressione fiscale pro-capite complessiva, data dal rapporto tra le entrate del Titolo 1 (entrate tributarie, costituite da imposte, tasse e tributi speciali) e la popolazione, passa da € 337,27 del 2010 ad € 547,62 del 2011. Tale incremento, per l’appunto, trova giustificazione principalmente nell’allocazione del FSR tra le entrate tributarie e non più tra i trasferimenti correnti allocati al Titolo 2”.

 

Certo, non si nega che vi sia stato un aumento dell’imposizione fiscale, ma questo ha riguardato la sola TARSU; aumento necessario per sostenere l’attività di una società che garantisce, e bene, la pulizia e l’igiene della nostra città.

“Sul tema delle partecipate, il nostro Comune ha un solo limite, quello di voler garantire alla collettività - aggiunge Angelo Riccardi - il maggior numero possibile di servizi pubblici e per far questo ha dovuto fare anche delle scelte difficili. L’unica società che presentava reali difficoltà era il Consorzio di Gestione del Mercato Ittico; è stato posto in liquidazione a novembre scorso, e da circa due settimane è ripartito con una gestione diretta. L’alternativa sarebbe stata quella della chiusura, creando non poche difficoltà al sistema economico locale della pesca e al suo indotto. Sul concetto di "poltronificio", va precisato che lo snellimento dei consigli di amministrazione è un tema che non riguarda le nostre partecipate; e le figure di "revisori e certificatori" sono richieste per legge”.

“Sul patrimonio pubblico, va ricordato - chiude l'Assessore Rinaldi - l’ottimo risultato dell’alienazione dell’ex mercato rionale, non più funzionale alle attività istituzionali dell’Ente, che ha portato nelle casse del Comune 2,3 milioni di euro destinati alla copertura di vecchi debiti fuori bilancio e di nuovi investimenti che, altrimenti, sarebbero stati finanziati da nuovo debito, a discapito del cittadino. Infine, solo una precisazione sullo svolgimento del Consiglio Comunale: l’apertura dei lavori è stata preceduta dalla richiesta di una discussione unica, approvata all’unanimità dall’aula. La disattenzione non è ammessa nell’assise di massima espressione di democrazia”.

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