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Sabato, 18 Gennaio 2020

Il sindaco Angelo Riccardi e l’assessore ai Lavori Pubblici Salvatore Zingariello hanno convocato i presidenti dei consorzi e i direttori dei lavori dei comparti CA1, CA2, CA4, CA5, CA9 e CB3 in un incontro per esaminare lo stato d’attuazione delle infrastrutture.

L’invito è esteso anche ai presidenti delle cooperative dei suddetti comparti e a tutti gli acquirenti degli immobili di edilizia residenziale pubblica e privata.

La riunione, fissata per venerdì 18 febbraio 2011 alle ore 18.00, si terrà presso la Sala Consiliare del Comune di Manfredonia.

A Manfredonia comincia la conta dei numeri civici degli edifici della città.

L’operazione rientra nelle attività propedeutiche al 15° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni, che investirà tutta l’Italia a partire dall’autunno 2011, e di cui la Rilevazione dei civici costituisce uno strumento indispensabile.

Per le indagini sul campo il Comune di Manfredonia ha ritenuto necessario avvalersi di 15 dipendenti interni, appositamente selezionati e formati in relazione all’attività da svolgere.

A partire da oggi i 15 operatori incaricati, forniti di apposito cartellino di riconoscimento dell’Istat, con foto e firma del sindaco, saranno impegnati nelle operazioni di rilevazione dei numeri civici.

Li vedremo aggirarsi, dunque, nelle vie di Manfredonia muniti di carte e piantine, per constatare l’effettiva corrispondenza tra le mappe catastali consegnate dall’Istat e il reale stato delle cose.

Per ciascun edificio verranno rilevati il relativo codice, desumibile dalla mappa, le caratteristiche richieste e il numero di unità immobiliari (distinte in abitative e non abitative), correggendo eventuali errori e integrando, quando necessario, il modello precompilato con indirizzi non presenti.

Alla fine verranno effettuate le verifiche di congruenza tra le informazioni raccolte, le eventuali integrazioni e le notizie presenti nella banca-dati dell’Amministrazione Comunale.

Grazie a questa operazione, il Comune disporrà di un indirizzario aggiornato e condiviso con l’Istat, requisito essenziale per il buon esito del prossimo censimento della popolazione e delle abitazioni.

Dimenticare e combattere”.

Risponde così Samuel Pelliccioli a quegli sguardi che gli chiedono come sia possibile tornare a vivere dopo un terribile incidente.

Sono gli sguardi attenti e attoniti di ragazzi, docenti, giornalisti, esponenti dell’Amministrazione Comunale e del mondo religioso che venerdì 21 gennaio 2011, la mattina nell’aula magna del Liceo Scientifico ‘G. Galilei’, la sera presso il Laboratorio Urbano Culturale ‘Peppino Impastato’, hanno partecipato all’iniziativa ‘Incontri di sensibilizzazione e prevenzione degli incidenti stradali’.

L’incontro, fortemente voluto dal sindaco Angelo Riccardi e moderato da Francesco Napolitano, presidente dell’associazione ‘Risveglio’ di Roma, è stato organizzato dal Comune di Manfredonia in sinergia con la Federazione Nazionale Associazioni Trauma Cranico e l’associazione ‘Amici di Samuel’ di Bergamo.

Samuel adesso cammina, parla, scrive al computer, lavora, legge in inglese e francese e va a cavallo. Ma circa quindici anni fa, quando il suo corpo giaceva immobile in un letto degli Ospedali Riuniti di Bergamo in seguito a un gravissimo incidente in moto, i medici sembravano certi che per lui non ci fosse nulla da fare.

Da lì l’amore, la tenacia e lo spirito di sacrificio sono stati più forti della disgrazia. Grazie al suo straordinario attaccamento alla vita, e grazie a suo padre Stefano, che per aiutarlo ha mollato tutto, anche il lavoro, Samuel oggi è un ragazzo come tutti gli altri.

E a questi ‘altri’ vuole portare la sua testimonianza intraprendendo, con suo padre, una campagna di sensibilizzazione a favore della vittime di trauma cranico e delle loro famiglie: con la fondazione dell’associazione ‘Traumatizzati Cranici’, Stefano e Samuel riuniscono persone che hanno vissuto lo stesso dramma, per affrontare insieme i problemi e trovare soluzioni possibili.

Samuel ha raccontato la sua esperienza, ma, attraverso i contributi del medico neurologo Liana Bestavashvili, del vigile urbano Michele Falcone, del vicepresidente dell’associazione ‘Risveglio’Claudio Taliento, si è parlato anche di Edoardo, Marta, Francesco, Luca, Stefania…

L’impatto delle immagini che scorrono su un maxi-schermo, unita ai racconti di chi le commenta, tra il ricordo e la commozione, provoca nei presenti un’emozione forte e coinvolgente.

Alla fine Francesco Napolitano sente il dovere di ringraziare il sindaco Angelo Riccardi, “perché ci sentiamo dire tanti ‘sì’, ma sono pochi, poi, quelli che ci permettono effettivamente di ‘fare’, e rendere concrete giornate come queste”.

Sono io che devo ringraziare voi -sottolinea il sindaco, di rimando-, che ci avete reso partecipi di queste vostre esperienze straordinarie, condividendole con i giovani della nostra città”.

Non vogliamo impedire ai nostri ragazzi di divertirsi e passare serate in allegria; vogliamo, piuttosto, renderli consapevoli del pericolo e della responsabilità verso se stessi e verso gli altri, in una cultura della legalità e del rispetto delle regole. E a questo proposito, presto firmeremo un Protocollo d’Intesa con tutte le Forze dell’Ordine per rafforzare la sicurezza in città. Perché la vita è un dono prezioso, da custodire con cura fino a quando Dio vorrà”, ha concluso Angelo Riccardi.

