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Lunedì, 25 Maggio 2020

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UIL: “No agli imprenditori apprendisti stregoni"

“E’ evidente che il panorama lavorativo sta cambiando in ragione degli eventi. Diventa quindi necessario, da parte delle Istituzioni,  un costante monitoraggio sulle evoluzioni dello stesso. Un lavoratore autonomo deve essere un professionista che concretizza un’idea imprenditoriale e non un apprendista stregone che cerca, in qualunque modo, di soddisfare le necessità primarie del vivere quotidiano. Occorrono, pertanto, politiche concrete che possano, da un lato, incentivare e garantire l’occupazione dipendente sana e duratura, mentre dall’altro sostenere l’imprenditorialità attraverso la messa in campo di una adeguata strumentazione - ivi compreso il sistema formativo - in modo che ogni nuova piccola impresa di oggi possa essere una realtà occupazionale del domani”.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, commenta lo studio pubblicato da Unioncamere sui neoimprenditori, relativo al primo semestre 2011. Nel 54,4% dei casi si tratta di persone che cercano, in un’attività di lavoro autonoma, la propria realizzazione, mentre nel 12,6% dei casi si continua ad operare nell’impresa in cui si era già occupati o di dar corso ad un cambio generazionale. Ma il dato più importante risiede in quel 32,9% dei casi in cui è fondamentale la necessità di trovare un primo o un nuovo lavoro, soprattutto in relazione alla difficoltà ad individuare un posto di lavoro dipendente stabile nel tempo e che possa dare garanzie reddituali per sé e per il proprio nucleo familiare. A conferma di quanto detto, dall’analisi per fasce d’età, si riscontra come il 44,5% dei neoimprenditori abbia meno di 35 anni, ovvero proprio quelle persone, spesso prive di precedenti esperienze lavorative, più esposte alle conseguenze dell’attuale crisi occupazionale.

 

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