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Allevamenti avicoli al collasso

In Puglia il maltempo sta per mietere le prime vittime. Gli allevamenti avicoli della provincia di Foggia sono al collasso, a causa dell’interruzione dei collegamenti stradali e delle dune di neve alte fino a 4 metri che hanno isolato le aziende, rendendo impossibile l’approvvigionamento di mangimi e di carburante per il riscaldamento degli impianti. “La situazione è drammatica – denuncia Pietro Salcuni, Presidente della Coldiretti Puglia – e per questo abbiamo informato tempestivamente il Prefetto di Foggia chiedendo un intervento immediato. Gli allevamenti hanno una autonomia tra le 12 e le 24 ore, dopo di che pulcini e polli deperiranno inesorabilmente. I nostri imprenditori stanno facendo la loro parte, mettendo a disposizione i trattori divenuti utili spalaneve e gli  spandiconcime riadattati a spargi sale di fortuna, attivi sulle strade rurali e interpoderali, ma anche sulle strade asfaltate dei centri urbani e sulle statali”.

Intanto, risulta distrutto il 50% degli ortaggi autunno – vernini,   quali cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli. Tutto ciò che poteva essere raccolto giace sui campi, perché i collegamenti interrotti determinano l’impossibilità  al trasporto della merce. Schizzati i costi per il riscaldamento delle serre, aumentati del 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre in decine di stalle isolate mucche, pecore e maiali rischiano di rimanere senza acqua e cibo per le difficoltà di garantire l’approvvigionamento dei mangimi e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi.

La presenza diffusa degli agricoltori sul territorio assicura un intervento capillare anche nelle aree più critiche e “scongiura il rischio di isolamento delle abitazioni – continua il Direttore della Coldiretti Puglia, Antonio De Concilio - soprattutto nelle zone più impervie, interne e montane. La situazione è difficile nelle città, nei paesi e nelle campagne dove insieme ad intere famiglie isolate ci sono le coltivazioni invernali in campo bruciate dal gelo e si registra una impennata dei costi di riscaldamento delle serre”.

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