Login to your account

Username *
Password *
Remember Me

Create an account

Fields marked with an asterisk (*) are required.
Name *
Username *
Password *
Verify password *
Email *
Verify email *
Captcha *
Reload Captcha
Venerdì, 03 Dicembre 2021

Uil: Svimez, 1,5 milioni di disoccupati nascosti

Un milione e mezzo di disoccupati nascosti, oltre un milione al Sud. I numeri resi noti da Svimez “confermano, purtroppo, quanto il nostro sindacato sostiene da tempo – dichiara il Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese – ovvero che da Roma in giù la situazione occupazionale è al limite del dramma sociale. Del resto, come dimostra quanto accaduto a Barletta, il lavoro nero è un’amara realtà, un fenomeno dilagante non solo in Puglia, ma in tutto il Meridione”.

“Senza nuovi stimoli alla crescita – aggiunge Pugliese – i numeri sono destinati solo a peggiorare. E un processo di crescita, al Meridione, passa inevitabilmente da investimenti oculati dei fondi europei in infrastrutture che rilancino i mercati locali a livello nazionale ed internazionale, da una lotta serrata all’evasione fiscale, che del lavoro nero è una stretta parente, e dallo sblocco dei tanti cantieri ancora al palo a causa delle assurde lungaggini e delle beghe della nostra burocrazia mediante un coinvolgimento a 360 gradi delle grandi stazioni appaltanti. Tutte misure che però, finora, non sono state intraprese con la fermezza che la crisi richiederebbe”.

Stando ai dati rivelati da Svimez, il 13% di disoccupazione ufficiale al Sud sarebbe in realtà un 25%, nella maggior parte costituito da giovani e donne.

“Indubbiamente – sostiene il Segretario Generale della UIL regionale – la ripresa economica italiana e meridionale non può prescindere da una profonda valorizzazione delle nuove generazioni e del lavoro al femminile. Del resto, se Bankitalia afferma che con più donne al lavoro il nostro Pil guadagnerebbe 7 punti, significa che da questo punto vista continuiamo colpevolmente, in particolare al Sud, a perdere terreno rispetto al resto d’Europa. Ecco perché siamo sostenitori di iniziative e di piani per il lavoro che puntino al reale inserimento delle generazioni e delle classi più in difficoltà nel mercato del lavoro”.

 

Pubblicità laterale

  1. Più visti
  2. Rilevanti
  3. Commenti

Per favorire una maggiore navigabilità del sito si fa uso di cookie, anche di terze parti. Scrollando, cliccando e navigando il sito si accettano tali cookie. LEGGI