Un ‘Patto della città per la legalità, la cittadinanza responsabile e la coesione sociale’: è quanto propongono l’assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Manfredonia, il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile e l’Ufficio Diocesano per la Cultura e l’Educazione.

Un patto che nasce da alcune semplici constatazioni: tutta la città forma ed educa; la legalità, la coesione sociale e la cittadinanza responsabile sono il frutto dell’impegno di tutti; i bambini e gli adolescenti ricevono dall’intera comunità stimoli positivi e negativi, pertanto possono avvertire intorno a sé forme di accoglienza e di sostegno o, al contrario, di esclusione se non di umiliazione.

Da qui l’esigenza di un’alleanza tra tutte le agenzie educative del territorio: perché chiunque riveste un ruolo di responsabilità in seno alla comunità locale, dal sindaco agli assessori, a operatori nei servizi sociali, nelle politiche giovanili, nell’istruzione, nella cultura, nelle strutture sociosanitarie; chiunque assolve a un compito educativo, dai genitori ai dirigenti scolastici, a docenti, parroci, educatori, responsabili di associazioni culturali, di volontariato, di società sportive, allenatori e accompagnatori di squadre; chiunque gestisce un pub o una ludoteca… insomma, tutti sono chiamati ad assumere appieno le proprie responsabilità di adulti che educano.

Obiettivo del Patto è, dunque, creare occasioni di dialogo e partecipazione, ciascuno con le proprie competenze, a tavoli di confronto e di lavoro, per formalizzare un impegno che non sia generica dichiarazione d’intenti, ma si traduca in progetti condivisi, realizzabili, messi in atto e verificati: una proposta educativa autentica e originale, capace di incidere positivamente nella vita della comunità, di innescare un dialogo tra le generazioni, di far crescere in tutti, e in particolare nei ragazzi, il senso di attenzione alla cosa pubblica, di partecipazione responsabile, di cura del Bene comune, di rispetto delle regole.

Il Patto proposto è un documento ‘aperto’: tutti possono contribuire ad arricchirlo, indicando forme di impegno e di responsabilità.

Con questo intento Paolo Cascavilla, assessore alle Politiche Sociali, don Salvatore Miscio, responsabile del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile, e Michele Illiceto, responsabile dell’Ufficio Diocesano per la Cultura e l’Educazione, hanno invitato tutti gli operatori nel settore educativo, religioso, sociale, sanitario e sportivo, i sindacati, gli esercenti di locali frequentati da giovani e gli organi d’informazione a inviare segnalazioni, osservazioni, adesioni.

Nei prossimi giorni, infatti, verranno avviati incontri tematici per recepire idee e suggerimenti, per creare insieme percorsi di attuazione condivisi e partecipati.

“Ma a te...te piace 'o presepe?”. La fatidica domanda la rivolgeva Luca Cupiello rivolgendosi al figlio Tommasino che non voleva alzarsi dal letto la mattina della vigilia di Natale, in Natale in casa Cupiello di Eduardo de Filippo.
E rimanendo in tema, continua a Manfredonia il “Natale in casa Beccarini”. È stata infatti allestita sotto il porticato del chiostro di Palazzo San Domenico, sede del municipio, la natività in cartapesta dell’artista sipontino Matteo Trotta.
L’opera veniva tradizionalmente esposta in piazza del Popolo, attualmente interessata da lavori di ristrutturazione legati al rifacimento di Corso Manfredi.
Il presepio come lo vediamo rappresentare ancora oggi nasce, secondo la tradizione, dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme coinvolgendo il popolo nella rievocazione che ebbe luogo a Greccio la notte di Natale del 1223.
Primo esempio di presepe inanimato è invece quello che Arnolfo di Carnbio scolpirà nel legno nel 1280 e del quale oggi si conservano le statue residue nella cripta della Cappella Sistina di S. Maria Maggiore in Roma. Da allora e fino alla metà del 1400 gli artisti producono statue di legno o terracotta che sistemano davanti a una pittura riproducente un paesaggio come sfondo alla scena della Natività, il tutto collocato all'interno delle chiese. Culla di tale attività artistica fu la Toscana ma ben presto il presepe si diffuse nel regno di Napoli ad opera di Carlo III di Borbone e nel resto degli Stati italiani.
La diffusione a livello popolare si realizza pienamente nel secolo scorso quando ogni famiglia in occasione del Natale costruisce un presepe riproducendo la Natività secondo i canoni tradizionali con materiali - statuine in gesso o terracotta, cartapesta e altro - forniti da un fiorente artigianato.
Oggi dopo l'affievolirsi della tradizione causata anche dall'introduzione dell'albero di Natale, il presepe è tornato a fiorire grazie all'impegno di religiosi e privati che hanno ricondotto nelle case e nelle piazze d'Italia la Natività e tutti i personaggi della simbologia cristiana.

In questo periodo Manfredonia pullula di bellissimi presepi. Oltre a quello in cartapesta attualmente visitabile nel chiostro del municipio, vi sono la Natività del Signore all’interno dell’Ipogeo di Santa Maria Regina a Siponto, la XIV Mostra del Presepio presso il Convento di Santa Maria delle Grazie di via Tribuna, il Presepe vivente dell’Anffas allestito nell’Arco Boccolicchio, la natività di Francesco Rinaldi che espone la propria opera nel locale adiacente la chiesa "Stella Maris" in corso Manfredi, l’artistico presepe del 'padre-bambino' Franco Ciociola allestito presso la sede del GAP San Michele di Manfredonia in corso Manfredi.

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